Matte Blanco: l'irruzione dell'infinito nella clinica psicoanalitica

Docente: Redazione FCP 

Ultimo aggiornamento il 12/01/2021 Italiano 362 visualizzazioni totali

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Matte Blanco, nato a Santiago del Cile nel 1908 e morto a Roma nel 1995, rappresenta un’anomalia in ambito psicoanalitico. Trapiantato in Italia dal 1966 è stato inserito fra i maestri in un volume sulla psicoanalisi italiana di recente pubblicazione e tuttavia il suo contributo scientifico attualmente è conosciuto maggiormente dagli studiosi di Letteratura ben più che dagli psicoanalisti. Una condizione paradossale in parte dovuta ad una formazione eclettica: dopo aver effettuato il suo training psicoanalitico in Inghilterra con docenti di spicco fra cui Melanie Klein, Matte Blanco ha insegnato per alcuni anni nelle università americane dove ha intrapreso quegli studi di logica simbolica e di matematica che tanto hanno caratterizzato il suo pensiero, creandogli tuttavia una fama di pensatore astratto, poco utilizzabile clinicamente. Di qui è nata l’ipotesi di un libro La materia di cui sono fatti i sogni e le emozioni che fosse rivolto soprattutto agli psicoanalisti.

Matte Blanco pur rifacendosi a Freud, ha operato una scelta specifica, che consiste nella utilizzazione di strumenti logico-matematici che possono essere utilmente integrati con altri significativi modelli teorici. Il dato principale che lo caratterizza è l’aver operato una distinzione netta fra l’inconscio rimosso su cui si è basata la psicoanalisi per impulso dello stesso Freud, e un inconscio non rimosso che strutturalmente, date le sue infinite dimensioni, non può essere contenuto nei limiti tridimensionali della coscienza. A questo tipo di inconscio Freud aveva dedicato pochissimi accenni, nonostante che ne avesse intuito le caratteristiche fondamentali: condensazione, spostamento, assenza di contraddizione e di tempo, identificazione della realtà interna con quella esterna rappresentano tutti una violazione della logica classica cui ci serviamo abitualmente.

Sviluppando questi elementi costitutivi dell’inconscio non rimosso Matte Blanco è arrivato a mettere in evidenza un nuovo e specifico genere di logica basato sulla generalizzazione che colloca l’individuo in classi e sulla simmetrizzazione, che rende reversibile qualsiasi tipo di relazione. Ha anche proposto che le emozioni utilizzino lo stesso genere di logica che spiega le assimilazioni improprie che l’identificazione dell’individuo con la classe di appartenenza comporta.

L’applicazione clinica di questi e di altri funzionamenti paradossali della mente rendono il pensiero di Matte Blanco molto utile clinicamente, come nei diversi esempi clinici la dottoressa Ginzburg ha cercato di dimostrare.

 

Data e orario

Il webinar si terrà Martedì 2 febbraio alle ore 19:00

 

Relatori

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Alessandra Ginzburg

Psicoanalista con funzioni didattiche della Società italiana di Psicoanalisi (SPI) e membro dell’IPA si è dedicata alla diffusione del suo pensiero in campo teorico e clinico. Da molti anni inoltre, si occupa della relazione fra letteratura e psicoanalisi. Ha pubblicato con Riccardo Lombardi L’emozione come esperienza infinita, F. Angeli 2007 e Il Miracolo dell’analogia, Pacini 2011. Con Valentino Baldi e Romano Luperini ha curato il numero monografico della Rivista Moderna XVII, 2, 2015 Emozioni e letteratura. La teoria di Matte Blanco e la critica italiana contemporanea, Serra, Roma 2017. Ha appena pubblicato per l’editore Alpes: La stoffa dei sogni e delle emozioni. Per un’applicazione clinica del pensiero di Matte Blanco

 

 

 

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Marcello Turno

Psichiatra, è membro della Società Psicoanalitica Italiana (SPI), dell’IPA e della Federazione Europea di Psicoterapia Psicoanalitica (EFPP). Insegna Psicogeriatria nel corso di laurea di Scienze e tecniche psicologiche della LUMSA di Roma. Ha pubblicato: Una notte senza luna, manuale per operatori psicogeriatrici, La Biblioteca 2013; Il mancato suicidio di Luigi Pirandello, Alpes 2013, e, off topic, la raccolta di racconti: Storie nere in stanze d’analisi, Alpes 2019.

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