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Con una risonanza ora sai se sei veramente innamorato

Grazie a scansioni cerebrali avvenute mediante fMRI su 100 studenti, un terzo dei quali perdutamente innamorati, sono stati svelati i cambiamenti nell’attività cerebrale collegati all’innamoramento; diverse aree cerebrali, infatti, mostrano un aumento dell’attività in coloro che sono innamorati. Questo quanto afferma un team di ricerca in uno studio pubblicato su Frontiers in Human Neuroscience.

Che cos’è l’amore? Da un punto di vista psicologico viene definito come “uno stato motivazionale associato ad un desiderio di entrare e di mantenere uno stretto rapporto con una specifica persona.” (Aron e Aron, 1991;. Cacioppo et al, 2012; Diamond e Dickenson, 2012)

Questo, tuttavia non comprende tutti quei cambiamenti biologici di base che accompagnano questo stato, e che si associano ad varietà di effetti profondi, come l’euforia, il desiderio, fino ad arrivare all’ ossessione o anche cambiamenti di personalità. Un complesso mix di componenti cognitive, emotive e comportamentali(Sternberg, 1986; Hazan e Shaver, 1987), i ricercatori si sono chiesti allora quale fosse la base neurologica dell’innamoramento.

Negli ultimi anni, i ricercatori hanno dedicato sempre maggiore attenzione ai substrati neurobiologici e ai processi neurologici dell’amore romantico. Diversi studi tendono a mostrare che l’amore è accompagnato ad un significativo aumento di attivazione nelle regioni del cervello come l’area ventrale tegmentale (VTA), insula mediale, corteccia cingolata anteriore (ACC), ippocampo, nucleus accumbens (NAC), nucleo caudato, e l’ipotalamo. Allo stesso tempo, si evidenziano disattivazioni nell’amigdala, la corteccia prefrontale (PFC), poli temporali, e la giunzione temporo-parietale (TPJ)( Zeki, 2007; de Boer et al, 2012;. Diamond e Dickenson, 2012; Tarlaci, 2012).

Cacioppo et al. (2012) hanno suggerito che le regioni del cervello collegate all’amore romantico possono essere suddivise in reti cerebrali sottocorticali e corticali dove la prima media la ricompensa, la regolazione la motivazione e l’emozione, e la seconda supporta soprattutto la cognizione sociale, l’attenzione, la memoria, le associazioni mentali, e l’ auto -Rappresentazione.

Poco chiaro è come l’amore romantico influenzi l’architettura funzionale del cervello, che è la domanda principale di questo nuovo studio.
I volontari sono stati divisi in tre gruppi differenti in base al loro attuale stato di relazione:

categoria “in amore“, composto di individui attualmente profondamente innamorati;

categoria “amore finito“, composto da coloro che avevano da poco concluso un rapporto e non erano più innamorati;

categoria “single“, composto da persone che non erano mai state innamorate.

Rispetto agli altri gruppi, il gruppo in-amore presentatava un aumento dell’attività cerebrale tra diverse regioni, tra cui quelle coinvolte con la ricompensa, la motivazione, l’emozione e il funzionamento sociale. Inoltre, da quanto più tempo erano innamorati, maggiore risultava l’attività osservata. Viceversa, per il gruppo amore finito, più lungo era il tempo trascorso dalla fine della storia, minore risultava l’attività osservata.

in amore vs finito amore
Chiaramente lo studio mostra dei limiti, non c’è una registrazione dell’attività cerebrale prima dell’innamoramento da comparare, ma è estremamente interessante evidenziare come questo studio fornisce la prima prova empirica delle alterazioni correlare all’amore nell’ architettura funzionale cerebrale.

bibliografia:

Aron, A., and Aron, E. N. (1991). Love and Sexuality. Hillsdale: Lawrence Erlbaum Associates press.

Cacioppo, S., Bianchi-Demicheli, F., Frum, C., Pfaus, J. G., and Lewis, J. W. (2012). The common neural bases between sexual desire and love: a multilevel kernel density fMRI analysis. J. Sex. Med. 9, 1048–1054. doi: 10.1111/j.1743-6109.2012.02651.

de Boer, A., Van Buel, E. M., and Ter Horst, G. J. (2012). Love is more than just a kiss: a neurobiological perspective on love and affection. Neuroscience 201, 114–124. doi: 10.1016/j.neuroscience.2011.11.017

Diamond, L. M., and Dickenson, J. A. (2012). The neuroimaging of love and desire: review and future directions. Clin. Neuropsychiatry 9, 39–46.

Hazan, C., and Shaver, P. (1987). Romantic love conceptualized as an attachment process. J. Pers. Soc. Psychol. 52, 511–524. doi: 10.1037/0022-3514.52.3.511

Song H, Zou Z, Kou J, Liu Y, Yang L, Zilverstand A, d’Oleire Uquillas F, Zhang X. Love-related changes in the brain: a resting-state functional magnetic resonance imaging study. Front Hum Neurosci. 2015 Feb 13;9:71. doi: 10.3389/fnhum.2015.00071. eCollection 2015.

Sternberg, R. J. (1986). A triangular theory of love. Psychol. Rev. 93, 119–135. doi: 10.1037/0033-295X.93.2.119

Zeki, S. (2007). The neurobiology of love. FEBS Lett. 581, 2575–2579. doi: 10.1016/j.febslet.2007.03.094

 

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