Realtà virtuale ed intervento clinico. Di che parliamo?

Realtà virtuale ed intervento clinico. Definiamo il campo 🙂

Con il termine Virtual Reality (VR) facciamo riferimento ad un ambiente tridimensionale generato dal computer, in cui i soggetti interagiscono con l’ambiente come se fossero realmente al suo interno (Riva, 2004).

La VR è considerata una sofisticata interfaccia comunicativa in cui l’utente sperimenta il senso di presenza, ossia la sensazione di essere all’interno del mondo virtuale generato dal PC (Riva et al., 2009).

Secondo Antinucci (1998) la VR permette di conoscere il mondo mediante un apprendimento di tipo senso-motorio, più naturale nell’essere umano rispetto all’apprendimento di tipo simbolico-ricostruttivo mediato dal linguaggio e dalla scrittura.

L’utente diventa attivo creatore della sua esperienza, grazie ad una tecnologia immersiva che non solo gli fornisce la sensazione di essere fisicamente presente nel mondo virtuale che lo circonda ma, soprattutto, gli consente di interagire con esso.

In ambito clinico, i sistemi di VR hanno dimostrato di poter rappresentare una prospettiva credibile, realistica ed efficace, oltre che facilmente adattabili ai diversi approcci psicoterapeutici in quanto permettono di definire un target specifico.

La VR risulta pertanto un tool che ben si presta al processo di cambiamento, sia che si tratti dell’insight psicodinamico sia della riorganizzazione degli schemi cognitivi.

Da vent’anni tale settore è oggetto di studio da parte dei ricercatori, che ne hanno evidenziato le potenzialità e l’efficacia nei seguenti quadri clinici:

  1. Disturbi d’Ansia (Walshe, et al., 2003; Andrews et al., 2003: Gorini e Riva, 2008); Fobie Specifiche (Renaud et al., 2002; Botella et al., 2005, 2006); PTSD (Rizzo et al., 2010; Lake, 2015);
  2. Disturbi Ossessivo-Compulsivi (Kwanguk et al., 2009);
  3. Abuso di Sostanze (Lee et al., 2004, 2007; Moon et al., 2009);
  4. Disturbi dell’Alimentazione (Riva et al., 1999, 2001; Alcañizet al., 2000);
  5. Disturbi della Sessualità (Optale et al., 2004);
  6. Schizofrenia (Deegan, 1996; Ku et al., 2003, 2004, 2006; Astur et al., 2004; Hunter; 2004; Baker et al., 2006; Tabar, 2007; Kuipers et al., 2006; Brown, 2008; La Paglia et al., 2013).

Inoltre, nell’ambito dell’empowerment personale, la VR si è rivelata utile per Social Skills Training, comunicazione assertiva, soft skills, motivazione e molto altro (Klinger, 2006).

Nei prossimi post entreremo nel merito applicativo, anche attingendo ad alcune applicazioni software che, come IDEGO, abbiamo sviluppato.

E tu, hai mai usato realtà virtuale nel tuo ambito di intervento clinico?

Che commento ne puoi lasciare?

19/12/2018

8 responses on "Realtà virtuale ed intervento clinico. Di che parliamo?"

  1. Dr. Anna Montopoli19/12/2018 at 19:18Rispondi

    sembra interessante. perché non parlate di costi e formazione? qual è l’arcano che vi impedisce di dare l’informazione completa?

    • Buonasera Anna, credo non vi sia nessun arcano da scoprire 🙂
      Abbiamo stretto una partnership con Idego che ci permetterà di avviare molteplici percorsi, da una parte avremo un flusso di contenuti su questa tematica di sicuro interesse per gli psicologi e di sicuro prospetto di sviluppo, dall’altra abbiamo pianificato di offrire risorse formative a chi fosse interessato, ad anno nuovo proporremo alcuni seminari online, aperti a tutti, con Idego, e da ultimo… beh… stiamo discutendo di altri progetti, ma di questo ne parleremo più avanti 🙂

  2. Straordinario questo nuovo campo di applicazione. Credo che questa nuova frontiera possa agevolare il campo clinico e i pazienti. Sono molto contenta e attendo con curiosità l’inizio di questi seminari introduttivi del VR in campo clinico. Grazie Nicola.

  3. Ottimo! Conosco molto bene l’ambito della RV. Ci ho anche scritto una tesi specialistica durante la mia formazione universitaria in Valle d’Aosta. Non vedo l’ora!!

  4. Ciao a tutti, mi sono interessato a questo argomento tanti anni fa avendo compreso le potenzialità. Ho molte idee in testa riguardo a molti settori della psicologia ma non ho i mezzi necessari per sviluppare. Mi piacerebbe collaborare con chi ne è interessato, e perché no, magari sviluppare un nuovo business in questo settore, sempre che riguardi la psicologia e lo sviluppo della mente umana.

  5. Buonasera, la realtà virtuale sembra un campo interessante in ambito clico ma per poterla applicare efficacemente è necessaria una formazione cognitivo comportamentale? I corsi forniscono una formazione adegiata per poter lavorare?

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