Correlazione tra diabete, lockdown e solitudine: i nuovi studi

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Qual è la correlazione tra il diabete di tipo 2 e la solitudine?

Solitudine, salute fisica e diabete

In realtà, c’è una grande correlazione. Infatti, quelle che si definiscono relazioni di qualità con il nostro prossimo possono diventare un elemento importante nelle strategie da utilizzare come prevenzione della malattia. Non che sia inaspettato: i rapporti con le persone sono fondamentali per la prevenzione di demenze, depressione, malattie cardiovascolari. Ma che potessero esserlo anche per il diabete lo ha rivelato un articolo appena pubblicato su Diabetologia, il giornale ufficiale dell’Easd, l’associazione europea per lo studio del diabete. L’articolo rivela che l’assenza di rapporti interpersonali di qualità con le persone, e non la mancanza di contatto in sé, predice l’insorgenza di diabete di tipo 2.

Lockdown e diabete

Questa considerazione è ancora più importante in tempi di Covid, non solo perché le persone con diabete hanno una prognosi peggiore in caso di malattia. Ma perché – appunto – in tempi di lockdown la solitudine forzosa e prolungata diventa un elemento che influenza lo sviluppo di diabete, rendendo queste persone ancora più vulnerabili. E un altro ipotetico periodo di limitazione della circolazione sarebbe un elemento di rischio aggiuntivo per chi non considera appagato il proprio bisogno di socialità, considerati i divieti dettati da Sars-Cov-2. Un quinto degli adulti in Gran Bretagna e un terzo negli Stati Uniti ha confessato di sentirsi spesso solo. E non c’è motivo di credere che in Italia sia stato vissuto in modo diverso.

Lo studio

Il ruolo della solitudine viene sempre più indagato e ricerche precedenti l’hanno addirittura associato a un rischio maggiore di morte e patologie cardiache. Ma questa è la prima volta che uno studio investiga la relazione tra solitudine e insorgenza successiva di diabete di tipo 2.
Ma vediamo i dettagli. Lo studio ha analizzato i dati di 4112 adulti di età uguale o superiore a 50 anni, raccolti in più occasioni dal 2002 al 2017 dall’English Longitudinal Study Ageing. Tutti quanti i partecipanti all’inizio non solo non avevano il diabete ma registravano livelli di glicemia nella norma.
In 12 anni 264 persone si sono ammalate e il livello di solitudine rilevato all’inizio della raccolta dei dati si è rivelato un importante elemento predittivo anche considerando altre abitudini, come fumo, alcol, peso, livello di glicemia, pressione alta e malattie cardiovascolari. Questo tipo di associazione era anche indipendente da depressione, isolamento sociale e vita da soli.

Risultati principali: la solitudine predice l’insorgenza del diabete

Lo studio mostra una forte relazione tra solitudine – spiega l’autrice principale, Ruth Hackett, dell’istituto di Psichiatria, psicologia e neuroscienze del King’s College di Londra –  e comparsa successiva di diabete di tipo 2. Quello che è impressionante è che questa relazione è robusta anche quando si prendono in considerazione fattori importanti per lo sviluppo del diabete, come fumo, alcol, glicemia, così come fattori della salute mentale come la depressione. Lo studio dimostra anche una chiara distinzione tra solitudine e isolamento sociale – che non sono predittivi di diabete 2 – ma di scarsa qualità delle relazioni sociali.

Le ragioni biologiche dell’associazione solitudine-diabete

L’idea è venuta alla dottoressa Hackett durante il lockdown. Afferma: “Ho capito quanto la solitudine riesca a influenzare la nostra salute, specialmente in un momento di grandi emozioni come in questo periodo“. Ma qual è la possibile ragione biologica dietro l’associazione solitudine-diabete 2?
Secondo lo studio la ragione sta nell’impatto di una solitudine costante sul sistema biologico responsabile dello stress che con il tempo danneggia l’organismo e aumenta il rischio di diabete. “Se il senso di solitudine diventa cronico – continua Hackett – ogni giorno si stimola il sistema che provoca stress. Con il tempo questo provoca una specie di usura dell’organismo. Questi cambiamenti negativi nella biologia correlata allo stress possono essere legati allo sviluppo del diabete di tipo 2“.

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