Come termina una terapia? Separarsi dal paziente, separarsi dal terapeuta

Corso Ondemand

Ultimo aggiornamento il 27/11/2020 Italiano 577 visualizzazioni totali

25,00  IVA inclusa

Questo corso include:
  • 2 ore di formazione
  • Accesso su dispositivo mobile
  •  Attestato di partecipazione

25,00  IVA inclusa

Il processo di conclusione della psicoterapia, breve o lungo che sia, si colloca in una dimensione del tempo terapeutico nel quale passato e futuro, trovano nel presente un punto di armonia ed integrazione.

Tanti sono gli stili relazionali per condividere questo momento, eppure è uno dei temi meno trattati nei seminari o nella letteratura clinica.

Parlare di quando e come terminiamo un percorso di cura con un paziente o con la sua famiglia, apre alla riflessione non solo sulla clinica ma anche su emozioni e pensieri che attraversiamo ogni volta che salutiamo, abbracciamo od accompagniamo all’uscita persone con le quali abbiamo condiviso l’intimità dei loro dolori e la sacralità delle loro speranze.

Non sempre però il termine della cura è condiviso o concordato e non sempre le separazioni si possono ritualizzare in forma matura. Ecco che allora assistiamo a diverse forme di commiato anche involutive, alle quali è bene dare senso e pensabilità.

Nel presente webcast verranno presentate riflessioni, quesiti ed esperienze per favorire lo scambio e la discussione tra professionisti che appartengono a contesti clinici e formativi differenti.

 

DURATA: 1 ora e 56 minuti

 

Rivolto a:

Psicoterapeuti, laureati e studenti in psicologia, medicina, psichiatria, neuropsichiatria

Tullia Toscani

Tullia Toscani, psicoterapeuta familiare, mediatore familiare (AIMS), psicoterapeuta sensorymotor di II livello, Accredited Practitioner in EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), BEPP Brief Eclectic Psychotherapy for PTSD. Fondatore e Direttore dell’Istituto Terapia Familiare di Bologna (ITFB), Co Fondatore AITF Associazione degli Istituti di Terapia Familiare, già segretario SISST Società Italiana per lo studio dello Stress Traumatico, membro commissione didattica AIMS Associazione Internazionale Mediatori Sistemici, associato CO.ME.TE. Associazione Nazionale di Consulenza Mediazione e Terapia, associato CISMAI Coordinamento Italiano Servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia, didatta SITF Società Italiana di Terapia Familiare, Supervisore Webinar Human Systems. Cura la Collana di Psicologia di In Riga Edizioni

Docenti


ITFB Istituto di Terapia Familiare di Bologna

ITFB Istituto Terapia Familiare di Bologna, fondato e diretto dal 1996 da Tullia Toscani, opera quale qualificato centro di ricerca, consulenza e...
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Domande e risposte dei Colleghi

  1. 0 voti
    R

    Gentile, la invito a condividere il suo pensiero nella sezione "Commenti". Cordialmente, Staff.

    R Quando un paziente sparisce qualsiasi terapeuta rimane dispiaciuto ed anche contrariato. Poi, dopo, occorre riflettere sul processo terapeutico in corso e su quello che è accaduto nelle sedute e chiedersi se: il paziente non è in grado di separarsi se non in questo modo, cioè lasciando una porta aperta per tornare, se è stato un "agito" punitivo verso il terapeuta (una rabbia che non riesce ad esprimere in terapia), se ripete uno stile relazionale della sua vita e se equivale al sintomo per il quale arriva in seduta, oppure se può essersi spaventato per qualche cosa che abbiamo "toccato" nella iltima seduta etc etc oppure ancora se è maleducazione. Normalmente in base al tipo di relazione che si è instaurata in precedenza io preferisco chiamare ( o inviare una mail) il paziente e verificare per dare il segnale di interessamento ma anche per dire che ci si può fermare dal percorso anche comunicandolo. Se non risponde e non si fa trovare più non insisto. Lo stesso vale per i pagamenti, mando un avviso se la quota è piccola e poi non insisto.Se ha un grande debito mando lettere ufficiale.Spero di esserle stata d'aiuto.
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