Condizioni di vita dei bambini: l’Italia è l’ottavo Paese più sicuro al mondo

Secondo l’Organizzazione internazionale sulle condizioni di vita dei bambini nel mondo, l’infanzia è negata a 690 milioni di minori. La classifica riporta che l’Italia si trova all’ottavo posto in graduatoria tra i Paesi del mondo più sicuri per i bambini.

La triste realtà è che nelle guerre e nei conflitti armati sono i bambini, i soggetti più vulnerabili della società, a soffrire di più. I bambini sono vittime di reclutamento come soldati, vittime di omicidi, violenze sessuali, rapimenti, attacchi a scuole e ospedali.

 Il 19 agosto 1982, nella sessione speciale di emergenza sulla questione della Palestina, l’Assemblea Generale, “costernata per il gran numero di bambini palestinesi e libanesi che sono stati vittime innocenti di atti di aggressione israeliani”, decise di commemorare, il 4 giugno di ogni anno, la Giornata internazionale dei bambini innocenti vittime di aggressione.

Lo scopo della giornata è quello di riconoscere il dolore patito dai bambini di tutto il mondo, vittime di abusi fisici, mentali ed emotivi. Questa giornata riafferma anche l’impegno delle Nazioni Unite a proteggere i diritti del bambino.

1 minore su 3 ha un’infanzia negata

Dalla ricerca di Save the Children emerge che il Paese al mondo in cui i bambini hanno condizioni di vita peggiori è la Repubblica Centrafricana, seguita da Niger e Ciad. Ciò che rende le condizioni di vita così avverse sono i continui conflitti presenti sul territorio, i cambiamenti climatici e la povertà. Quest’ultima fa sì che malattie facilmente curabili, come la polmonite, diventino letali in questi paesi.

Nel 2017, infatti, 800 mila bambini sono morti a causa di questa malattia, come si legge dal rapporto dell’Organizzazione. Da tale rapporto si evince anche come il numero di bambini al mondo che soffrono di malnutrizione ammonta a ben 152 milioni, con gravi conseguenze per la loro crescita e il loro futuro. Dai dati emerge che il paese maggiormente colpito dalla malnutrizione risulta essere l’Africa subsahariana.

Tra i Paesi in cui le condizioni di vita dei minori sono ottimali, invece, troviamo il primato del Singapore, seguito da Svezia, Finlandia, Irlanda, Germania, Slovenia Norvegia e solo all’ottavo posto l’Italia.

I progressi degli ultimi 20 anni

Dai nuovi rapporti di Save the Children emerge come rispetto a 20 anni fa, in un anno si verifichino 4,4 milioni di morti infantili in meno, di cui 49 milioni per malnutrizione. Il numero di bambini tagliati fuori dalla scolarizzazione è sceso a 115 milioni, mentre quello dei bambini coinvolti nel lavoro minorile a 94 milioni. Inoltre, il numero di spose bambine si è ridotto di 10 milioni e quello delle gravidanze precoci di 3 milioni.

Tra i Paesi al mondo che hanno registrato il maggior numero di progressi troviamo il Sierra Leone, il Ruanda, l’Etiopia e il Niger.

Tuttavia, nei Paesi colpiti da conflitti e violenze, come la Siria e il Venezuela, non si registra alcun miglioramento, anzi le condizioni di vita dei bambini continuano a peggiorare.

A livello globale, i dati mostrano chiaramente come in questi ultimi anni ci siano stati degli effettivi miglioramenti, sottolineando l’importanza delle azioni e degli interventi volti alla promozione di un reale ed efficace cambiamento. Tuttavia, appare evidente che la strada da percorrere per assicurare condizioni di vita ottimali a tutti i bambini del mondo sia ancora lunga e tortuosa.

Condizioni di vita dei bambini italiani

In Italia sono presenti altre forme di maltrattamenti, come la denutrizione, l’inadeguatezza dei vestiti, la scarsa igiene o il disinteresse per i bisogni affettivi ed emotivi.

Le forme di maltrattamento oggi conosciute sono numerosissime e inizia a esserci una maggiore consapevolezza del problema. I bambini vittime di abusi, violenze e maltrattamenti possono soffrire di importanti conseguenze immediate e tardive e vanno incontro a un maggior rischio di sviluppare problemi cognitivi, linguistici e sociali e di sviluppare da adulti disordini della personalità o fare abuso di sostanze.

afferma Pietro Ferrara, docente di pediatria alle università Campus Bio-Medico e Cattolica di Roma e referente nazionale per abusi e maltrattamenti della Società Italiana di Pediatria –

Un totale di circa 100 mila casi di bambini e adolescenti vittime di abusi ogni anno, sottostimati di alcune decine di migliaia di casi per la carenza di denunce, oltre il 60% sono dovuti a trascuratezza.

Appare evidente a necessità di saper riconoscere importanti segnali di bambini e adolescenti come: disturbi del sonno, peggioramento del rendimento scolastico, comportamenti autolesionistici, cambio improvviso di alcune abitudini, insolita tristezza e dolori fisici non dovuti a traumi.

Ogni figura vicina ai bambini, insegnanti, pediatri, istruttori sportivi possono giocare un ruolo importantissimo nel riuscire a cogliere segnali di disagio nei bambini.

In alcune città italiane è partito in questi giorni l’iniziativa «Lo sai che… Incontri sulla realtà degli abusi e dei maltrattamenti dell’infanzia» allo scopo di formare i pediatri italiani a riconoscere i giusti segnali di disagio dei minori.  Il progetto di training toccherà in 13 nuove tappe anche i piccoli centri, perché la formazione sia sempre più capillare sul territorio

 

Fonte

Quotidianosanità.it

 Save the Children 

United Nation 

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