Schizofrenia nei film

Si sostiene che nessuna pubblicità è cattiva pubblicità, quando si tratta di aumentare la consapevolezza di un problema. Ma recenti ritratti di persone che hanno un disturbo da schizofrenia gettano qualche dubbio su questa teoria. Le voci, una commedia con protagonista Ryan Reynolds, è il primo film in lingua inglese della fumettista Marjane Satrapi (Persepolis, Pollo alle prugne), e racconta la storia di Jerry Hickfang un uomo che vive in compagnia del gatto Mr. Whiskers e del cane Bosco. Il film ha attirato critiche feroci da parte di attivisti di salute mentale. Il film ritrae un uomo che parla con i suoi animali, nello specifico il suo gatto, che lo incarica di uccidere.

the voice film
Un recente studio pubblicato su Psychiatric Services, Patricia Owen dell’Università di St. Mary a San Antonio, Texas, ha esaminato 41 film in lingua inglese pubblicati tra il 1990 e il 2010,  che avevano almeno un personaggio principale con la schizofrenia.

L’83% di questi personaggi venivano raffigurati come pericolosi o violenti per gli altri o se stessi. Un terzo di questi commettevano omicidi, e un quarto suicidi.
Secondo U.S. National Institute of Mental Health, il rischio di violenza è basso tra le persone con schizofrenia. Ma il rischio di suicidio è superiore alla media. Circa il 10%, per lo più giovani, tentano il suicidio.

Deliri, allucinazioni uditive e visive, e discorsi o pensieri disorganizzati venivano espressi dai personaggi dei film.
Ma i sintomi più comuni della schizofrenia –piattezza emotiva, mancanza di parola e la mancanza di motivazione – vengono mostrate molto meno frequentemente.
Sebbene l’incidenza della schizofrenia è quasi uguale tra uomini e donne, quasi il 80 % dei personaggi con schizofrenia nei film è di sesso maschile.
Circa la metà dei personaggi aveva un basso status socio-economico, che è coerente con i dati sulla malattia. Inoltre, circa la metà dei film accennavano all’uso di farmaci per trattare la malattia mentale. Mai è stata raffigurata la psicoterapia e terapia di gruppo. Il trattamento psicoterapeutico può essere di sostegno al paziente e aiutarlo a contestualizzare il problema e le risposte dell’ambiente circostante, facilitando il contatto con la realtà e rafforzando l’io. In molti casi un approccio integrato (farmacologico e psicoterapeutico) rappresenta la scelta più efficace.
Tra 250 e 600 mila persone in Italia soffrono di schizofrenia. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il numero di nuovi casi per anno sono tra 7 e 14 per 100 mila abitanti, in età tra i 15 e i 54 anni.
Contemporaneamente a questo film la BBC sta trasmettendo l’ultimo documentario di Louis Theroux, che esplora la vita in un ospedale psichiatrico nello Stato dell’Ohio, dove i pazienti dichiarati in stato di infermità mentale sono detenuti fino a quando non saranno ritenuti non pericolosi per se stessi e per la società. Uno dei soggetti principale è Jonathan, schizofrenico, ha ucciso suo padre. Judith, schizofrenica paranoica, rifiuta di ammettere che ha accoltellato una donna su un autobus.
Nel documentario Theroux si avvicina al soggetto, sollevando questioni importanti sull’ incarcerazione delle persone con problemi di salute mentale e il potenziale impatto sulla medicalizzazione. Ma anche qui viene rinforzato lo stereotipo che le persone con schizofrenia sono pericolosi.
David Crepaz-Keay che lavora per “Head of Empowerment and Social Inclusion at the Mental Health Foundation”, a cui è stata diagnosticata la schizofrenia da adolescentese dice:

Se un numero sufficiente di persone ti trattano come una causa persa, prima o poi si finirai per crederci.
Una delle cose che mi colpisce è che quando ti viene messa l’etichetta tutti iniziamo a considerarti abbassando di molto le aspettative, e questo è stato particolarmente evidente tra i professionisti del settore sanitario

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