10 parole per descrivere l’infertilità

Due settimane fa, ho scritto un post sul viaggio esilarante ed esasperante dei genitori con bambini piccoli. Ma per sette strazianti anni di infertilità, mia moglie Mary ed io avremmo dato qualsiasi cosa per avere figli, non importa quanto possa essere difficile.
Ecco le dieci parole che userei per descrivere come ci sente quando si è infertili:

1. Soli. Abbiamo visto una coppia dopo l’altra aspettare un bambino, i nostri migliori amici inclusi. Quando ci hanno chiesto di festeggiare con loro, poi siamo tornati a casa, tra noi c’era solo il silenzio. Ci sentivamo persi, tristi, ancora più di prima. Eravamo contenti per loro; ma sempre più tristi per noi.
OK, può accadere di tornare a casa e piangere tutte le tue lacrime quando i tuoi amici ti dicono di aspettare un bambino.

2. Esposti. Chiunque ti da consigli, e alcuni riescono a dirti cose incredibilmente stupide. Il mio preferito: “Devi solo smettere di cercarlo!” Alcune persone vogliono conoscere ogni dettaglio straziante di quello che stai facendo per rimanere incinta. Improvvisamente, la tua vita privata diventa oggetto di una conversazione casuale. Una volta che la gente sa che stai cercando di avere un bambino, vuole sapere come sta andando, se hai fatto l’inseminazione artificiale, se hai considerato di farla, e come ci si sentiva in quella piccola stanza bianca con la sedia in pelle e riviste hot.
OK, evitare la domanda, sorridi e cambia argomento. Tieni per te la tua vita privata, fatta eccezione per qualche amico intimo.

3. In attesa. Controlli in continuazione il calendario, chiedendoti se puoi pianificare quella vacanza, o quel viaggio di lavoro, perché potrebbe essere accaduto, potresti aspettare un bambino.  Poi abbiamo smesso di farlo, perché non avremmo potuto vivere ancora con i e se.
OK, va bene un mese o due; poi devi vivere la tua vita. Può sembrare difficile, ma alla lunga, si creerà più stress se ti intrappoli nel non poter programmare nulla. Abbiamo anche sperimentato che fa molto bene prendersi un mese di pausa di tanto in tanto.

4. Invase. Questo vale per le donne, tante cose verranno in contatto con voi, il vostro corpo(sonde, aghi, farmaci) e tanti sanitari che “controllano”. Anche il sesso, in balia di un calendario o di una lettura della temperatura, può sembrare invasivo. La perdita di controllo può quasi fondersi in una perdita di sé. Mai più, ci si sente come all’inizio, non c’è sosta, finchè non rimani incita.
E’ bene esplicitare di cosa avete bisogno, e va bene circoscrivere i vostri confini in qualsiasi modo possibile.

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5. Imbarazzati. Durante una delle prime visite, quando mi è stato dato il contenitore e ho solennemente inaugurato la piccola stanza, mi è accaduto di incontrare immediatamente dopo delle persone che conoscevo, naturalmente avevano con loro il proprio bambino. Io invece avevo questo contenitore al cui interno c’erano cose veramente personali. Mi hanno chiesto: “Cosa ci fai qui?” Voglio dire, che ne dici?
OK, ridi di te stesso qualche volta. Anche perchè quando incontri qualcuno con il tuo contenitore in mano, non puoi fare altro…

6. Arrabbiati. Sleale è la password quando si entra nel club dell’ infertilità. Mary racconta la storia di un amico che le chiedeva se era arrabbiata con Dio. «No!» Sbottò. “Sono arrabbiata con le donne in gravidanza!” Lei sapeva che era irrazionale, ma sapeva anche che le faceva bene essere onesta con se stessa e con la persona giusta. In realtà, potrebbe essere normale essere arrabbiati con Dio, e potrebbe essere necessario trovare luoghi sicuri per essere onesti anche su questo.
OK, fa bene esprimere il proprio buio, anche se ciò ti imbarazza, perché fa bene alla tua anima. Ma nei posti giusti, con le persone giuste.

7. Stressati. Anche se sembra che lo stress riduce le possibilità di rimanere incinta, l’American Society for Reproductive Medicine ritiene che non vi è alcuna prova che lo stress provoca infertilità. Inoltre, prova a sforzarti di “non essere così stressato“. C’è da dire che non aiuta sentirsi dire ” devi solo smettere di cercare.” Ognuno di noi ha un amica che è stata infertile per 73 anni, poi un giorno ha smesso di cercarlo, ed è rimasta incinta. Questo a noi non è successo.
OK essere stressati. Non stressarsi per lo stress cercando di non essere stressati è assolutamente sciocco.

8. Disperati. Il ciclo della speranza e della disperazione insieme all’infertilità può mandarti fuori di testa. Ricordo l’eccitazione del primo ritardo di Mary, sperando che poteva essere la volta giusta, che poteva accadere! Poi, pochi giorni o ore più tardi, quando mi ha detto “è arrivato”, avrei voluto sprofondare nella disperazione. L’alternativa è di temperare la vostra speranza. Dopo circa un centinaio di mesi di sperimentare questo ciclo, abbiamo scoperto che la strada migliore è quella di continuare a sperare, e se non accade, si piange. E ‘troppo difficile far finta che non sei eccitato e che non sei depresso. Essere eccitato. Essere depresso.
OK sperare, e OK piangere. Continuo a sperare e continuo a piangere.

9. Persi. Non doveva esere così. Questo non è quello che ho sempre sognato sarebbe stato. E non si sa come andrà a finire.
OK, se non si riesce a controllare le emozioni. Sii gentile con te stesso se non riesci a mantenere il controllo.

10. Ambivalenza. Ogni volta che si deve passare attraverso un altro tipo di trattamento, ti chiedi: “Ne vale la pena? ” Respira, e chiediti quanto vuoi un bambino.
OK, può accadere che a volte vuoi, a volte no. E’ normale.

Se stai lottando con l’infertilità, questo per te può essere un momento così buio. Parlane con il tuo compagno, condividete ciò di cui avete bisogno, e ogni viaggio sarà diverso. Dovete darvi il permesso di fare questo viaggio in qualunque modo ha più senso per voi.
La mia benedizione per voi: Dio vi darà quello che vi serve, quando serve, più e più e più volte.

Questo post pubblicato su The Actual Pastor è stato adattato per Psicologi@Lavoro

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