Pulsione di morte e nuovi sintomi nella clinica contemporanea

“Le cose serie fanno serie”, sostiene Lacan

I progetti seri, sorretti dall’entusiasmo e dal saper fare, riescono cioè ad accettare la sfida della durata, a riproporsi, ad avere la meglio sul tempo, sulla sua precarietà ed evanescenza, sulle decelerazioni e i dietro-front che impone spesso anche ai più temerari.

Dopo pochi mesi dalla tappa finale del REC19, Accademia Pons, grazie all’amicizia e alla collaborazione di Massimo Recalcati e del partner tecnico Liquid Plan, organizza REC20. Il tema di quest’anno sarà “La direzione della cura. Anoressie, dipendenze, depressioni”.

I seminari di Mauro Grimoldi e la lectio magistralis di Massimo Recalcati verteranno quest’anno quindi sullo studio di quelle patologie contemporanee che sembrano mettere sotto scacco la cura della psiche, perché pratiche pulsionali, egosintoniche, difficili da scardinare come anche solo da vedere nella loro natura apparentemente necessaria eppure al tempo stesso intimamente votata alla distruzione del soggetto.

Il Corso mostrerà ai suoi frequentanti quale postura deve adottare il clinico e quale direzione deve intraprendere la cura dinanzi alle manifestazioni più radicali e violente della pulsione di morte (Todestrieb), di quella spinta all’autodistruzione che Freud, dopo aver investigato a lungo il mistero della libido, finisce per riconoscere intimamente umana[1].

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È proprio la teorizzazione freudiana del postulato del principio di morte – di quell’al di là del principio di piacere (Lustprinzip) che permette di decifrare fenomeni psicopatologici e sociali altrimenti enigmatici e intellegibili.  Riconoscere questa “forza demoniaca” permette al clinico di non stupirsi dinanzi alla resistenza al lavoro di analisi, e dunque alla cura, di chi, aspirando all’inerzia, prediligendo il chiuso all’aperto, squalificandosi dal gioco del desiderio, rigettando la minaccia dell’ingovernabile, opta per la morte, nel vano tentativo di stringere a sé quel godimento assoluto che la vita obbliga inesorabilmente a perdere[2].

REC20 rifletterà dunque sulla declinazione nella clinica contemporanea della pura pulsione di morte, la clinica segnata dall’impossibilità del soggetto ad accettare, e dunque a simbolizzare la cacciata da quell’Eden mitico in cui il soggetto, prima dell’ingresso nel mondo del linguaggio, riesce a coincidere beatamente con un ideale assoluto e privo di confini.

I disturbi del comportamento alimentare, le depressioni melanconiche e le dipendenze mostrano in filigrana proprio l’incapacità a lasciare andare la dimensione assoluta dell’ideale e intraprendere il lavoro del lutto, a capire che è la mancanza ad essere a fondare l’esperienza del desiderio, del pensiero e dell’arte, a rendere dunque la vita, proprio perché mancante di qualcosa, vita viva,  generativa, aperta all’incontro con l’Altro, umana, in definitiva.

È  la siepe che, impedendo a Leopardi di godere totalmente del panorama, gli si rivela sempre cara. Il poeta intuisce l’opportunità preziosa di quella castrazione, che difatti non lo demoralizza, non lo intristisce, non gli vieta nulla, permettendogli invece di immaginare l’eterno, di pensare alle stagioni del passato, di sentire il suono di quella in cui vive, di riconoscersi, in questa vertiginosa esperienza del pensiero, profondamente umano[3].

Il Corso di REC20 offrirà l’analisi approfondita degli esiti psicopatologici del rifiuto della perdita e rifletterà su di una cura possibile dinanzi all’orgogliosa autarchia del tempo anoressico, alla disperazione inconsolabile di quello bulimico, alla saturazione del corpo obeso, al totalitarismo dell’oggetto[4] nella dipendenza e dinanzi al rifiuto della vita, scandaloso, lapidario e impenetrabile, della depressione e dell’anoressia melanconica.

Consigliamo la lettura di alcune in particolare delle opere di Massimo Recalcati[5] come guida imprescindibile in questa nuova avventura formativa.

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[1] «In base ad ampie considerazioni sui processi che danno luogo alla vita e che conducono alla morte, è probabile che si debbano riconoscere due tipi di pulsioni, corrispondenti ai processi opposti di costruzione e di distruzione nell’organismo. Il tipo di pulsioni che in fondo lavorano silenziosamente e che perseguirebbero lo scopo di condurre l’essere vivente alla morte hanno perciò meritato il nome di “pulsioni di morte”; rivolte verso l’esterno grazie all’azione congiunta di molteplici organismi elementari unicellulari, verrebbero a manifestarsi come tendenze distruttive o aggressive. Le altre sarebbero le pulsioni libidiche analiticamente a noi meglio note come pulsioni sessuali o di vita e che potremmo compendiare nel modo migliore sotto il nome di Eros», Sigmund Freud,  Voci di enciclopedia: “Psicoanalisi” e “Teoria della libido”(1922), Bollati-Boringhieri, Torino, 1977. Vedi anche Sigmund Freud, Al di là del principio del piacere, Bollati-Boringhieri, Torino, 1975.

[2]«Per Freud la pulsione di morte è un antilutto. La morte non viene assunta soggettivamente, ma agita. Vi sarebbe negli esseri umani la tendenza a godere senza limite, al di là del principio di piacere, al di là della barriera biologica della difesa della vita. Per questa ragione la clinica psicoanalitica non è solo una clinica del soggetto del desiderio, ma è anche e soprattutto una clinica della pulsione di morte», Massimo Recalcati, L’uomo senza inconscio. Figure della nuova clinica psicoanalitica, Raffaello Cortina, Milano, p. 302.

[3]Giacomo Leopardi, Canti e poesie disperse, Accademia della Crusca Editore, Firenze 2009

[4]In Massimo Recalcati, L’uomo senza inconscio. Figure della nuova clinica psicoanalitica, Raffaello Cortina, Milano, p. 202.

[5]Si consideri in particolare la produzione di Massimo Recalcati sulle tematiche in questione:

  • Massimo Recalcati, Clinica del vuoto. Anoressie, dipendenze, psicosi, Franco Angeli, Milano 2002.
  • Massimo Recalcati e Uberto Zuccardi Merli, Anoressia, bulimia e obesità, Bollati Boringhieri, Torino 2006.
  • Massimo Recalcati, Ultima cena: anoressia e bulimia, Mondadori, Milano 2007.
  • Massimo Recalcati, L’uomo senza inconscio. Figure della nuova clinica psicoanalitica, Raffaello Cortina, Milano 2010.
  • Massimo Recalcati, Le nuove melanconie. Destini del desiderio nel tempo ipermoderno, Raffaello Cortina, Milano 2019.

20/01/2020

2 responses on "Pulsione di morte e nuovi sintomi nella clinica contemporanea"

  1. Potrei avere maggiori informazioni sul corso? Luogo e costo. Sarebbe possibile seguirlo tramite skipe? Grazie

  2. Ci spiace, non è possibile seguirlo su skype.
    Ulteriori informazioni le troverà qui: http://bit.ly/REC20BM

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