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Attestato incluso

Le tecniche psico-corporee nel lavoro clinico e di promozione del benessere

289,00  IVA inclusa

Data di inizio: 08 novembre 2019

In un periodo storico caratterizzato da stili di vita e comportamenti che allontanano sempre più dai personali bisogni interni, le tecniche psico-corporee (rilassamento, mindfulness, tecniche immaginative, induttive, bioenergetica, etc) risultano particolarmente ricercate dall’utenza che mira ad apprenderle per lenire i fenomeni di ansia e stress.

La domanda di aiuto rivolta agli psicologi, infatti, passa sempre di più attraverso il corpo, sede di tensioni e somatizzazioni che possono essere ricondotte a blocchi energetici.

Proprio per la grande richiesta, tali tecniche vengono proposte anche da professionisti non psicologi (personal trainer, counselor, operatori olistici) che se da un lato possono padroneggiare la tecnica, dall’altro non possono intervenire sui contenuti psicologici spesso emergenti. Per tale motivo appare di grande importanza che lo psicologo e/o psicoterapeuta possieda nel suo personale repertorio di strumenti anche tali tecniche che potranno essere utilizzate sia nell’abituale assetto di lavoro clinico che nell’offerta di promozione di benessere, sia all’interno del setting individuale che di quello gruppale.


Obiettivi e Finalità didattiche

Acquisire conoscenze e competenze pratica per utilizzare le principali tecniche di benessere psico-corporeo adattabili ai vari campi di lavoro clinico e di promozione della salute: dalla strutturazione funzionale del setting al focus sul corpo, dalle tecniche di respirazione alle tecniche di frammentazione per indurre il rilassamento corporeo. A completamento, saranno presentate e fatte esperire tecniche immaginative, fondamentali per lavorare sui blocchi e sui contenuti dell’inconscio.

Attraverso la sperimentazione diretta delle tecniche e i momenti di pratica nella conduzione, i partecipanti svilupperanno competenze che permetteranno loro di saper progettare e condurre interventi clinici in area di benessere psico-corporeo.

Nello specifico, alla fine del corso sarai in grado di:

  • condurre esercizi di centratura e respirazione consapevole,
  • condurre tecniche di rilassamento,
  • costruire tracce per la conduzione di tecniche immaginative.

Acquisire varie tecniche permetterà di programmarne l’utilizzo all’interno del personale contesto clinico di lavoro, imparando a scegliere la tecnica più adeguata calibrandola sulle esigenze del singolo e/o del gruppo.


Spendibilità professionale

Secondo l’OMS lo stress è il male del secolo e in Italia si stima che 9 persone su 10 ne soffrano. Fronteggiare lo stress e imparare a gestire gli stati ansiosi sembra diventare un’assoluta priorità. Molti studi scientifici accreditano le tecniche psico-corporee, la meditazione e la mindfulness quali strumenti d’elezione pratici in grado di incidere sui personale stili di vita. Non avendo un target specifico possono essere proposte a tutti i tipi di utenza, calibrandole in maniera adeguata.

Il corso di formazione ti fornirà competenze e tecniche spendibili nell’attività psicologica presso differenti tipologie di utenza, nello specifico:

  • bambini/adolescenti: attività extra-scolastiche e laboratori all’interno di ludoteche e spazi gioco. Tali tecniche possono facilitare la gestione delle emozioni e rappresentare una forma di apprendimento precoce di attività di benessere psico-corporeo,
  • adulti: in setting clinico individuale per facilitare il focus sulle dinamiche interne e per l’emersione di contenuti del profondo, per la gestione dell’ansia e dello stress e di condotte centrate sul corpo. In dimensione di gruppo per imparare a rilassarsi e a ritagliarsi momenti di benessere, nei laboratori di crescita tematici.

Data e orari

Il Corso di Formazione d’aula, della durata di 20 ore, si tiene a Roma, in via degli Aurunci 34:

  • Venerdì 8 Novembre, 2019, dalle ore 10 alle ore 19
  • Sabato 9 Novembre 2019, dalle ore 9 alle ore 18, e
  • Domenica 10 Novembre 2019, dalle ore 9 alle ore 13

E’ previsto un coffee break gratuito intorno alle ore 11,30.


Programma didattico

Modulo 1: Il setting e la sua strutturazione
Obiettivo didattico del modulo: acquisire conoscenze e competenze rispetto alla modalità più funzionale di preparazione dei setting per ogni tecnica presentata.
Contenuti:

  • Panoramica sulle principali tecniche psico-corporee e spendibilità.
  • Elementi utili alla preparazione del setting con specifiche per il lavoro individuale e di gruppo.

Modulo 2: Il corpo del paziente
Obiettivo didattico del modulo: fornire strumenti utili di lettura del corpo del paziente stimolando l’apprendimento di tecniche di focusing. Facilitare l’apprendimento nella conduzione.
Contenuti:

  • La Bioenergetica: il grounding e le posizioni di check del corpo
  • Lettura corporea.
  • Le tecniche di felt-sense
  • Esercizi di conduzione

Modulo3: La Respirazione
Obiettivo didattico del modulo: acquisire conoscenze e competenze rispetto alle principali tecniche di respirazione. Facilitare l’apprendimento nella conduzione.
Contenuti:

  • Le tecniche di Pranayama
  • L’osservazione del respiro
  • Respirazione quadrata
  • Respirazione frenata a pieno e a vuoto
  • Respirazione diaframmatica
  • Esercizi di conduzione

Modulo4: Le tecniche di rilassamento psico-corporeo
Obiettivo didattico del modulo: acquisire conoscenze e competenze rispetto alle principali tecniche di frammentazione corporea. Stimolare l’uso sinergico di tali tecniche con le tecniche di respirazione. Facilitare l’apprendimento nella conduzione.
Contenuti:

  • Rilassamento frazionato di Jacobson
  • Body Scan
  • Rilassamento frazionati di Vogt
  • Progressione di presentazione delle tecniche
  • Esercizi di conduzione

Modulo 5: Le tecniche immaginative
Obiettivo didattico del modulo: acquisire conoscenze e competenze rispetto alle differenti tecniche immaginative. Facilitare l’apprendimento nella conduzione. Facilitare l’apprendimento della scrittura di un “copione”  di conduzione.
Contenuti:

  • Le visualizzazioni
  • Il sogno guidato
  • L’utilizzo combinato con altre tecniche
  • Scrittura di una traccia di conduzione
  • Esercizi di conduzione

Destinatari

Il corso è rivolto a psicologi e psicoterapeuti, studenti, laureandi e tirocinanti in Psicologia*.

* Modalità e destinatari del corso sono in accordo all’Art. 21 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani che riportiamo di seguito integralmente: “L’insegnamento dell’uso di strumenti e tecniche conoscitive e di intervento riservati alla professione di psicologo a persone estranee alla professione stessa costituisce violazione deontologica grave. Costituisce aggravante avallare con la propria opera professionale attività ingannevoli o abusive concorrendo all’attribuzione di qualifiche, attestati o inducendo a ritenersi autorizzati all’esercizio di attività caratteristiche dello psicologo. Sono specifici della professione di psicologo tutti gli strumenti e le tecniche conoscitive e di intervento relative a processi psichici (relazionali, emotivi, cognitivi, comportamentali) basati sull’applicazione di principi, conoscenze, modelli o costrutti psicologici. È fatto salvo l’insegnamento di tali strumenti e tecniche agli studenti dei corsi di studio universitari in psicologia e ai tirocinanti. È altresì fatto salvo l’insegnamento di conoscenze psicologiche.


Attestato

Al termine del percorso a tutti i corsisti, verrà consegnato l’Attestato di partecipazione di Liquid Plan s.r.l., valido per l’inserimento nel proprio curriculum vitae, per fini lavorativi e per tutti gli usi consentiti dalla legge.


Iscrizioni e Agevolazioni

La quota di iscrizione al corso è di 289,00 euro iva inclusa

Quota di iscrizione scontata a 259,00 € per chi proviene da fuori Regione Lazio (con titolo di viaggio da mostrare in aula)

La docente Sara Eba Di Vaio risponde per voi ai quesiti che le avete posto:

 

D: Se il paziente è bloccato dal punto di vista proprio corporeo per un disagio psichico come possiamo intervenire …cioè come possiamo ‘distrarlo’ da tale immobilizzazione?

R: La gradualità è sempre l’elemento che deve guidarci. Potremmo certamente partire da piccoli esercizi che hanno l’obiettivo di iniziare a spostare il focus dal fuori al dentro. Anche già solo provare a far stare per qualche attimo la persona con gli occhi chiusi, provando a rimanere immobile e magari concentrare l’attenzione su un singolo elemento del corpo (frazionamento) può essere un modo per far familiarizzare con questa modalità di lavoro. Come dicevo nel webinar esiste una progressione di lavoro che va dal fuori al dentro, respiro, corpo, immagini.


D: Mi interesserebbe sapere dalla dottoressa il livello di apprendimeto delle tecniche. Mi spiego meglio: ho notato che sono previste nel programma del corso molte tecniche. Per mia esperienza, per assimilare e fare proprie certe tecniche, per esempio quelle meditative, è necessaria molta pratica, in primo luogo su di sè. Pertanto, mi chiedevo se fosse possibile sapere in modo più approfondito come sia strutturato il corso affinchè i partecipanti possano “fare proprie” le tecniche.

R: Poni l’attenzione su un aspetto molto importante, ovvero fare molta pratica. Il corso è pensato per essere esperienziale e i partecipanti stessi saranno stimolati ad esercitarsi anche fuori dall’orario didattico. Nella mia esperienza didattica su queste tecniche (ormai decennale) mi sento di dirti che il corso ti permetterà di padroneggiare le tecniche ma in particolare di conoscere la strutturazione e la modalità di presentazione, con particolare riguardo alla conduzione. La disciplina nell’applicazione e il mettersi subito alla prova faranno la differenza, e questo necessita certamente di un impegno oltre le date del corso. Mi sento di tranquillizzarti, laddove decidessi di essere in aula con noi, che al termine del corso il tuo/vostro livello di apprendimento sarà tale che potrai già condurre esperienze. Io rimarrò sempre a disposizione (anche oltre il corso) per supportare e supervisionare i progetti psico-corporei.


D: Queste tecniche possono essere utilizzate al di fuori di un setting puramente psicoterapico?

R: Come dicevo nel webinar la risposta è: assolutamente si. Queste sono tecniche che, a seconda di come vengono presentate e calibrate, ben si adattano a molti contesti e setting diversi. Vengono anche definite “tecniche di benessere” e sono molto usate in esperienze di crescita personale. Io personalmente le utilizzo in setting clinico psicologico e/o psicoterapeutico, ma moltissimo in gruppi, laboratori esperienziali, residenziali.


D: C‘è un collegamento con l’anima?

R: Queste tecniche mettono o, possono mettere, in profondo contatto con il sé. Non aprirei qui una dissertazione più spirituale,  anche se le molte esperienze accumulate mi portano a riconoscere l’elevato valore e “potere energetico”di lavori di questo tipo.


D: Penso ci sia molta confusione riguardo l’origine di tutte queste tecniche, yoga, mindfulness, Training Autogeno e via dicendo

R: Hai ragione e infatti noi proviamo a definire gli ambiti e gli utilizzi e lo facciamo definendo il setting. Il corso è aperto SOLO a psicologi (anche in formazione) e questo, per permettere di calarle nel nostro contesto di lavoro.


D: A me interesserebbe anche comprendere eventuali correlazioni tra tecniche psico-corporee e Yoga.

R: La mia formazione è eminentemente psicologica e non yogica. Utilizziamo delle tecniche di respirazione mutuate dallo Yoga, ma si tratta di un lavoro molto diverso.


D: Quali tecniche saranno oggetto del corso?

R: Le tecniche oggetto del corso sono quelle che puoi leggere nel programma pubblicato. Nella presentazione/spiegazione/sperimentazione seguirò la gradualità a cui più volte ho fatto cenno:

– contatto con sé

– respiro

– corpo

– Immagini


D: Quali sono le strategie relazionali/verbali da applicare se la persona sostiene di non avvertire nessuna risposta psicofisica?

R: Ogni professionista deve approcciare a questa fase con le competenze della propria specifica formazione. In linea generale va sempre “normalizzato” qualsiasi risultato delle tecniche. In preparazione spesso si tranquillizza la persona, specificando che sono tecniche che NON devono mirare ad un unico obiettivo specifico. Fatto salvo per il Training Autogeno: se la persona non sperimenta la risposta psico-fisica non si può procedere con gli esercizi successivi.


D: Se invece la persona (inserita in un gruppo) chiede alla fine del gruppo la traccia?

R: Per prima cosa proverei a capire perché arrivi una tale richiesta. A me personalmente non è mai capitato. Ovviamente, se la persona vuole esercitarsi da sola, sarà nostra cura fornirgli indicazioni anche scritte per farlo. Al corso che terrò, ogni partecipante, per ogni tecnica, riceverà una scheda sintetica di conduzione.


D: Con un gruppo, essendo molte le persone, come posso utilizzare l’osservazione per tarare la conduzione?

R: Per questo è molto importante sperimentare la conduzione e venir educato ad osservare gli elementi basilari. Vi fornirò su questo tutte le indicazioni anche mostrando ciò che faccio io in conduzione.


D: Ci può accennare in che modo la posizione ripiegata dei partecipanti attiva le difese?

R: Non so se ho compreso bene questa domanda. In ogni caso mi sento di dire che “azzerare” lo scambio verbale e far concentrare la persona sul suo corpo e sensazioni può indurre uno stato ansiogeno per timore di perdere il controllo e abbandonarsi troppo (questo succede spesso!). In questi casi, può capitare che la persona combatta il rilassamento.


D: Queste tecniche con che tipo di utenza si possono utilizzare? adulti ok. con anziani e bambini?

R: A seconda di come sono presentate e calibrate possono adattarsi per i vari tipi di target. L’unico caso che mi sento di segnalare sono le persone con disturbi psichiatrici. In questo caso le tecniche non sono indicate, essendo tecniche che possono risultare in qualche modo dissociative.


D: Usando tracce musicali faccio musicoterapia?

R: Le tracce le usiamo come tappeti di accompagnamento. La musicoterapia ha altre finalità. Ovviamente la musica non è mai uno stimolo neutro


D: Per la mia esperienza, sia come insegnante di danza e pilates che come allieva di queste discipline, posso dire che le lezioni di pilates, così come quelle di yoga seguono protocolli precisi in base al livello del gruppo ed è specificato su cosa si lavora e questo contribuisce a creare un contenitore protetto, entro il quale ci si concentra esclusivamente sulla tecnica della pratica proposta. Questo tipo di concentrazione precisa di solito aiuta la persona ad “allontanarsi” dai suoi pensieri quotidiani o contenuti personali particolari, proprio per mettere il focus su ciò che succede a livello corporeo e su come si sta utilizzando il corpo. E’ anche vero che l’insegnante non può “controllare” esattamente cosa avviene nel vissuto personale di quella pratica, ma il focus è su ben altro, gli obiettivi sono altri e viene tutto verbalizzato. Come psicologa, essendo specializzata in psicoterapia espressiva integrata alla danza movimento terapia, invece, in una sessione che posso proporre mira invece proprio ad arrivare ad una elaborazione de vissuto corporeo. Voglio dire che pratiche che possono sembrare per alcuni versi simili, in verità si differenziano per l’obiettivo specifico, lo scopo dell’utilizzo ee poi anche per la modalità di condurre e di “portare” e/o “non portare” il gruppo in alcuni luoghi…Mi sono permessa di riportare la mia esperienza per un confronto.

R: Ci offri un contributo molto importante e ti ringrazio molto, anche perché mi permetti di fare delle precisazioni. Hai detto una cosa fondamentale: ogni tecnica deve essere presentata e condotta a seconda dell’obiettivo che ci si prefigge. L’obiettivo ha anche a che fare con il contesto e la formazione. Io facevo riferimento al fatto che, proprio come sottolinei tu, nessuno può controllare ciò che uno stimolo genera nelle persone. Usare tecniche di questo tipo in un contesto psicologico permette di lavorare eventualmente su contenuti che in contesti non-psi 😉 non possono essere gestiti. Mi piaceva portare la vostra attenzione sulla potenza di questi strumenti e di come sia importante approcciarli in maniera adeguata.


D: Ho un paio di domande: 1. se la conduzione non può prescindere dall’osservazione diretta dei partecipanti, come facciamo a imparare a condurre con un corso online? 2. Temo sia difficile usare queste tecniche se non si fa innanzitutto una strenua battaglia culturale sul fatto che lo psicologo non è solo da lettino e le campane tibetane non sono solo per gli istruttori di yoga. nella tua esperienza come è andata? hai collaborato con non psicologi per usare queste tecniche con i tuoi utenti o hai sempre lavorato da sola? Come hai lanciato la tua attività? Grazie!

R: Per prima il corso in cui insegnerò queste tecniche (che non è il nostro webinar) NON è online. Si imparano sperimentandole su di sé e provando a condurre secondo linee guida che fornirò in aula. Hai ragione sul secondo punto, ma credo che la professionalità e la competenza siano il nostro migliore biglietto da visita. Ho sempre puntato a questo.


D: Tempi: in terapia individuale lei che cadenza utilizza negli incontri con tecniche psicocorpree?

R: Faccio una seduta psicocorporea e quella successiva è tutta dedicata al lavoro di concettualizzazione. Non posso stabilire una frequenza perché viene decisa sulla base del lavoro e dei contenuti emersi.


D: Queste tecniche possono essere adattate a tanti tipi di utenza, ad esempio ai bambini?

R: Assolutamente si, calibrate sulla specifica utenza.


D: Come si crea uno spazio di concettualizzazione in gruppo?

R: Queste tecniche si sposano molto bene con strumenti di arteterapia che possono essere un primo livello di eleborazione di quanto vissuto nelle esperienze. Si conduce il gruppo anche con stimoli che possano invitare a “leggere” l’esperienza, partendo da uno specifico focus.


D: Esiste un protocollo da applicare per aiutare le persone ad elaborare quanto vissuto?

R: No, esiste la competenza nel saper gestire i vissuti.


D: Quanto costa una seduta psicocorporea? Come vengono fatturati questo tipo di interventi?

R: Ognuno stabilisce il proprio tariffario.


D: Ciao sara, cosa ne pensi del metodo R.A.T. per le donne incinta?

R: Si tratta di una ottima tecnica, molto vicina al Training Autogeno, che può essere di grande aiuto durante il parto ma che va certamente appresa prima. Non uso il Rat nello specifico ma lavoro molto con le donne in gravidanza con la respirazione e con le visualizzazioni.


D: Buonasera, visto che ci stiamo avvicinando alla chiusura, le vorrei chiedere qualche informazione in più sul suo centro: com’è partito? da quanto è partito? glielo chiedo perché sto progettando di costruirne uno simile nella mia città.

R: Intanto da un’idea: quella di lavorare in rete e di collaborare anche con professionisti diversi. È molto importante lavorare in sinergia e questo spesso richiede impegno ed aggiustamenti. Conoscere le proprie risorse e saperle attivare mi sembra elemento fondamentale.

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    Salve Marta, 

    può scrivere qui le sue domande, la dott.ssa Di Vaio le risponderà :)

    un caro saluto

    maria

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