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Disturbo Ossessivo Compulsivo – SUMMIT 2024

Summit Internazionale 2024

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo

 

10 e 11 Maggio 2024 | 14 ore | 14 ECM

 

PESI Italia srl e le Scuole di Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva (APC e SPC) ti offrono l’opportunità di partecipare all’edizione del 2024 del Summit sul Disturbo Ossessivo-Compulsivo, una due giorni incentrata sui più aggiornati modelli di intervento rispetto al DOC, con i maggiori esperti internazionali del settore.

Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è una delle dieci malattie mentali più invalidanti e che determina una peggiore qualità di vita, secondo quanto indicato dall’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS). La prevalenza del DOC nel corso della vita è del 2.5%. 

Le persone con DOC hanno una qualità di vita molto bassa, infatti il DOC può distruggere le relazioni interpersonali, portando gli individui a conflitto coniugale, separazione e divorzio, e può anche interferire pesantemente con la capacità delle persone di studiare o lavorare. Infatti, per quanto riguarda la realizzazione scolastica/lavorativa, sappiamo che molti pazienti con DOC non riescono a studiare né a lavorare, o hanno un’occupazione ben al di sotto dei loro titoli di studio e delle loro capacità. Inoltre, hanno problemi nello svolgere le normali attività quotidiane, e le loro relazioni sociali e sentimentali risultano profondamente danneggiate.

Diversi studi hanno dimostrato che la qualità di vita di questi pazienti è peggiore di quella delle persone con depressione, schizofrenia, e dipendenza da sostanze.

Secondo il DSM-5, pensieri suicidari sono presenti nella metà degli individui con DOC, e circa il 25% di pazienti tenta il suicidio.    

Il DOC oggi è considerato un disturbo curabile, e la terapia cognitivo comportamentale è il trattamento elettivo. Ciononostante, un certo numero di pazienti risulta resistente al trattamento. Inoltre, va considerato il tempo lunghissimo, fino a 15 anni, che di solito intercorre tra l’esordio dei sintomi ossessivo-compulsivi e il ricorso all’aiuto specialistico. In questo lungo lasso di tempo i pazienti con il DOC affrontano ostacoli e sofferenze in tutte le aree di funzionamento importanti.

Ecco perché è fondamentale diffondere tra gli psicoterapeuti e gli psichiatri le conoscenze sul disturbo ossessivo-compulsivo e sugli interventi psicoterapici evidence-based per curarlo.

Il Summit sul DOC 2024 ha un duplice obiettivo:

  1. Offrire spiegazioni dettagliate e accurate di come il DOC funzioni, attraverso presentazioni teoriche arricchite da esempi clinici sulla sua fenomenologia e sui suoi meccanismi di mantenimento.
  2. Presentare nuove strategie e tecniche di trattamento attraverso workshop pratici. 

Obiettivi didattici

  1. Descrivere il DOC e il ruolo del senso di colpa nella sua genesi e mantenimento.
  2. Imparare a gestire i cicli interpersonali familiari che contribuiscono a esacerbare i suoi sintomi.
  3. Adattare alcune tecniche derivate dalla self-compassion therapy e dalla schema focused therapy al trattamento del DOC;
  4. Includere nuovi strumenti di misura dei sintomi nella propria pratica clinica.
  5. Gestire e ridurre i sintomi del DOC da relazione (R-OCD).
  6. “Agganciare” in terapia i pazienti con DOC che presentano in comorbilità un disturbo di personalità.
  7. Adattare l’Esposizione con Prevenzione della Risposta (E/RP) alle sedute condotte in modalità online.
  8. Identificare e superare le specifiche sfide nel trattamento di pazienti con temi di scrupolosità e religiosi.
  9. Comprendere le strategie di cambiamento più efficaci per il disturbo dismorfofobico

Caratteristiche del Corso

Il corso si svolgerà Venerdì 10 Maggio e Sabato 11 Maggio 2024, per un totale di 14 ore di Alta Formazione! 

Le sessioni del Summit vengono svolte su ZOOM, con servizio di interpretariato simultaneo. Verranno inoltre video registrate e tutti i video ti rimarranno disponibili per 12 mesi nella tua area riservata di FCP. 

14 crediti ECM

PESI Italia srl . società che gestisce Formazione Continua in Psicologia è Provider ECM  n° 6888 accreditato dall’ l’Age.Na.S. (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) per la progettazione e l’erogazione dei corsi di formazioni per il personale sanitario, nell’ambito del programma di educazione continua in medicina (ECM).

Il presente corso è accreditato in FAD Asincrona.

ID Evento: 408470

Crediti ECM: 14

Obiettivi formativi di sistema:2 – Linee guida – protocolli – procedure;

Professioni: tutte le professioni

La prova di apprendimento consisterà in un questionario composto da 42 domande a risposta multipla con 4 possibilità di risposta di cui una sola giusta. Bisogna superare almeno il 75% delle risposte.

Docenti

Francesco Mancini

Francesco Mancini

Direttore delle scuole di specializzazione in psicoterapia cognitiva dell’Associazione di Psicologia Cognitiva (APC) e della Scuola di Psicoterapia Cognitiva (SPC).

Davide Dettore

Davide Dettore

Professore ordinario di Psicologia Clinica presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze, Responsabile del Master in Psicologia Clinica e della Salute e Neuropsicologia.

Amitai Abramovitch

Professore associato di Psicologia presso il Dipartimento di Psicologia della Texas State University,  ricercatore presso il Dipartimento di Psichiatria del Massachusetts General Hospital (MGH).

David Veale

David Veale

Consulente Psichiatra e Visiting Professor in Cognitive Behavioral Therapies presso l’Institute of Psychiatry, Psychology and Neurosciences, King’s College London.

Guy Doron

Guy Doron

Professore associato e docente presso la Baruch Ivcher School of Psychology, Reichman University (IDC) Herzliya e direttore dell’unità di ricerca sul disturbo ossessivo compulsivo (ROCD) (ROCD-RU).

Andrea Pozza

Andrea Pozza

Ph.D., Professore associato di Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Siena, psicoterapeuta formato in terapia cognitivo comportamentale e psicologo esecutivo presso l’Unità di Psicologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Santa Maria alle Scotte di Siena.

Kimberley Quinlan

Terapeuta matrimoniale e familiare, specializzata in ansia, disturbo ossessivo compulsivo e disturbi alimentari. Fondatrice di CBTschool.com.

Jedidiah Siev

Professore associato di Psicologia allo Swarthmore College, Professore associato di Psichiatria e Scienze Comportamentali alla Johns Hopkins University School of Medicine e psicologo clinico.

Patrick McGrath

Head of Clinical Services per il Disturbo Ossessivo Compulsivo, guidando i servizi di tele-terapia negli Stati Uniti per aiutare le persone con disturbo ossessivo compulsivo e disturbi correlati. Psicologo dirigente presso l’AMITA Health.

Angelo Maria Saliani

PsyD, psicologo-psicoterapeuta, didatta presso le Scuole di Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva SPC, AIPC, SICC e docente presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia del Ciclo di Vita dell’Università Sapienza di Roma.

Alessandra Mancini

Psicoterapeuta cognitivo‐comportamentale, Dottore di ricerca in Neuroscienze Cognitive e Sociali,Trainer e Supervisor in Schema Therapy riconosciuta dalla Società Internazionale di Schema Therapy (ISST).

Barbara Barcaccia

PhD, Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, Dottore di ricerca, chairperson del gruppo d’interesse speciale sul Disturbo Ossessivo-Compulsivo dell’EABCT.

Programma formativo

Venerdì 10 Maggio 2024 - 9.00/18.00

Francesco Mancini

Apertura del Summit

Francesco Mancini e Barbara Barcaccia, dalle 9.00 alle 9.15

Francesco Mancini

Il ruolo del senso di colpa nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Francesco Mancini, dalle 9.15 alle 10.15

Il senso di colpa ha un ruolo significativo sia nella genesi che nel mantenimento del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). Sono stati identificati due tipologie di senso di colpa: uno deriva dalla trasgressione di una norma morale (colpa deontologica), mentre un altro tipo di senso di colpa è basato sull’assunzione di aver compromesso uno scopo personale altruistico (colpa altruistica). Le osservazioni cliniche e i dati di ricerca indicano che i pazienti con DOC sono particolarmente sensibili alla colpa deontologica, ma non a quella altruistica. 

In questa presentazione sarà proposta una tesi psicologica, secondo la quale la causa delle ossessioni e delle compulsioni è un’intensa paura di essere colpevoli. Il ruolo della moralità è stato ampiamente riconosciuto nella storia del DOC: c’è un’antica tradizione scientifica che considera le preoccupazioni morali eccessive alla radice del disturbo. La tesi qui proposta è un tentativo di portare avanti quella tradizione e definire più accuratamente il tipo di senso di colpa temuto dai paziente con DOC, cioè la colpa deontologica, e di illustrare come la paura di essere colpevoli possa spiegare le numerose domande sollevate dalle manifestazioni ossessivo-compulsive. 

In questa presentazione il prof. Mancini illustrerà come funziona la mente ossessiva e come comprendere i determinanti prossimali del disturbo.

David Veale

Il trattamento del Disturbo da Dismorfofobia Corporea

David Veale, dalle 10.15 alle 11.15

Il Disturbo Dismorfico Corporeo (BDD) è definito come una preoccupazione per un difetto percepito nel proprio aspetto, che non è invece percepito dagli altri. La preoccupazione è associata a un’immagine corporea distorta, con molti comportamenti di “ricerca di sicurezza”, come l’osservazione allo specchio, l’osservazione della pelle, il ruminare o il costante confronto del difetto percepito con gli altri. Le persone con deturpazioni e BDD utilizzano strategie per camuffarsi ed evitare situazioni e attività quotidiane. Possono avere una scarsa qualità di vita, sono socialmente isolate e le persone con BDD sono ad alto rischio di suicidio. La terapia cognitivo-comportamentale e i farmaci SSRI sono consigliati per il trattamento del BDD. La CBT può essere utilizzata per i problemi di immagine corporea nei disturbi da deturpazione e nei disturbi alimentari. L’inversione delle abitudini è consigliata per il picking cutaneo.

Obiettivi didattici

  1. Riconoscere e diagnosticare il BDD nel DSM-5 e nell’ICD-11.
  2. Comprendere un modello cognitivo-comportamentale del BDD e i fattori che mantengono i sintomi, compresa la funzione di processi quali il confronto tra sé e gli altri, l’eccessiva concentrazione su di sé, il camuffamento del proprio aspetto, il monitoraggio e l’evitamento di minacce sociali quali la vergogna, il rifiuto e il senso del ridicolo da parte degli altri.
  3. Comprendere le principali strategie per l’impegno e il cambiamento, con particolare attenzione alla cessazione del ruminare e del fare paragoni, all’abbandono dei comportamenti di evitamento e di ricerca di sicurezza, tra cui l’attenzione focalizzata su se stessi e la riscrittura delle immagini per i ricordi avversi.

La Schema Therapy per il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC): l’uso delle tecniche immaginative per promuovere l’accettazione del senso di colpa

Alessandra Mancini, dalle 11.30 alle 13.30

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) si caratterizza per una particolare centralità dei temi di colpa. Il modello cognitivo di Francesco Mancini identifica il timore di colpa deontologica come motore delle compulsioni. La paura di aver trasgredito norme morali interiorizzate o di essersi esposti al degrado morale ha radici nelle esperienze maladattive precoci dei pazienti con DOC. 

La traduzione del modello di Mancini nel linguaggio della Schema Therapy (ST) ha l’utilità di integrare la comprensione della dinamica del disturbo con la spiegazione di come esso si sia sviluppato nella vita del paziente. Le tecniche immaginative della ST consentono di intervenire sulla vulnerabilità storica al disturbo, mostrando al paziente i nessi tra le sue esperienze passate e la sintomatologia attuale e, attraverso il rescripting, promuovendo l’accettazione della possibilità di sentirsi colpevoli.

Obiettivi didattici

  1. Approfondire un modello dinamico di funzionamento del DOC in chiave ST (Modello dei Mode)
  2. Conoscere esempi pratici dell’uso delle tecniche immaginative nel DOC con un focus particolare su Imagery Diagnostico e Imagery Rescripting.

I progressi nell’utilizzo dell’ERP (Esposizione con Prevenzione della Risposta) per il disturbo ossessivo compulsivo. Come superare gli ostacoli sia di persona che online

Patrick McGrath, dalle 14.30 alle 16.30

L’ERP è il trattamento standard per il disturbo ossessivo compulsivo e recentemente è stato oggetto di una revisione. In seguito alla pandemia di COVID-19, il modo in cui l’ERP viene somministrato è cambiato radicalmente. In questo intervento esamineremo i modi innovativi di erogare l’ERP sia di persona che in un contesto di tele-assistenza. Grazie all’uso della tecnologia, possiamo andare quasi ovunque con i nostri pazienti ed essere al loro fianco mentre navigano nel loro mondo. Grazie a un telefono nel taschino e a degli auricolari, possiamo avere una finestra sul loro mondo che non abbiamo mai avuto prima, e possiamo dirigere l’ERP in modi che abbiamo solo immaginato. Discuteremo dei modi di utilizzare l’ERP che vanno oltre le quattro mura dello studio terapeutico e discuteremo anche delle nuove tecnologie, come la Realtà Virtuale. Inoltre, se non trattate solo il disturbo ossessivo compulsivo, ma anche le condizioni ad esso correlate, parleremo dell’uso del trattamento ERP anche per queste. Risparmiate il tempo di recarvi a casa di una persona affetta da Disturbo da Accumulo: incontratevi virtualmente o lavorate a distanza con qualcuno che sta lavorando sul Training di Inversione delle Abitudini per i Comportamenti Ripetitivi Focalizzati sul Corpo (Habit Reversal Training for Body Focused Repetitive Behaviors), proprio dove si verifica la maggior parte dei suoi comportamenti.

Obiettivi didattici

  1. Spiegare l’evoluzione dell’ERP alla luce della pandemia da COVID-19.
  2. Utilizzare la tecnologia nell’implementazione dell’ERP
  3. Fornire esempi di come l’ERP possa essere utilizzato al meglio dal vivo e in remoto con i pazienti.

Il trattamento efficace e rispettoso della scrupolosità

Jedidiah Siev, dalle 16.45 alle 17.45

La scrupolosità è una manifestazione del disturbo ossessivo compulsivo con paure religiose o morali. Sebbene la prevenzione dell’esposizione e della risposta (ERP) sia un trattamento di prima linea efficace per il disturbo ossessivo compulsivo, la scrupolosità è associata a diverse sfide cliniche e a risultati peggiori. I pazienti spesso si sentono intrappolati tra la scelta della loro fede da un lato e la loro salute mentale dall’altro. I pazienti scrupolosi possono abbandonare del tutto la religione, perché non riescono a conciliare religione e salute mentale, oppure rifiutare opzioni terapeutiche potenzialmente efficaci, dopo essere stati incoraggiati dai medici a violare i requisiti fondamentali della loro fede. Entrambe le cose sono spiacevoli perché non sono necessarie. Invece di contrapporre la religione alla salute mentale, l’ERP può essere adattato alla scrupolosità in modo da rispettare i valori del paziente, senza sacrificare l’efficacia del trattamento. In questo intervento, verranno esaminate le modifiche relative alla valutazione, all’atteggiamento terapeutico, alla motivazione e al razionale del trattamento, alla gestione dell’incertezza e del rischio legati al peccato, ai modi per collaborare efficacemente con il clero, nonché agli adeguamenti specifici nell’esecuzione delle tecniche cognitivo-comportamentali.

Obiettivi didattici

  1. I partecipanti saranno in grado di identificare le caratteristiche uniche, le considerazioni e le sfide che si presentano nel trattamento della scrupolosità.
  2. I partecipanti saranno in grado di identificare le strategie per migliorare la prevenzione dell’esposizione e della risposta (ERP) alla scrupolosità.

Sabato 11 Maggio 2024 - 9.00/18.00

Davide Dettore

Come trattare i pazienti con DOC, che presentano un disturbo di personalità in comorbilità

Davide Dettore, dalle 9.00 alle 10.00

Il disturbo ossessivo-compulsivo è una condizione che ingenera notevoli sofferenze in chi ne soffre e comporta rilevanti difficoltà di trattamento sia per la psicoterapia sia per i farmaci. In un numero non irrilevante di casi si può presentare in comorbilità con vari altri quadri psicopatologici, non ultimi i disturbi di personalità. L’associazione fra disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi di personalità, in particolare, costituisce una sfida rilevante per la psicoterapia, in quanto numerosi studi indicano che in questi casi il trattamento è più difficile e s’incontrano ancora più forti ostacoli all’intervento, che, come si è detto, è già di per se stesso molto difficoltoso e complesso, anche quando è presente il solo disturbo ossessivo compulsivo.

In questa relazione, verranno citati i disturbi di personalità più frequentemente in comorbilità al disturbo ossessivo-compulsivo; sarà affrontato il tema delle conseguenze connesse a tale associazione e verranno presentate le soluzioni che sono state elaborate per fronteggiare questa eventualità, rifacendosi alla letteratura internazionale ma anche all’esperienza professionale del relatore e a studi empirici condotti dal suo gruppo di ricerca. Una parte della relazione sarà dedicata alla comorbilità cono uno specifico disturbo di personalità, quello ossessivo compulsivo, che è quello più spesso in comorbilità e che va affrontato con alcune procedure specifiche, talora in grado di superare gli ostacoli posti dalla compresenza delle due condizioni.

Obiettivi didattici

  1. Conoscere I disturbi di personalità più spesso in comorbilità con il disturbo ossessivo-compulsivo.
  2. Apprendere le tipologie di difficoltà più frequentemente associate a tale comorbilità.
  3. Comprendere le possibilità di specifiche forme dei trattamenti più opportuni nel caso di presenza di tale comorbilità.
Guy Doron

L’approccio DID IT: intercettare il bivio cognitivo del disturbo ossessivo compulsivo

Guy Doron, dalle 10.00 alle 11.00

In questa sessione presentiamo il protocollo DID IT, un approccio trasformativo per il trattamento del Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC), che si concentra sulle abitudini mentali. Questo protocollo si basa sulla consapevolezza che le abitudini mentali, pur dando inizio a schemi di pensiero complessi e disadattivi di tipo 2 nel disturbo ossessivo-compulsivo, non li mantengono nel tempo. La sessione sottolinea il ruolo di queste abitudini mentali nell’avvio di processi quali la catastrofizzazione, l’autocritica e la ruminazione, e l’importanza di intervenire in questa fase iniziale per una gestione efficace del disturbo ossessivo compulsivo. Esploriamo cinque assunti chiave, tra cui l’impegno con schemi di pensiero disadattivi e il processo di condizionamento che collega questi schemi alle abitudini mentali. Il protocollo prevede la distinzione tra narrazioni controllabili e pensieri automatici, l’identificazione del punto di transizione tra questi processi e le strategie per ritardare e disimpegnarsi da queste narrazioni. Questa sessione approfondita mira a dotare i partecipanti delle conoscenze e degli strumenti necessari per interrompere il ciclo dei sintomi del disturbo ossessivo compulsivo, agendo sulle abitudini mentali iniziali.

Obiettivi didattici

  1. Comprendere il ruolo delle abitudini mentali nell’avvio di schemi di pensiero maladattativi di tipo 2 nel disturbo ossessivo compulsivo e la loro distinzione dal mantenimento continuo di tali schemi.
  2. Imparare a identificare e intervenire nel passaggio dai processi di pensiero automatici (tipo 1) a quelli complessi e disadattivi (tipo 2).
  3. Sviluppare le capacità di aumentare la motivazione e l’impegno a prendere le distanze dalle narrazioni maladattive legate al disturbo ossessivo compulsivo.

Il ruolo della famiglia nel trattamento del DOC: problemi e soluzioni

Angelo Maria Saliani, dalle 11.15 alle 13.15

Chi vive accanto a una persona affetta da DOC gioca spesso un ruolo cruciale nel mantenimento del disturbo. La letteratura scientifica ha evidenziato che i familiari adottano nei confronti dei propri cari con DOC due atteggiamenti principali che vanno da un’estrema accondiscendenza, chiamata accommodation, al suo opposto caratterizzato da antagonismo. L’accommodation risulta essere un fattore prognostico negativo e numerose ricerche mostrano come esso correli con una peggiore risposta ai trattamenti e con più frequenti ricadute nel lungo termine. Effetti altrettanto negativi sono associati alle modalità di interazione collocabili sulla polarità dell’antagonismo. L’osservazione clinica, tuttavia, suggerisce che il continuum accomodamento-antagonismo cattura solo parzialmente il complesso sistema di reazioni interpersonali al disturbo. Ciascuna di queste reazioni innesca una specifica trappola interpersonale che contribuisce a mantenere il sintomo ed ad alimentare un unico grande processo a spirale che tipicamente culmina con la colpevolizzazione del paziente e il rafforzamento delle sua sensibilità alla colpa deontologica.

Obiettivi didattici

  1. Illustrare con l’aiuto di numerosi esempi clinici le sette trappole interpersonali che determinano il mantenimento del DOC;
  2. Fornire le soluzioni che consentono al clinico di aiutare familiari e pazienti a uscire dalle trappole del DOC.
Andrea Pozza

La personalità dello psicoterapeuta nella relazione con il paziente con DOC

Andrea Pozza, dalle 14.30 alle 15.30

Nella letteratura sulla psicoterapia è acquisito il fatto che i vissuti emotivi che psicoterapeuta e paziente sperimentano l’uno nei confronti dell’altro nel setting della relazione terapeutica, possano predire un positivo esito del percorso. Nello studio del trattamento psicoterapico cognitivo comportamentale del DOC i dati disponibili suggeriscono un legame moderatamente stretto tra alleanza terapeutica dalla prospettiva del paziente ed esito del percorso, con associato un minor rischio di abbandono della terapia e maggior probabilità di risposta terapeutica. 

I dati sul vissuto del terapeuta che segue pazienti con DOC sono ancora relativamente ancora carenti ma in aumento. Ulteriore aspetto non del tutto chiaro è il contributo che specifiche caratteristiche del terapeuta, sociodemografiche e psicologiche, possono dare all’alleanza con il paziente con DOC. Tra queste un ruolo potrebbe essere svolto dal funzionamento di personalità del terapeuta. Le emozioni che il terapeuta sperimenta nei confronti dei pazienti con DOC possono essere analizzate come un’utile fonte di informazioni sul funzionamento interpersonale del paziente e sull’andamento del percorso psicoterapico. Questo materiale può, inoltre, essere oggetto di analisi nelle sedute di supervisione clinica poiché tali reazioni emotive nel terapeuta potrebbero riguardare la sua storia di attaccamento ed essere condivise con il terapeuta stesso, con l’obiettivo di monitorare in profondità il suo funzionamento con il paziente, prevenendo il rischio di abbandono della terapia o ottimizzando la risposta al trattamento. 

In questo lavoro presenterò la letteratura empirica e i modelli teorici sulla relazione terapeutica dalla prospettiva del terapeuta che segue in psicoterapia cognitivo comportamentale il paziente con DOC, analizzando quali fattori legati al funzionamento di personalità del terapeuta possano correlare con una migliore o peggiore relazione con il paziente, pertanto divenire oggetto di analisi nella supervisione clinica. 

Obiettivi didattici

  1. Acquisire informazioni circa la più recente letteratura empirica e teorica sul concetto di relazione terapeutica vista dalla prospettiva dello psicoterapeuta che segue pazienti con DOC
  2. Conoscere quali fattori legati al funzionamento di personalità del terapeuta possano essere correlati alla relazione con il paziente
  3. Riflettere sulle implicazioni che l’analisi della relazione terapeutica dal punto di vista dello psicoterapeuta e dei suoi vissuti emotivi nei confronti del paziente con DOC può avere nell’attività di supervisione clinica.

Usare l’autocompassione per migliorare il trattamento del Disturbo Ossessivo Compulsivo

Kimberley Quinlan, dalle 15.30 alle 16.30

L’autocompassione è spesso fraintesa come semplice lenitivo. Sebbene l’autocura sia una componente dell’autocompassione, in realtà si tratta di una pratica molto più solida che può potenziare il recupero dal disturbo ossessivo compulsivo. La pratica dell’autocompassione è uno degli strumenti più utili per il trattamento e il recupero del disturbo ossessivo compulsivo.
Le ricerche dimostrano che l’autocompassione non solo è molto efficace nel ridurre l’ansia, la depressione e lo stress, ma migliora anche la motivazione, l’autostima e il senso di benessere generale.
È stato inoltre dimostrato che la pratica dell’autocompassione aiuta le persone affette da disturbo ossessivo compulsivo a superare l’angoscia dei pensieri intrusivi e ripetitivi e delle ondate di emozioni dolorose.

Questa presentazione interattiva vi aiuterà a utilizzare l’autocompassione come strumento essenziale per il vostro kit di strumenti emotivi e professionali. La dott.ssa Quinlan insegnerà le basi dell’autocompassione e dimostrerà quanto essa sia potente per spezzare il ciclo delle ossessioni e delle compulsioni, gestendo al contempo l’autogiudizio, l’autocritica e l’autopunizione.
Inolre, passerà in rassegna anche i più comuni ostacoli del disturbo ossessivo compulsivo all’autocompassione e delineerà le abilità e le pratiche che possono essere utilizzate a casa per aiutare a gestire qualsiasi pensiero, sentimento, sensazione, impulso o immagine.

Obiettivi didattici

  1. Comprendere il ruolo dell’autocritica nel mantenimento del disturbo ossessivo compulsivo e della depressione.
  2. Imparare come l’autocompassione possa essere un potente strumento per gestire l’ansia, l’incertezza, la vergogna, il senso di colpa e la mancanza di speranza.
  3. Praticare le abilità di autocompassione che possono essere implementate nel proprio piano di trattamento del disturbo ossessivo compulsivo.

Recenti sviluppi nella valutazione del Disturbo Ossessivo Compulsivo nella pratica clinica e nei centri medici non specializzati

Amitai Abramowitch, dalle 16.45 alle 17.45

Una valutazione valida e affidabile è essenziale per un trattamento basato sull’evidenza. Per migliorare l’accuratezza e l’efficienza, le misure self-report sono spesso soggette a revisioni e aggiornamenti. Poiché i recenti sviluppi nella comprensione del disturbo ossessivo compulsivo e dei disturbi correlati (OCRD) hanno stabilito che l’accumulo non fa parte del disturbo ossessivo compulsivo, il nostro gruppo ha sviluppato e pubblicato misure riviste dell’OCI-R e dell’OCI-CV (OCI-12 e OCI-CV-R). Inoltre, sebbene il disturbo ossessivo compulsivo sia un disturbo prevalente (1-2% di prevalenza nell’arco della vita), la maggior parte delle persone affette da disturbo ossessivo compulsivo non riceve interventi adeguati, principalmente a causa dell’incapacità di riconoscere correttamente questa condizione in contesti non specializzati. Per esempio, sebbene il disturbo ossessivo compulsivo sia regolarmente riscontrato in contesti medici non psichiatrici, come le cure primarie, le cliniche ostetriche e dermatologiche, le misure del disturbo ossessivo compulsivo sono raramente somministrate in questi contesti a causa della loro lunghezza, della mancanza di utilità come test diagnostico, dell’obbligo di somministrazione da parte del medico e della complessità degli schemi di punteggio. Di conseguenza, è stato richiesto lo sviluppo di strumenti di screening self-report ultrabrevi per il disturbo ossessivo compulsivo che possano essere facilmente utilizzati negli ambulatori medici, poiché questo disturbo è molto indietro rispetto alla depressione e ai disturbi legati all’ansia, quando si tratta di un’adeguata rilevazione, identificazione e invio in contesti di servizi sanitari diretti. A tal fine, il nostro gruppo ha sviluppato e pubblicato due nuove misure di screening ultrabrevi per giovani (OCI-CV-5) e adulti (OCI-4) con disturbo ossessivo compulsivo, destinate a essere inserite in contesti medici non specializzati.

In questo intervento, il dott. Abramowitch presenterà un lavoro psicometrico all’avanguardia, ancorato a ciascuna di queste considerazioni. In primo luogo, passerà in rassegna i due principali approcci metodologici/concettuali alla valutazione del disturbo ossessivo compulsivo. Quindi, presenterà le nuove misure sopra citate e le loro proprietà psicometriche, discutendone i punti di forza, le debolezze e l’utilizzo.

Obiettivi didattici

  1. I partecipanti potranno acquisire conoscenze sui due approcci principali per la valutazione dei sintomi del disturbo ossessivo compulsivo.
  2. I partecipanti acquisiranno familiarità con misure all’avanguardia, psicometricamente e sindromicamente valide per la valutazione dei sintomi del disturbo ossessivo compulsivo negli adulti e nei giovani.
  3. I partecipanti acquisiranno familiarità con misure di screening all’avanguardia e ultrabrevi per il disturbo ossessivo compulsivo negli adulti e nei giovani.
Francesco Mancini

Conclusione del Summit

Francesco Mancini e Barbara Barcaccia, dalle 17.45 alle 18.00

Termini di partecipazione

Il Summit si tiene Venerdì 10 e Sabato 11 Maggio 2024, per un totale di 14 ore di formazione specialistica. L’evento rilascia 14 crediti ECM.

Super PROMO

Valida fino al 21 Febbraio 2024
237
157
  • 14 ore di formazione
  • 14 crediti ECM
  • Accesso illimitato per 12 mesi
  • Attestato di partecipazione

Early Booking

Valida fino al 04 Maggio 2024
237
187
  • 14 ore di formazione
  • 14 crediti ECM
  • Accesso illimitato per 12 mesi
  • Attestato di partecipazione

Costo di iscrizione

A partire dal 05 Maggio 2024
237
  • 14 ore di formazione
  • 14 crediti ECM
  • Accesso illimitato per 12 mesi
  • Attestato di partecipazione