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Alessandra Lemma

Alessandra Lemma è una psicoanalista, psicologa clinica e psicoterapeuta di rilievo internazionale, riconosciuta per la sua capacità di coniugare la tradizione psicoanalitica con le trasformazioni più radicali della soggettività contemporanea. Fellow della British Psychoanalytic Society, il suo lavoro si colloca all’incrocio tra clinica, teoria, ricerca e riflessione etica, mantenendo sempre al centro l’esperienza viva del soggetto e le condizioni storiche, culturali e tecnologiche in cui essa prende forma.

Nel corso della sua carriera, Lemma ha occupato ruoli di primo piano in alcune delle istituzioni più influenti della psicoterapia e della psicoanalisi nel Regno Unito. Per molti anni è stata Head of Psychology e Professor of Psychological Therapies presso la Tavistock Clinic, dove ha svolto un ruolo determinante nello sviluppo e nella diffusione delle terapie psicodinamiche all’interno dei servizi pubblici di salute mentale. In questo contesto ha contribuito in modo significativo al dialogo tra psicoanalisi, ricerca empirica e pratica clinica istituzionale, sostenendo una concezione della cura psicologica capace di mantenere rigore teorico e profondità clinica anche all’interno di sistemi sanitari complessi e orientati alla standardizzazione.

Attualmente è Visiting Professor presso la Psychoanalysis Unit dello University College London (UCL), Consultant Clinical Psychologist presso l’Anna Freud Centre e Visiting Professor al Centro Winnicott di Roma. In questi incarichi continua a operare all’intersezione tra clinica, insegnamento e supervisione, promuovendo una trasmissione del sapere psicoanalitico fondata sull’esperienza clinica, sul confronto critico e sulla riflessione teorica.

Il corpo come luogo della sofferenza e della simbolizzazione

Uno degli elementi centrali del pensiero di Alessandra Lemma è l’attenzione al corpo come luogo privilegiato di manifestazione della sofferenza psichica. Nei suoi lavori sui disturbi dell’immagine corporea, sulla dismorfofobia e sulle trasformazioni corporee, il corpo viene concettualizzato non come semplice oggetto biologico o superficie da modificare, ma come spazio simbolico in cui si inscrivono conflitti profondi legati all’identità, al desiderio, al controllo e alla perdita. In questa prospettiva, il corpo diventa spesso il luogo in cui prende forma ciò che non riesce a essere rappresentato simbolicamente, rendendo la clinica uno spazio essenziale per l’ascolto e l’elaborazione di queste modalità di espressione.

Questa attenzione alla dimensione corporea attraversa anche il suo contributo al dibattito sulle identità di genere e sulle soggettività transgender. Lemma propone un approccio clinico che privilegia l’ascolto della singolarità e la complessità delle traiettorie soggettive, evitando sia le letture rigidamente normative sia le semplificazioni ideologiche. Il suo lavoro in questo ambito interroga criticamente le possibilità e i limiti della psicoanalisi nel confrontarsi con trasformazioni sociali e culturali profonde, mantenendo una posizione clinicamente rigorosa e teoricamente aperta.

Psicoanalisi, tecnologia e trasformazioni della soggettività

Negli ultimi anni, una parte sempre più significativa della sua riflessione teorica si è concentrata sull’impatto della tecnologia digitale e dell’intelligenza artificiale sulla vita psichica. Lemma analizza la tecnologia non come un fattore esterno che agisce sulla mente, ma come un ambiente psichico e relazionale che contribuisce a ridefinire esperienze fondamentali quali la presenza e l’assenza, la memoria, il desiderio, il lutto e le modalità di legame. Questo filone di ricerca apre interrogativi cruciali sul futuro della soggettività e sul ruolo della psicoanalisi in un contesto caratterizzato da una crescente mediazione tecnologica.

Etica clinica e responsabilità della cura

Un altro asse fondamentale della sua opera è l’etica, intesa come dimensione intrinseca e costitutiva della pratica clinica. Lemma ha sviluppato una riflessione articolata sull’etica applicata alla psicoanalisi e alla psicoterapia, mostrando come i dilemmi etici emergano inevitabilmente nei punti di tensione tra vulnerabilità, potere e responsabilità. In questa prospettiva, l’etica non è concepita come un insieme di norme prescrittive, ma come una pratica riflessiva continua, che richiede al clinico la capacità di tollerare l’incertezza e di interrogare costantemente la propria posizione, soprattutto in contesti istituzionali complessi.

Produzione scientifica e contributo al dibattito psicoanalitico

La sua produzione scientifica comprende numerosi articoli e libri che hanno esercitato un’influenza significativa sul dibattito psicoanalitico internazionale. I suoi scritti si distinguono per la capacità di integrare osservazione clinica, riflessione teorica e attenzione alle trasformazioni culturali contemporanee. Accanto a contributi su trauma, corpo, identità e pratica clinica, Lemma ha offerto importanti riflessioni metodologiche e teoriche sul ruolo della psicoanalisi nei servizi pubblici e sulle condizioni etiche della cura. Tra le opere di prossima pubblicazione si segnalano Psychotechnical Becomings: Psychoanalysis, Identity, Desire and Mourning in Times of AI and Digital Mediation (Routledge, 2026) e Journeying Through Psychoanalysis: Lessons from the Couch (Wiley, 2027), che testimoniano l’evoluzione del suo pensiero verso un confronto sempre più diretto con le forme emergenti della soggettività e dell’esperienza clinica.

Riconoscimenti e impatto internazionale

Il valore e l’originalità del suo contributo sono stati riconosciuti da numerosi premi internazionali, tra cui il Sigourney Award (2022), lo Scharff Award 2025 for Distinguished Contributions to Psychoanalysis e il Bernard Rattigan Award 2025 for Psychoanalysis and Diversity. Tali riconoscimenti attestano non solo l’eccellenza teorica e clinica del suo lavoro, ma anche la sua capacità di incidere in modo significativo sulla direzione futura della psicoanalisi e sul dialogo con le questioni della diversità, dell’etica e del cambiamento culturale.