Dissociazione o Schizofrenia? L’importanza della diagnosi differenziale

Il prossimo Maggio si terrà a Roma il Congresso Attaccamento e Trauma dedicato quest’anno a dissociazione e integrazione. Visto il tema centrale del congresso, appare evidente l’importanza della presenza del dott. Giovanni Tagliavini, che da anni dedica la propria attività clinica allo studio del trauma e della dissociazione.

Psichiatra e psicoterapeuta, Giovanni Tagliavini ha iniziato a occuparsi di trauma negli anni ‘90, facendo parte di uno dei primi team italiani dedicati alla salute mentale delle vittime di incidenti e catastrofi. Oltre all’attività clinica, si occupa di formazione in ambito nazionale e internazionale. Attualmente dirige, assieme alla collega Maria Paola Boldrini, la collana “Clinica del Trauma e della Dissociazione” per l’editore Mimesis. Presidente di AISTED, Associazione Italiana per lo Studio del Trauma e della Dissociazione, è stato anche membro del board di ESTD (European Society for Trauma and Dissociation).

La relazione che il dott. Tagliavini presenterà all’uditorio avrà come argomento l’esplorazione della dissociazione post-traumatica e la distinzione fra schizofrenia e disturbi dissociativi.

La necessità di fare chiarezza e differenziare sintomi dissociativi da sintomi schizofrenici nasce con lo scopo di ottenere una maggiore chiarezza nella lettura della sintomatologia presentata dal paziente.

Difatti, è esperienza di molti terapeuti notare, nei pazienti con cui lavorano, sintomi di tipo psicotico, come derealizzazione, depersonalizzazione, dispercezioni, ecc. Nonostante questi sintomi sono spesso la manifestazione di disturbi correlati al trauma (come Disturbo Post Traumatico da Stress o Disturbi Dissociativi), è piuttosto frequente che essi vengano fraintesi, facendo sorgere nel terapeuta il sospetto di schizofrenia. Può così capitare che molti di questi pazienti ricevano una diagnosi sbagliata e, di conseguente, si scontrino con la difficoltà di ottenere cure adeguate.

I clinici infatti conoscono perfettamente l’importanza di una diagnosi corretta, necessaria per orientare le scelte terapeutiche, sia psicoterapiche che farmacologiche. E allo stesso modo, anche per il paziente, ricevere un buon inquadramento diagnostico è un fattore fondamentale per sentire di essere compreso e gettare quindi le basi di quell’alleanza terapeutica che è elemento imprescindibile di un intervento efficace.

Ma formulare una diagnosi esatta, specie in disturbi complessi come quelli trauma-correlati, può non essere cosa facile. Pertanto, essa deve inevitabilmente passare attraverso la conoscenza approfondita di cosa si intende per dissociazione e di come essa si manifesta all’interno di molteplici quadri psicopatologici.

La dissociazione è un concetto dai contorni poco netti, il termine stesso può descrivere sia una categoria diagnostica che un insieme di sintomi.

Moltissimi studiosi se ne sono occupati, e se ne occupano ancora, con l’obiettivo di definirla in maniera chiara e condivisa. Dai dati della letteratura scientifica sappiamo che disturbi e sintomi dissociativi sono strettamente correlati a esperienze traumatiche vissute durante lo sviluppo.

Pertanto, quando un soggetto vive ripetutamente esperienze traumatiche, esperienze cioè che minacciano la sicurezza e il benessere, la sua mente può, per evidenti necessità di sopravvivenza, “disorganizzarsi”, con lo scopo di affrontare nella maniera migliore la condizione di pericolo. Tuttavia, è però possibile che tale disorganizzazione si protragga nel tempo, fino a provocare una pervasiva “dis-integrazione” del funzionamento del soggetto dal punto di vista emotivo, comportamentale e corporeo. E’ da questa dis-integrazione che possono sorgere i sintomi dissociativi ed ancora, è questa dis-integrazione che l’intervento psicoterapeutico cerca di risolvere per giungere ad una più sana integrazione.

In un mare di sintomi e manifestazioni dissociative, diverse per ogni specifico paziente, giungere ad una diagnosi adeguata potrebbe non essere così semplice purtroppo. Uno degli scopi dell’intervento del dott. Tagliavini sarà quindi quello di descrivere le diverse tipologie di disturbi che caratterizzano e differenziano rispettivamente la schizofrenia e i disturbi dissociativi, poiché sono la conoscenza, l’osservazione il riconoscimento di tali differenze a rendere più agevole la diagnosi differenziale.

Congresso a Roma: “Attaccamento e Trauma. Dissociazione e integrazione della personalità”

12/03/2019

1 responses on "Dissociazione o Schizofrenia? L’importanza della diagnosi differenziale"

  1. CARINA SUSANA HERNANDEZ12/03/2019 at 21:38Rispondi

    Sono un psicoterapeuta e una persona che ha vissuto la esperienza dissociativa traumatica. Ne posso parlare come diretto interessato.

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