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Affrontare il trauma, soprattutto quando colpisce in tenera età, è una delle sfide più ardue e delicate che noi come professionisti della salute mentale possiamo incontrare.  

Il trauma devasta, interrompe e spesso ridefinisce la traiettoria di vita di un bambino o di un adolescente, lasciando segni che possono persistere ben oltre l’infanzia.

Come ben sai, il peso di non trattare adeguatamente tali traumi è immenso, non solo per i giovani direttamente coinvolti, ma anche per le loro famiglie e le comunità a cui appartengono. Ecco perché il nostro ruolo non è soltanto professionale, ma profondamente umano: siamo chiamati a intervenire con sensibilità, ma soprattutto competenza.

La comprensione profonda delle dinamiche traumatiche e la capacità di applicare interventi efficaci sono fondamentali per favorire il recupero e la resilienza.

È nostro dovere equipaggiarci con gli strumenti più aggiornati e le strategie terapeutiche più efficaci per fare la differenza nella vita di chi ha subito traumi, offrendo speranza e possibilità di un futuro migliore.

PESI Italia è orgogliosa di presentare una Masterclass Specialistica su TRAUMA E DISSOCIAZIONE IN ETA’ EVOLUTIVA, realizzata unendo gli interventi di esperti internazionali, per offrire una guida autorevole verso la comprensione e il trattamento del trauma con bambini e adolescenti!

Esplora le complessità del trauma infantile attraverso la nostra Masterclass Esclusiva, progettata per offrirti un programma che combina approfondimenti teorici con tecniche pratiche d’intervento, offrendo una formazione completa su manifestazioni e trattamento del trauma evolutivo.

MASTERCLASS INTERNAZIONALE

TRAUMA E DISSOCIAZIONE

IN ETA’ EVOLUTIVA 

A soli 0€ — Approfittane subito!

Le ore di corso ti rimarranno interamente disponibile per 12 mesi, nella tua area riservata.

Ottieni 50 ECM in modalità FAD Asincrona e 3 BONUS GRATUITI

Potrai seguire le lezioni in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano

PERCHE’ PARTECIPARE ALLA MASTERCLASS ?

  1. Approfondimento delle Conoscenze Specialistiche: La masterclass offre un’immersione profonda nelle dinamiche del trauma evolutivo, con un’enfasi particolare sui meccanismi sottostanti come la dissociazione e l’impatto neurologico del trauma. Questo arricchisce le competenze teoriche e pratiche dei partecipanti.
  2. Apprendimento da Esperti del Settore: I relatori della masterclass sono professionisti riconosciuti e specializzati nel trattamento dei traumi infantili. Durante questa formazione potrai apprendere direttamente da loro, aumentando le competenze professionali formandoti direttamente con questi esperti internazionali. 
  3. Acquisizione di Strumenti Pratici di intervento: Oltre alla teoria, il corso è strutturato per fornire strumenti pratici e tecniche innovative che possono essere subito applicate nella pratica clinica quotidiana. Questo include metodi come il TraumaPlay™, il NARM, la Schema Therapy e strategie basate sull’attaccamento, tutte progettate per migliorare l’efficacia terapeutica con i bambini e adolescenti traumatizzati.
  4. Supporto alla Crescita Post-Traumatica dei Bambini: Imparerai a riconoscere e a intervenire efficacemente sui segni del trauma nei bambini. Capirai come un intervento adeguato può avere un impatto significativo sulla loro capacità di superare esperienze negative e sviluppare resilienza. Questo non solo migliora i risultati a lungo termine per i bambini assistiti, ma aggiunge anche un senso di realizzazione e scopo al lavoro dei partecipanti.
  5. Approccio Completo alle varie sfaccettature e manifestazioni del Trauma in età evolutiva: Imparerai a conoscere gli effetti del trauma in età evolutiva sia a livello comportamentale che neurobiologico, l’impatto sullo sviluppo della personalità e sulle relazioni significative, nonché alle manifestazioni dissociative. 

PROGRAMMA DELLA MASTERCLASS

11 MODULI DI ALTA FORMAZIONE + 3 BONUS TECNICHE DI INTERVENTO

Il Trauma nei Bambini e negli Adolescenti 

Bessel van der Kolk

Questa lezione ci introdurrà in un profondo viaggio nel mondo del trauma infantile e adolescenziale, guidati dalle illuminanti prospettive di Bessel Van der Kolk. In questo approfondimento, esploreremo innanzitutto come i bambini affrontano e vivono il trauma, concentrandoci sugli effetti devastanti che il maltrattamento infantile può lasciare nel loro percorso di crescita e sviluppo.

Nella prima parte, esamineremo da vicino come i bambini elaborano e reagiscono al trauma. Approfondiremo gli impatti del maltrattamento infantile sulla mente e sul corpo dei giovani, gettando luce sui meccanismi neurobiologici che possono essere attivati in queste circostanze estreme.

Nella seconda parte, ci sposteremo verso il territorio dell’adolescenza, concentrandoci sul trauma dello sviluppo e sui rimedi possibili. Esploreremo degli esempi di interventi che possono essere adottati per supportare gli adolescenti nel loro percorso di guarigione e crescita, affrontando le sfide uniche che il trauma può presentare durante questa fase cruciale della vita.

Attraverso questa doppia esplorazione, cercheremo di acquisire una comprensione più profonda e compassionevole del trauma nei bambini e negli adolescenti, aprendo la strada a strategie e interventi che possano promuovere la guarigione e il benessere in queste delicate fasi della vita.

Trauma e Teoria Polivagale 

Steven Porges, PhD

In questa lezione dedicata alla prospettiva di Stephen Porges sulla connessione tra trauma e teoria polivagale ci immergeremo nell’affascinante mondo del trauma, esplorando come la teoria polivagale possa offrire una chiave unica per comprendere e affrontare le sue complesse implicazioni.

Partendo da una panoramica introduttiva sul concetto stesso di trauma, esploreremo le sue varie manifestazioni e l’impatto profondo che può avere sullo sviluppo dei circuiti del comportamento sociale. Attraverso l’analisi delle dinamiche intrinseche al trauma, cercheremo di gettare luce su come le esperienze traumatiche possano influenzare la capacità di regolazione emotiva e relazionale dei soggetti coinvolti.

Approfondiremo poi il concetto chiave del sistema di ingaggio sociale e delle difese, esaminando come questi meccanismi possano essere influenzati e compromessi dal trauma. Analizzeremo il ruolo cruciale della sicurezza nel sistema nervoso, esplorando come la percezione di minaccia possa attivare risposte difensive che possono ostacolare il benessere emotivo e fisico.

Attraverso questa immersione nell’intersezione tra trauma e teoria polivagale, cercheremo di ottenere una comprensione più approfondita dei processi sottostanti al trauma e di individuare strategie e approcci terapeutici che possano favorire la guarigione e il ripristino dell’equilibrio nel sistema nervoso dei soggetti colpiti.

Resilienza e Sopravvivenza: Comprendere e Trattare il trauma intergenerazionale

Clara Mucci, PhD 

La migliore protezione contro le traumatizzazioni, siano esse causate dall’uomo o da disastri naturali, è l’attaccamento sicuro che si instaura tra il caregiver e il bambino. Non ha radici biologiche o genetiche, anzi il bambino può avere un attaccamento sicuro o insicuro con due diversi caregiver.
Oltre all’iperarousal – ovvero l’eccesso di stress che ha un impatto anche sul sistema immunitario e crea disregolazione degli affetti – la conseguenza più grave delle traumatizzazioni è la dissociazione – una grave disconnessione tra tutti i livelli della mente e del corpo, che ha conseguenze anche sulla memoria. La mente può non ricordare, ma il corpo sì, attraverso i ricordi somatici e la memoria implicita basata nel sistema limbico del cervello, soprattutto nell’amigdala, e in particolare nel cervello destro.

Nell’Adult Attachment Interview, il “blocco della memoria” viene segnalato come un segnale traumatico grave. Allo stesso tempo, la grave patologia psicologica e psichiatrica si basa su meccanismi dissociativi e non su meccanismi di rimozione. Inoltre, poiché i disastri naturali non causano dissociazione, i traumi causati dall’uomo (nell’ambito dei tre livelli che ho delineato: mancanza di sintonizzazione; abusi, maltrattamenti e gravi privazioni; guerre, torture, stupri di massa e genocidi) dimostrano in forma massiccia gravi frammentazioni della psiche e livelli dissociativi.

Il PTSD ha parzialmente riconosciuto la dissociazione come effetto traumatico, ma non distingue i traumi causati dall’uomo da quelli causati da disastri naturali; inoltre, non ha ancora riconosciuto il complesso PTSD come attualmente descritto nel PDM-2 e nell’ICD-11. Solo comprendendo che la base relazionale-affettiva – a partire dalle prime relazioni – è sia la fonte di salute – come regolazione dell’affetto e sviluppo estetico, etico e spirituale della mente – sia la principale fonte di distruzione, il motore dell’aggressività e della rabbia contro il sé e l’altro che distrugge il “noi” collettivo e sociale, allora possiamo arrivare a una politica che favorisca azioni come la cura del sé e dell’attaccamento, e lo sviluppo della connessione interpersonale e socio-affettiva, e che alimenti la testimonianza, la memoria, la mentalizzazione empatica, l’etica e la cultura delle emozioni, l’estetica e la spiritualità come la meta-riflessività e la compassione. Inoltre, ciò che è danneggiato a livello relazionale deve essere riparato all’interno della relazione, attraverso pratiche di testimonianza incarnata (embodied witnessing) tra corpo, mente e cervello.

In questa lezione viene svolta una analisi delle traumatizzazioni causate dall’uomo all’interno delle differenze psicopatologiche rispetto a quelle causate da disastri naturali; in particolare, la dissociazione sarà oggetto delle nostre riflessioni.

Impareremo a fare una diagnosi dei livelli traumatici e delle conseguenze neurobiologiche e psicologiche. Tratteremo la riparazione specifica all’interno della relazione terapeutica implicata dalla traumatizzazione, anche come trasmissione intergenerazionale.

Il trauma Preverbale

Cristina Cortés
 

Attraverso questa lectio acquisirai le competenze per comprendere come l’esperienza traumatica influenzi la costruzione di una narrazione coerente su ciò che è successo, e ancora di più se l’esperienza è stata molto precoce, prima dello sviluppo del linguaggio. 

Vedremo l’importanza del legame affettivo come elemento determinante non solo nella costruzione della narrazione di eventi preverbali, ma anche nel riconoscimento di sensazioni ed emozioni vissute senza contenuti verbali che possono mancare di un’adeguata percezione e riconoscimento, impedendo la gestione di diversi stati emotivi.

Imparerai a conoscere e riconoscere l’esistenza di stati evolutivi che non proseguono il loro processo maturativo e ostacolano i comportamenti del presente e sono legati, nel nostro caso, alle memorie pre-verbali del trauma, il riconoscimento e l’accettazione di questi stati è fondamentale.

Combineremo contenuti teorici con esercizi pratici di natura sperimentale che ci permetteranno di mettere in pratica, capire e integrare ciò che abbiamo imparato.

Esplorerai le Basi biologiche e sociali della narrazione, il trauma e i suoi effetti sulla memoria e sul neurosviluppo. Si tratteranno i momenti critici dell’infanzia e la deprivazione materna, le capacitò riflessive del caregiver e i principi di attaccamento e teoria narrativa. 

Capiremo insieme come mettere ordine nel ciclo di vita: 

  • Storie narrative e personalizzate
  • Come elaborare, presentare e adattare la storia dei primi traumi
  • Narrativa e cura da adottare
  • Come aiutare a creare lo spazio di confronto della diade per assistere alle fasi infantili
  • Integrazione
  • Primo linguaggio sensorimotorio
  • Danza, comunicazione diadica: famiglia, bambino, terapeuta

Lo sviluppo del linguaggio nel trauma e nella dissociazione

Na´ama Yehuda
  

I bambini traumatizzati sono esposti a un alto rischio di essere soggetti a un’educazione speciale e ad altri servizi di supporto. Spesso lottano con il linguaggio, l’attenzione, l’elaborazione, la regolazione e il funzionamento esecutivo. Le difficoltà con le emozioni, gli stati corporei, la causa-effetto e la narrazione possono influenzare le loro prestazioni e complicare le interazioni e i risultati clinici.

I professionisti dell’infanzia vedono abitualmente bambini che presentano difficoltà e ritardi. Sono in una posizione unica per aiutare a sostenere i bambini traumatizzati e collaborare con altri professionisti dell’infanzia in modo che tutti possano capire i modi in cui le sfide dei bambini si manifestano durante le comunicazioni percepite come neutre, così come in risposta ai ricordi traumatici e alla narrazione emotiva.

In questo modulo, attraverso vignette di casi clinici insieme alla letteratura di ricerca per descrivere come vari traumi infantili possono manifestarsi nella capacità dei bambini di relazionarsi, partecipare, imparare e comunicare. Verranno esplorati possibili modi per comprendere, rispondere e sostenere i bambini traumatizzati, insieme a suggerimenti pratici per ottimizzare la valutazione, la diagnosi differenziale e l’intervento per migliorare la comunicazione, il linguaggio, il comportamento, la connessione e l’apprendimento in questi bambini.

Sarai in grado di:

  • dettagliare il linguaggio e i problemi di comunicazione che sono comunemente visti nei bambini traumatizzati e i modi in cui questi possono presentarsi durante l’infanzia
  • identificare i maggiori rischi di trauma e dissociazione in popolazioni che già affrontano difficoltà di comunicazione
  • comprendere le interazioni tra comportamento, linguaggio e attaccamento nella presentazione clinica di bambini e adolescenti traumatizzati
  • comprendere le strategie cliniche che possono minimizzare il fallimento della comunicazione e ottimizzare le interazioni e i risultati della terapia con i bambini traumatizzati
  • elencare i modi per ottimizzare la collaborazione tra professionisti dell’infanzia che lavorano con bambini traumatizzati.

Attraverso questa lezione scoprirai l’impatto dei problemi di comunicazione dei bambini traumatizzati sulle interazioni e sul comportamento in ambito sociale, accademico e clinico.

Cosa succede alla comunicazione dei bambini traumatizzati quando i ricordi del trauma vengono attivati in contesti sociali, clinici e accademici? 

Verranno approfondite le complesse questioni di co-morbilità, diagnosi differenziale, diagnosi errate e mancate diagnosi. Si tratta di autismo, ADHD, bipolare, ODD, disturbo del linguaggio, mutismo selettivo, depressione, disturbo dissociativo o combinazioni dei precedenti?

Infine, analizzeremo insieme strategie approcci clinici pratici per affrontare il linguaggio e la comunicazione (contenuto, forma e uso), il radicamento, l’attaccamento e la regolazione, durante il lavoro con i bambini traumatizzati e le loro famiglie

La “traduzione” dell’assessment nella Psicoterapia con i pazienti dissociativi. Come si manifesta la diagnosi fatta nella pratica clinica

Alessia Tomba

È di vitale importanza effettuare una corretta valutazione diagnostica poiché questa orienta il lavoro terapeutico in più sensi, diventa fondamentale con questi pazienti. Ma come si traduce da un punto di vista clinico e terapeutico il lavoro con un paziente che presenta una dissociazione primaria o secondaria soprattutto nell’infanzia?

Solo il terapeuta formato sulla materia, con la sua capacità di sintonizzarsi col paziente, può definitivamente confrontarsi con ciò che tale inquadramento comporta. Solo all’interno della stanza di terapia, mentre si cerca di costruire una relazione terapeutica (cosa non sempre scontata), lo specialista può comprendere quale temperatura emotiva tenere, quale distanza, quale contenimento sia meglio offrire al paziente che entra. 

Lavorare con la dissociazione presuppone talvolta rivedere l’assetto stesso del setting interno, la distanza tra paziente e terapeuta, il lasciarsi guidare o controllare da comportamenti che solitamente gestiamo o inquadriamo in altro modo, permettere forme di svalutazione e di “aggressività” accogliendole con il solo scopo di comprenderle e capire da dove nascono, incuriosendosi senza giudicarle.

La dissociazione impone anche al terapeuta di confrontarsi con se stesso e la sua tolleranza di tali meccanismi. Le bugie, i compagni immaginari, i racconti fantastici, i mostri e i personaggi ambigui assumono con questi pazienti significati differenti spesso da chiarire. 

Durante questa lectio, esempi clinici e vignette offriranno la possibilità di entrare nello stile di funzionamento di bambini che presentano intensità e gravità di traumatizzazione differenti.

 

Acquisirai conoscenze specifiche sulle manifestazioni comportamentali, emotive e cognitive, di un bambino vittima di grave traumatizzazione, nel momento in cui inizia un percorso di presa in carico e sarai in grado di “prepararti” ad accogliere il bambino con disturbo dissociativo emotivamente, fisicamente e anche strutturalmente. Verrà illustrata la preparazione del setting: la sicurezza, la stanza, il lavoro con i caregivers in vista dell’avvio del lavoro.

Sarai in grado di valutare quando un certo comportamento del bambino sarà da considerarsi fisiologico (ad es. immaginazione) e quando invece esito del funzionamento dissociativo, orientandoti così anche rispetto ad una diagnosi differenziale corretta e al funzionamento del paziente traumatizzato dentro o fuori la finestra di tolleranza.

 

Saprai orientarti nel comprendere in che modo possono manifestarsi le parti dissociative relativamente alla qualità, intensità ma, soprattutto, al tipo di difesa che le muove, e comprenderai i  criteri per effettuare una corretta valutazione diagnostica.

La sicurezza dell’ambiente e la sicurezza relazionale: la prima condizione per il lavoro terapeutico

Sandra Baita

I bambini e adolescenti che hanno subito situazioni di trauma interpersonale nei contesti di accudimento, sono ancora in situazione di dipendenza rispetto dei loro caregiver. I modelli terapeutici che hanno come obiettivo la guarigione delle condizioni post traumatiche e dissociative, propongono un trattamento in tre fasi, la prima delle quali ha come obiettivo principale la stabilizzazione dei pazienti. 

Nel lavoro con bambini e adolescenti il primo obiettivo di questa fase sarà la sicurezza dell’ambiente, e quindi l´interruzione della loro esposizione agli eventi traumatici interpersonali.

Successivamente a questo obiettivo il lavoro terapeutico incomincia con la valutazione e l’ulteriore lavoro con la sicurezza relazionale.

 La sicurezza relazionale si raggiunge in un rapporto di accudimento in cui i caregiver sono capaci di auto-regolarsi, di mentalizzare il bambino e di rispondere in modo sensibile ai suoi segni

Dato che il trauma interpersonale nasce nel contesto di un rapporto, sarà il rinforzo di questo rapporto – prima con i caregiver e contemporaneamente con il terapeuta – il primo obiettivo terapeutico, e quello che permetterà di raggiungere i successivi obiettivi.

Attraverso questa lezione imparerai a riconoscere le situazioni di mancanza di sicurezza ambientale che bloccano il lavoro della psicoterapia, elencare i componenti principali della sicurezza relazionale, le strategie per rinforzare l’esperienza di sicurezza relazionale del bambino con il caregiver e con il terapeuta e le strategie per rinforzare l’esperienza di sicurezza relazionale del mondo interno del bambino.

Memoria e amnesia nei bambini traumatizzati

 Joyanna Silberg

La Dott.ssa Silberg passerà in rassegna le ricerche sullo sviluppo dei processi di memoria nei bambini, per poi evidenziare ciò che si sa sulla memoria nei bambini traumatizzati

Esploreremo prima i problemi minori nella memoria e poi i bambini che hanno un’amnesia totale per il loro comportamento o per gli eventi traumatici. Questi bambini altamente dissociativi possono impegnarsi in azioni particolarmente violente, per le quali hanno una capacità di ricordare limitata.

Verrà discussa una visione della memoria come un continuum, un fenomeno fluido e costruttivo.

Verranno discussi i problemi amnestici più gravi affrontati dai bambini più dissociativi e come affrontarli.

Verrà discussa l’importanza di motivare il giovane sia con motivazioni esterne che interne, così come il modo di aiutare i giovani ad accedere a ricordi precedentemente inaccessibili attraverso vari esercizi mentali.  Sarà evidenziata la differenza tra memoria autobiografica e memoria traumatica.

Imparerai a descrivere come la memoria funziona su un continuum, e come accedere a ciò che è stato precedentemente inaccessibile, evitando lotte di potere con i giovani che affermano di non avere memoria del proprio comportamento aggressivo.

Potrai così imparare ad impostare sia motivazioni esterne che interne per aiutare il richiamo della memoria autobiografica e ad utilizzare quattro tecniche per aiutare i giovani gravemente traumatizzati ad accedere alla memoria autobiografica.  

Il lavoro con la disregolazione severa

Alessia Tomba

Lavorare con i pazienti dissociativi comporta in primis un grande sforzo ed impegno terapeutico per stabilizzarli e per far ciò è necessario riconoscere il funzionamento delle parti e ciò che le disregola talvolta in modo grave e soverchiante.

Ciò induce stati di forte malessere nel paziente oltre che frequenti rischi per la sua ed altrui salute/incolumità. 

Tale funzionamento spesso ostacola la costruzione di un legame di fiducia col terapeuta e rende l’avvio del percorso particolarmente difficile. Parti diverse si alternano in seduta e necessitano di essere riconosciute e accolte ma anche contenute. La parte “più matura, adulta, auto-osservante”, apparentemente normale, spesso è già presente nei bambini. Non sempre è chiaro quale sia e quanto sia forte, bisogna aiutare questa a crescere e rinforzarsi evitando gli attacchi e le trappole difensive messe in atto dall’apparato dissociativo.

È compito del terapeuta comprendere se e quando si trovi di fronte ad una parte dissociativa, attivata o meno, se e come sia possibile renderla nota alla parte “più funzionante”, come creare un clima di accoglienza per tutte le parti senza spaventarle/attivarle o spaventarsi. 

La stabilizzazione comincia con il riconoscimento delle parti e con il loro disvelamento anche al paziente. Ma raramente nei casi di disregolazione severa questo diventa possibile.

Il primo passo diventa entrare in contatto con quella parte dissociativa; rannicchiata, che succhia il pollice, che si addormenta per qualcosa che accade ma non è ancora chiaro, che scappa dalla stanza attivata dal calore e la presenza umana, che urla e cerca di aggredirti. In tali pazienti spesso le parti dissociative sono molto forti e più strutturate delle parti “adulte o apparentemente normali”.

Tale aspetto non è sempre così evidente e complica molto il lavoro terapeutico. Talvolta ci si accorge dopo tempo di aver interagito con una parte dissociata anziché con la parte più “funzionante”, è lei la guardiana che tiene in scacco il sistema. Arrivare all’evento traumatico con questi pazienti è un percorso lento, ricco di trappole, blocchi, sofferenze e difese inamovibili. 

Il trauma è sepolto così profondamente da far dubitare spesso della sua esistenza, sono le difese a renderlo reale.

Attraverso questa lezione imparerai a riconoscere i comportamenti che traggono origine dalla disregolazione severa e differenziarli da altri derivanti da funzionamenti non dissociativi né di tipo post traumatico.

Verrà affrontato come favorire un clima di contenimento e tranquillità nella stanza di terapia con pazienti continuamente iper o ipo attivati e quindi sempre in allerta e come riconoscere quando un comportamento è l’esito dell’attivazione di una parte dissociativa o meno e sarà quindi in grado di modulare il proprio intervento.

Esploreremo inoltre il lavoro in stanza con il/i caregiver per facilitare la regolazione del bambino (come, quando e quanto). Parleremo dell’importanza del confronto, le supervisioni, il lavoro su di sè, la comprensione dei propri limiti e capacità di tolleranza di alcuni comportamenti del paziente.

Si farà riferimento alla Teoria polivagale, alla finestra di tolleranza e all’attaccamento sicuro.

Potrai approfondire i concetti di traumatizzazione precoce, trauma complesso e impatto sulla capacità di autoregolazione del neonato/bambino, cosa intendiamo per “grave disregolazione” e come riconoscere i cambiamenti di stato, gli switch tra una parte dissociativa e un’altra.

Conoscerai il lavoro sull’attivazione corporea e sensomotoria e le memorie traumatiche somatiche.

Comportamenti dirompenti come manifestazione  post traumatica e dissociativa

Sandra Baita

La disregolazione del comportamento è un sintomo caratteristico del trauma nello sviluppo.

I comportamenti dirompenti – anche chiamati esternalizzanti – più frequenti che si trovano in bambini e adolescenti che hanno subito trauma interpersonale, sono il furto, la bugia, l’aggressione fisica e verbale e i comportamenti sessualizzati.

La presenza di questi comportamenti comporta un ostacolo importante nei rapporti interpersonali di questi bambini, soprattutto nel contesto dei loro rapporti di accudimento. Gli interventi che puntano al cambiamento comportamentale senza badare all’origine traumatica di queste manifestazioni diventano inefficaci e portano sofferenza e stanchezza alle famiglie.

Quando il sistema di accudimento risponde negativamente a questi comportamenti si stabilisce un circuito di rifiuto e vergogna che blocca il rapporto tra il bambino e i suoi caregiver, e rinforza le dinamiche traumatiche e quindi i comportamenti dirompenti.

Imparerai a riconoscere l´origine traumatica e la qualità dissociativa dei comportamenti dirompenti e a integrare strategie di approccio ai comportamenti dirompenti che promuovano la motivazione per il cambiamento.

Attraverso quando imparerai in questa lezione potrai riconoscere strategie di evitamento che bloccano il lavoro con i comportamenti dirompenti e saprai descrivere il circuito di rifiuto e vergogna e le strategie che lo interrompono.

Approfondirai la psicoeducazione e le altre strategie di lavoro con i comportamenti dirompenti e gli atteggiamenti del sistema di accudimento che li rinforzano.

L’intervento psicologico precoce con i Bambini a seguito di eventi traumatici

Janine Shelby  

Morti improvvise o lesioni ed altri eventi traumatici su larga scala vengono vissuti da un ampio numero di bambini e adolescenti.

A seguito di tali accadimenti, i terapeuti sono spesso chiamati in causa per assistere i bambini sopravvissuti ed esposti direttamente o indirettamente a tali eventi traumatici.

Ebbene, l’intervento psicologico precoce differisce dagli interventi psicoterapeutici tradizionali in modo consistente!

Janine Shelby Psicologa e Play Therapist, esperta di Trauma dello Sviluppo e Direttrice Clinica per il Trauma Infantile dell’Harbor-UCLA, ci guiderà in questo modulo sulle risposte precoci ad eventi traumatici. 

Questo modulo ti insegnerà a rispondere ad eventi traumatici quali disastri naturali, guerre, terrorismo, perdite su vasta scala, aiutandoti a familiarizzare con le attuali buone prassi definite per l’intervento psicologico precoce.

Potrai apprendere l’uso di un protocollo specifico per la comunicazione di eventi tragici ai bambini. Apprenderai inoltre tecniche pratiche, culturalmente orientate e fondate sul gioco che permettono lo sviluppo di interventi psicoeducazionali, fondati sulla stabilizzazione, l’ampliamento delle strategie di coping e del supporto sociale nei confronti di giovani sopravvissuti e delle loro famiglie.

Verrà anche affrontata la crescita post-traumatica e riceverai alcuni suggerimenti per l’auto-analisi ed il recupero delle energie a seguito di un intervento psicologico precoce.

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DOCENTI DELLA MASTERCLASS

Ecco perchè iscriverti subito: 

    1. Approccio Integrato al Trauma: La masterclass offre un’esplorazione dettagliata di come il trauma influenzi vari aspetti dello sviluppo del bambino, come il linguaggio, la memoria, e le capacità emotive e sociali. I relatori utilizzano un approccio che integra teoria e pratica clinica, fornendo esempi concreti e case study per illustrare i concetti trattati.
    2. Variegato Panel di Esperti: I relatori provengono da diverse aree di specializzazione, garantendo una panoramica ricca e variegata delle tematiche legate al trauma. Esperti come Bessel van der Kolk, Stephen Porges, Na’ama Yehuda, Cristina Cortés, e altri, condividono le loro competenze specifiche, offrendo ai partecipanti una visione multidimensionale del trattamento del trauma.
    3. Applicazioni Pratiche e Tecniche Innovative: Il corso non si limita alla teoria ma fornisce strumenti pratici, come tecniche di gioco terapeutico e interventi basati sull’attaccamento, che possono essere immediatamente applicati nella pratica clinica. Il modello TraumaPlay™, ad esempio, è uno degli approcci esaminati, mostrando come le tecniche ludiche possano essere integrate efficacemente nel trattamento.
    4. Attenzione alla Dissociazione e al Trauma Complesso: Viene dedicata un’attenzione particolare ai meccanismi della dissociazione e al trauma complesso, con discussioni approfondite su come questi fenomeni influenzino il comportamento e lo sviluppo del bambino, e su come affrontarli terapeuticamente.
    5. Supporto alla Crescita Post-Traumatica: Il percorso formativo si impegna a equipaggiare i terapeuti non solo con strumenti per trattare il trauma, ma anche con strategie per supportare la resilienza e la crescita post-traumatica nei bambini, riconoscendo l’importanza di un approccio che valorizzi anche gli esiti positivi che possono emergere dalla gestione adeguata del trauma.
     
    In sintesi, la masterclass è progettata per fornire una formazione completa che prepara i professionisti a comprendere, valutare e trattare il trauma nei bambini con un approccio che è sia teoricamente solido che praticamente applicabile. 
    Questi elementi contribuiscono a rendere il percorso un’opzione formativa di alto valore per chi lavora nel campo del trauma infantile.

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BONUS UNO

Schema Therapy per bambini e adolescenti esposti a deprivazioni e abusi emotivi traumatici

Il corso di formazione con Christof Loose ti fornirà tecniche e strategie per supportare bambini e adolescenti esposti a deprivazioni e abusi emotivi traumatici, in particolar modo attraverso modelli di intervento psicoeducazionali e mediante l’aiuto della modalità Clever-and-Wise

Ti permetterà di comprendere e trattare i “giovani clienti” che soffrono di un alto grado di vulnerabilità.

Grazie a tali tecniche e strategie il bambino/adolescente potrà prendere consapevolezza di ciò che gli sta accadendo e trovare modalità adeguate per prendersi cura dei propri bisogni emotivi. Potrà integrare l’esperienza devastante del passato in un nuovo concetto di sé.

BONUS DUE

NeuroAffective Relational Model (NARM ©)

Questo corso con il prof. Laurence Heller presenta il NeuroAffective Relational Model (NARM ©) come modello di intervento clinico avanzato, per i professionisti della salute mentale che lavorano con il trauma dello sviluppo, in infanzia e adolescenza.

Il NARM affronta il trauma relazionale e dell’attaccamento lavorando con modelli precoci e inconsci di disconnessione che influenzano profondamente la nostra identità, le emozioni, il comportamento e le relazioni. Il NARM offre un modello teorico e clinico completo per affrontare le esperienze avverse dell’infanzia (ACE) e risolvere i traumi complessi (CPTSD)

Il clinico, grazie a questo corso online, potrà meglio focalizzare l’intervento clinico sul trauma dello sviluppo, acquisendo le diverse competenze necessarie per lavorare con bambini e adolescenti; potrà acquisire una nuova, coerente, teoria per lavorare con le dimensioni affettive ed emotive coinvolte nel trauma evolutivo; potrà padroneggiare le dinamiche di controtransfert che ostacolano una efficace terapia.

BONUS TRE

Il Modello TraumaPlay™

Apprendi come utilizzare il modello TraumaPlay™, un trattamento basato sul gioco, su diverse componenti ed evidence-based rivolto a bambini ed adolescenti con traumi.

La dott.ssa Goodyear-Brown condividerà il suo modello flessibile e sequenziale, identificando specifici obiettivi terapeutici con interventi relativi. Verranno differenziati gli obiettivi di trattamento che possono essere realizzati attraverso metodi non direttivi e gli obiettivi che sono raggiungibili in modo più efficace:

  • attraverso l’integrazione dei genitori, così come dei partner;
  • utilizzando tecniche somatiche di grounding, interventi cognitivo-comportamentali di play therapy, tecniche di terapia espressiva, il lavoro diadico;
  • integrando modalità basate sul gioco per completare il lavoro di narrazione del trauma.

I partecipanti porteranno con sé un kit di strumenti di intervento utili per tale lavoro ed un rinnovato senso di entusiasmo per il processo.

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Il programma della masterclass sul trauma in età evolutiva presenta diversi approcci innovativi e efficaci per trattare il trauma nei bambini. 

Ecco alcuni degli approcci discussi durante la formazione:

  1. TraumaPlay™: Un modello di intervento basato sul gioco, che integra tecniche di play therapy con approcci cognitivo-comportamentali e terapia espressiva. È progettato per aiutare i bambini a elaborare e superare i traumi in un modo che rispetti il loro sviluppo evolutivo e cognitivo.

  2. Approcci basati sull’attaccamento: Tecniche che focalizzano sulla creazione o il rafforzamento di legami sicuri tra il bambino e i caregiver. Questi metodi aiutano a stabilizzare il comportamento del bambino e promuovono una maggiore sicurezza emotiva e resilienza.

  3. Intervento psicologico precoce: Strategie specifiche per rispondere rapidamente a eventi traumatici acuti come disastri naturali, incidenti o violenza. Questo approccio aiuta a mitigare gli effetti a lungo termine del trauma e supporta la resilienza precoce nei bambini e negli adolescenti.

  4. Metodi di Narrazione e Ricostruzione della Memoria: Tecniche che aiutano i bambini a raccontare la loro esperienza traumatica in un modo strutturato e sicuro, facilitando la comprensione e l’integrazione dell’evento nel loro vissuto personale.

  5. Tecniche di Regolazione Emozionale e di Grounding: Metodi che insegnano ai bambini come gestire le risposte emotive e fisiologiche al trauma. Questi includono esercizi di respirazione, mindfulness e tecniche somatiche.

  6. NeuroAffective Relational Model (NARM): Un approccio avanzato che si concentra sul trattamento dei traumi relazionali e dell’attaccamento, esplorando modelli inconsci di disconnessione che influenzano profondamente l’identità, le emozioni, il comportamento e le relazioni del bambino.

  7. Schema Therapy per bambini e adolescenti: Questo metodo integra elementi della terapia cognitivo-comportamentale con la psicoterapia psicodinamica, focalizzandosi particolarmente sugli aspetti emotivi e di sviluppo, come la teoria dell’attaccamento, per trattare bambini e adolescenti che hanno subito deprivazioni e abusi emotivi traumatici.

Questi approcci sono discussi e dimostrati attraverso lezioni teoriche, casi di studio, e sessioni pratiche durante la masterclass, fornendo ai partecipanti una vasta gamma di strumenti e tecniche da applicare nella loro pratica clinica.

50 Crediti ECM

PESI Italia srl . società che gestisce Formazione Continua in Psicologia è Provider ECM  n° 6888 accreditato dall’ l’Age.Na.S. (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) per la progettazione e l’erogazione dei corsi di formazioni per il personale sanitario, nell’ambito del programma di educazione continua in medicina (ECM).

Il presente corso è accreditato in FAD Asincrona con ID

Crediti ECM: 50

18 – Contenuti tecnico-professionali (conoscenze e competenze) specifici di ciascuna professione, di ciascuna specializzazione e di ciascuna attività ultraspecialistica, ivi incluse le malattie rare e la medicina di genere

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La prova di apprendimento consisterà in un questionario multiplo composto da 150 domande a risposta multipla con 4 possibilità di risposta di cui una sola giusta. Bisogna superare almeno il 75% delle risposte per ogni quiz.

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