Lutto e Perdita: ambiti di intervento per lo Psicologo

Il lutto è uno stato emotivo, riferito principalmente alla morte di una persona cara, ma che può accompagnare anche altri considerevoli momenti di cambiamento e separazione, come un divorzio, la nascita di un figlio malato o un trasferimento geografico.

Il senso di vuoto psichico e, a volte, anche fisico, determina spesso un profondo stato di confusione, tale da far sì che la persona si trovi senza più punti di riferimento e senza riuscire a tollerare tutte quelle situazioni che richiamano con forza il lutto e/o la perdita appena subiti. Da qui, l’esigenza e l’importanza per lo psicologo di saper gestire professionalmente il lutto, che appartiene a vari contesti di lavoro e di vita.

Andiamo alcuni dei potenziali ambiti nello specifico:

Lutto da perdita di persona cara: il dolore derivante dalla perdita di una persona cara è, probabilmente, una delle emozioni più sconvolgenti che si possono provare; così come la consapevolezza della perdita e della morte in caso di pazienti terminali. In quest’ultimo caso, per il malato, è importante il supporto psicologico nel momento della diagnosi, che attiva profonde reazioni emotive e intense angosce e che lo espone a drastici cambiamenti nello stile di vita personale e relazionale. È importante anche aiutare i familiari nella gestione delle complesse reazioni (rabbia, incredulità, sconforto, disperazione) e in una riorganizzazione mentale e sociale della struttura della famiglia, dal punto di vista dei ruoli, delle mansioni e dei compiti, ma anche accompagnarli nel processo di “perdita anticipatoria”, cioè prefigurarsi la futura sofferenza.

Lutto perinatale: In Italia, il 72% dei decessi dei bambini (Istat,2011) è dovuto a condizioni di origine perinatale (48%) e a malformazioni congenite (24%). Dal 1998 al 2002 vi sono stati 3 decessi ogni 100.00 nati vivi (Ministero della salute,2007). È per i genitori un’esperienza di intenso dolore e sofferenza per la perdita di un figlio atteso e perso durante la gravidanza o al momento del parto. E’ un evento che, soprattutto nei primi tempi, lascia nella coppia un senso di vuoto che sembra impossibile da superare. Un’adeguata elaborazione del lutto consentirà ai genitori di pensare al bimbo perduto non più solo con dolore, ma con tenerezza e nostalgia ed affrontare una nuova gravidanza in serenità, senza sensi di colpa e col giusto coinvolgimento  emotivo.

Lutto professionale: coinvolge medici, infermieri e tutte quelle persone che svolgono professioni volte ad aiutare gli altri, come anche poliziotti o vigili del fuoco. Quando queste persone non rispondono in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere, sono pervasi da uno stato di frustrazione e sensi di colpa che in casi più gravi porta alla cosiddetta “sindrome da burnout”, ovvero un deterioramento dell’impegno nei confronti del lavoro e delle emozioni originariamente associati ad esso, ma anche un problema di adattamento tra persona ed il lavoro, a causa delle eccessive richieste di quest’ultimo.

Lutto della separazione:  accettare la fine di un amore è un processo psicologico complesso, che ha molte affinità con quello che avviene alla morte di una persona cara. Nel 2011 le separazioni sono state 88.797 e i divorzi 53.806. I tassi di separazione e di divorzio totale sono in continua crescita: nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi. Il divorzio è una perdita affettiva importante che racchiude in sé tante altre perdite (economiche, pratiche, sociali, familiari) e, in quanto tale, è in grado di scuotere in modo profondo l’identità e l’autostima del soggetto che lo vive. Quando l’elaborazione della separazione emotiva non è completa, permangono il senso di colpa e la collera, che possono alimentare dinamiche conflittuali nocive per gli ex coniugi e per i figli.

Lutto migratorio: Secondo le stime delle Nazioni Unite, oggi le persone che vivono in un paese diverso dal proprio sono circa 191 milioni. Per l’Italia, l’AIRE (Associazione Italiani Residente all’Estero), al 31 dicembre 2012, dichiara che sono censiti 4.341.156 italiani residenti all’estero, in crescita del 3,1% rispetto al 2011. I cambiamenti che si producono nel processo migratorio costringono a lasciare luoghi, affetti, relazioni in rapporto ai quali è stata costruita la propria identità fino a quel momento. Questo di per sé, comporta l’attivazione di processi che riguardano sia l’elaborazione della separazione da tutto ciò che fino a quel momento è stato il proprio mondo, sia il cambiamento identitario che questo comporta. I sentimenti che prevalgono in questi casi sono la paura, di essere dimenticati e di dimenticare, e coinvolge anche i familiari e gli amici che restano.

Lutto da infortunio sportivo: un infortunio, che può anche mettere fine alla carriera di un atleta, è un evento traumatico e di vasta portata che pervade la vita della persona coinvolta. Sono 300 mila gli  infortuni ogni anno, 15 mila necessitano di ricovero ospedaliero. Un cattivo adattamento all’infortunio può comportare, la comparsa di sensazioni di rabbia e impotenza, sbalzi di umore, sensi di colpa, domande ossessive circa il proprio ritorno alla “normalità”, pensieri irrazionali e depressivi e, nei casi più gravi, sindrome del dolore cronico e grief reaction. Il soggetto infortunato va, innanzitutto, aiutato a capire cosa gli serve, a ridefinire le priorità che si era prefissato prima dell’incidente, ad allargare i suoi interessi anche ad ambiti non sportivi consigliandogli, al tempo stesso, di mantenere i contatti con il suo sport, l’allenatore e la squadra.

Lutto Lavorativo: la perdita di lavoro, per pensionamento o licenziamento, o un drastico cambiamento di mansione, provoca negli individui sentimenti simili a quelli del lutto per la perdita di una persona cara e la depressione diventa l’espressione della constatazione della perdita. L’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) avverte che la disoccupazione in Italia ha raggiunto nel 2013 il 12,2% e continuerà ad aumentare al 12,7% nel 2015 e nel 2016: rimanere disoccupati è un’esperienza traumatizzante che, se non affrontata ed elaborata in modo corretto, spinge l’individuo in un circolo vizioso di isolamento e perdita di speranza. Senso di colpa e di vergogna sono i sentimenti dominanti che minano la propria autostima e i rapporti con i familiari perché colpiscono soprattutto a livello dell’identità personale. Lo psicologo può aiutare l’individuo ad elaborare la perdita in un senso costruttivo, dimostrando che anche un evento così infausto può essere un’occasione di crescita per interrogarsi sulla propria vera vocazione.

Lutto da perdita di animali domestici: Quando si perde un animale domestico, si perde un membro della famiglia. In un recente studio americano, sulle principali cause di depressione, gli intervistati hanno indicato, nelle prime 5 posizioni, la perdita del proprio “pet”. In quel momento non solo si perde un amico, ma si ha la netta percezione che un ciclo si stia concludendo, che con la sua dipartita se ne andrà anche un pezzo della propria vita; è un pò come se la morte del proprio animale si portasse dietro anche gli anni di vita passati con lui.

E tu cosa ne pensi? Già lavori in questi ambiti e hai consigli da dare?

Vi vengono in mente altri contesti professionali relativi a questo ambito dove la figura dello psicologo è fondamentale e importante?

Buona giornata

Valeria Perretti

 

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