Alimentazione nei bambini: istruzioni per l’uso

I bambini hanno una naturale abilità in fatto di alimentazione, come se fossero forniti di un abilissimo nutrizionista interiore. Se osserviamo i bambini molto piccoli, infatti, possiamo notare che essi mangiano la quantità di cibo di cui hanno bisogno, crescono naturalmente nel modo giusto per loro ed imparano a mangiare il cibo che i loro genitori mangiano.

È molto difficile costringere un bambino a mangiare più di quanto necessita: comincia a sputacchiare il cibo, ad esempio, e a ribellarsi prepotentemente. Questa è ciò che in Mindful Eating viene definita “saggezza interiore”: una naturale capacità di cui la natura ci fa dono alla nascita e che ci consente di conoscere, senza che nessuno che lo insegni, la quantità giusta per noi di un determinato cibo.

In uno studio degli anni ’30, bambini con età compresa fra i 6 e gli 11 mesi osservati per una settimana e ai quali veniva offerta una varietà di cibo sul vassoio, mangiavano un appropriato numero di calorie con una distribuzione adeguata fra i vari nutrienti (Davis, C.M., 1939). Purtroppo altri studi hanno osservato anche che, a causa di condizionamenti provenienti dall’esterno, a partire dalla famiglia fino ad arrivare ai media, dai 3 anni in poi i bambini perdono contatto con questo nutrizionista interiore, ignorandolo ripetutamente (Rolls, B.J., 2000).

Ellyn Satter, esperta di alimentazione in età pediatrica, ha creato una sorta di guida per i genitori, chiara e ben definita, per prevenire questa diseducazione alimentare nei bambini, che li porta sempre più lontani dalle proprie naturali competenze nutrizionali. Ellyn Satter ha denominato questo documento “Divisione delle responsabilità” e fornisce una guida dalla nascita fino all’adolescenza. I genitori che seguono la divisione delle responsabilità nell’alimentazione dei propri bambini, lasciano che essi crescano ed imparino mangiando. Eccola di seguito:

  1. Durante il periodo dell’allattamento

È responsabilità del genitore definire il cosa, mentre il bambino è responsabile del quanto mangiare.

A prescindere che si scelga l’allattamento al seno o con formula, il genitore presta attenzione alle informazioni che il bambino restituisce circa gli orari, la frequenza e la quantità.

  1. In fase di svezzamento

Il genitore è ancora responsabile del cosa il bambino mangia e comincia ad acquisire responsabilità rispetto al quando ed il dove il bambino mangia. Il bambino è ancora responsabile del quanto e del se mangiare il cibo offerto dal genitore.

Basandosi sul cosa il bambino può fare e non su cosa dovrebbe fare in base alla sua età, i genitori guidano la transizione del bambino dall’allattamento ai cibi semi-solidi e, poi, solidi.

  1. Dall’infanzia all’adolescenza

Il genitore è responsabile del cosa, del quando e del dove, mentre il bambino è responsabile del quanto e del se mangiare.

Fidarsi della capacità dei bambini di determinare quanto e se mangiare è di fondamentale importanza ed è sicuramente più facile a dirsi che a farsi. Temendo che i bambini non si nutrano bene, i genitori spesso li spingono a mangiare oltre il loro punto di sazietà (“Mangia tutto ciò che hai nel piatto”) o li distraggono con la TV o il cellulare. Questo, purtroppo, crea le basi della non consapevolezza alimentare, presupposto per quello stile alimentare automatico, non saggio e, dunque, non salutare contro cui molti adulti combattono nella propria vita.

Quando i genitori fanno il proprio lavoro, invece, rispettando la divisione delle responsabilità delineata da Ellyn Satter, anche i bambini fanno il loro lavoro nel mangiare e mantengono un rapporto sereno e funzionale con il cibo.

Volendo fornire le “istruzioni per l’uso” dell’alimentazione dei piccoli, ecco di seguito esplicitati i compiti di genitori e bambini:

Compiti dei genitori

  • Scegliere e preparare il cibo
  • Provvedere a pasti e snack regolarmente
  • Rendere il momento del pasto un momento piacevole
  • Essere da esempio comportamentale per il bambino durante i pasti in famiglia
  • Lasciare che il bambino sviluppi i propri personali gusti alimentari, senza fornire le proprie preferenze in merito ai cibi che piacciono o non piacciono
  • Lasciare che il bambino sviluppi il corpo che è giusto per lui/lei, senza costringerlo ad aderire a canoni estetici

Compito dei bambini

  • Mangiare le quantità di cui hanno bisogno
  • Imparare a mangiare il cibo che i propri genitori mangiano
  • Imparare dai propri genitori a comportarsi durante i pasti

Ma… quando i condizionamenti sociali hanno il sopravvento? Quando oramai il bambino non è più in contatto con il proprio nutrizionista interiore? Cosa fare?

La soluzione maggiormente utilizzata anche in età pediatrica è rappresentata dalla prescrizione dei programmi alimentari. Purtroppo, però, numerose sono le ricerche che evidenziano una correlazione positiva fra la prescrizione di diete in età evolutiva e lo sviluppo di disturbi alimentari in adolescenza (ad es.: Golden, N. H. et al., 2016). Questo accade, poiché le diete insegnano ai bambini ad adeguare il proprio comportamento alimentare a regole esterne, anziché ai propri segnali interni. Una soluzione meno invasiva, rispettosa della natura dei bambini, divertente ed efficace è rappresentata dalla Mindful Eating.

La Mindful Eating, non è una dieta e non prescrive ai bambini cosa mangiare e cosa non mangiare, ma insegna ai bambini a riconnettersi con il proprio nutrizionista interiore, a reinstaurare quella saggezza interiore della quale tutti noi siamo forniti alla nascita e ad alimentarsi facendo riferimento a questo e non ad imposizioni esterne. Di conseguenza, anche il peso corporeo ne trae beneficio.

Il 27 novembre, con Formazione Continua in Psicologia partirà il corso online “Mindful Eating dai 3 agli 11 anni”, rivolto ai colleghi che intendono insegnare ai bambini a ritrovare la propria saggezza alimentare interiore. Per informazioni sulla struttura del corso, le date e le modalità di iscrizione, clicca al seguente link (inserire)

 

Mindful Eating in bambini 3-11 anni

QUI i dettagli del programma

Mindful Eating in bambini dai 3 agli 11 anni

 

 

Dott.ssa Teresa Montesarchio

Psicologa, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

Lifetime Member The Center for Mindful Eating

Riferimenti bibliografici:

  • Davis, C.M. (1939). Results of the Self-Selection of Diets by Young Children. Canadian Medical Association Journal, 41: 257-261.
  • Golden, N. H., Schneider, M., & Wood, C. (2016). Preventing Obesity and Eating Disorders in Adolescents. Pediatrics, 138(3)
  • Rolls, B.J., Engel, D., Birch, L.L. (2000) Serving Portion Size Influences 5-Year-Old But Not 3-Year-Old Children’s Food Intakes. Journal of the American Dietetic Association 100, 232-234
  • Satter, E. M. (1996). Internal regulation and the evolution of normal growth as the basis for prevention of obesity in childhood. J Am Diet Assoc., (96): 860-864.

 

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1 responses on "Alimentazione nei bambini: istruzioni per l’uso"

  1. Articolo davvero interessante ed utile, soprattutto al giorno d’oggi, poichè a causa di ritmi di vita frenetici e stili di vita scorretti impostici dalla società moderna volta alla produzione e al consumo sfrenato, spesso non abbiamo tempo di “nutrirci in modo consapevole” a discapito poi della ns salute fisica e mentale…

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