Insonnia in gravidanza e Terapia Comportamentale Cognitiva

Si stima che più del 90% delle donne soffra di insonnia in gravidanza, può la Terapia Comportamentale Cognitiva essere d’aiuto?

Circa due terzi delle donne incinte lamentano problemi di sonno che solitamente aumentano con l’avanzare della gravidanza, tendendo a peggiorare verso il termine della stessa. Si stima che l’insonnia in gravidanza si manifesti nel primo trimestre con un’incidenza del 13%, nel secondo trimestre con un’incidenza del 19% e nel terzo trimestre con un’incidenza del 66%.  Solitamente i disturbi del sonno si manifestare con difficoltà nell’addormentarsi, risvegli frequenti, diminuzione nelle ore di sonno notturno, sonno disturbato e non efficace.

L’insonnia in gravidanza è  considerata come un fenomeno in un certo senso normale, ma non per questo deve essere sottovalutata.

Il disturbo del sonno viene considerato lieve nel 50,5% dei casi, moderato nel 15,7% e grave nel 3,8%. In quest’ultimo caso l’insonnia in gravidanza è considerata patologica.

É stato evidenziato, inoltre, come i problemi di sonno possono essere associati a conseguenze negative sia per la madre che per il feto, come depressione, aumento del dolore durante il travaglio, maggiori possibilità di dover ricorrere al cesario, nascita pretermine, e basso peso alla nascita.

Tuttavia il trattamento dell’insonnia rimane impegnativo in quanto alcuni dei farmaci più comunemente usati per indurre il sonno, come le benzodiazepine e gli agonisti ipnotici dei recettori delle benzodiazepine, possono essere associati a esiti neonatali avversi.

Sono disponibili trattamenti non farmacologici come la terapia comportamentale cognitiva, un recente studio del 2016 ha studiato l’efficacia della terapia cognitivo-comportamentale di gruppo per l’insonnia (CBT-I) somministrata durante la gravidanza. Tredici donne incinte con insonnia hanno partecipato a cinque sessioni settimanali di gruppo CBT-I. Tutte le partecipanti hanno completato lo studio e fornito dati di riferimento e di follow-up. Nel corso dello studio sono state osservate riduzioni significative dei sintomi dell’insonnia e un aumento della qualità soggettiva del sonno.

I Diari e le valutazioni actigrafiche del sonno sono cambiate, le partecipanti allo studio hanno riferito  maggior tempo trascorso a letto (TIB), una latenza più breve prima di addormentarsi (SOL), maggiore efficienza del sonno (SE), e aumento soggettivo del tempo di sonno totale (TST).

Inoltre, i sintomi della depressione, l’ansia specifica della gravidanza e la stanchezza sono diminuiti nel corso del trattamento.

Le dimensioni degli effetti variavano da medie a grandi , nello studio il CBT-I somministrato durante la gravidanza è stato associato a significativi miglioramenti del sonno e dell’umore.

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