6 Supervisioni Cliniche per conoscere l’ACT – Acceptance and Commitment Therapy

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0,00  IVA inclusa

Corso attivo dal giorno 25/07/2023
(2 Recensioni dei clienti)
  • 12 ore di formazione
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6 supervisione su casi clinici per conoscere l’ACT e i suoi processi cardine

L’ACT è un modello psicologico di matrice cognitivo-comportamentale. Tuttavia, la psicoterapia cognitivo-comportamentale può essere suddivisa in tre generazioni: terapia del comportamento tradizionale, terapia cognitivo-comportamentale, e l’attuale “terza generazione“, di cui fa parte l’ACT, caratterizzata da approcci contestuali e processuali al comportamento umano (Hayes, 2004). Questa terza ondata ha un’inclinazione esistenziale nella sua premessa che la sofferenza è una caratteristica fondamentale, naturale e ineliminabile della vita umana, e rappresenta un cambiamento paradigmatico, grazie a:

  1. l’inclusione dei processi di accettazione e mindfulness nella concettualizzazione del caso e negli interventi;
  2. l’ampliamento dell’attenzione agli aspetti contestuali, esperienziali e valoriali dell’esistenza umana.

L’obiettivo dell’ACT è di aiutare gli individui a scegliere di agire in modo efficace (comportamenti concreti definiti dai propri valori) in presenza di eventi “privati” (cognitivi ed emotivi) difficili o dirompenti. L’acronimo ACT è stato utilizzato anche per descrivere ciò che avviene in terapia: accettare gli effetti delle difficoltà della vita, scegliere direzioni di valori e tornare e ritornare ad agire in queste direzioni. Questa abilità nell’ACT è definita flessibilità psicologica.

Le supervisioni ACT: contenuti e obiettivi

Nel corso delle supervisioni, sarete guidati dai clinici esperti in ACT attraverso un percorso a tappe che illuminerà la concettualizzazione e il trattamento di casi dalla prospettiva di ciascuno dei sei processi cardine della flessibilità psicologica:

  1. aprirsi alla situazione attuale per quella che è (momento presente e accettazione);
  2. notare regole, storie e pensieri come frutto di un processo continuo, radicato nella storia di apprendimento personale e come essere umano (defusione cognitiva);
  3. scoprire aspirazioni personali e identificare azioni continue e fattibili in quelle direzioni (valori e azione impegnata);
  4. notare la differenza tra i contenuti della propria esperienza e la prospettiva da cui possiamo osservare il loro evolvere nello spazio e nel tempo (sé come contesto).

 

Il ciclo di supervisioni è offerto in Partnership con:

                   

Prima supervisione: “Essere nel momento presente: promuovere nel paziente la piena consapevolezza di ciò che accade fuori e dentro di sé”

Marta Schweiger

Marta Schweiger

La capacità di notare e di restare in contatto con quello che accade, non solo nel mondo esterno, ma anche nel proprio mondo interno, è un’abilità fondamentale per la vita degli essere umani ed è uno dei processi al centro dell’Hexaflex, il modello per la concettualizzazione e l’intervento dell’Acceptance and Commitment Therapy. Attraverso la presentazione di casi clinici i partecipanti avranno occasione di riflettere su quando e perché non essere in contatto con il qui e ora diventa un problema, su come riconoscere i momenti e i modi in cui il paziente si disconnette dalla propria esperienza, su come promuovere una migliore consapevolezza del momento presente in relazione con gli obiettivi terapeutici.

Seconda supervisione: “Dimenticare “l’accettazione”: che cosa significa realmente dire di sì alla nostra sofferenza emotiva?”

Francesco Dell’Orco

L’accettazione è il contraltare dell’evitamento esperienziale, uno dei meccanismi responsabili della sofferenza psicologica nell’ACT e allo stesso tempo una parola che spesso evoca l’idea di arrendersi, rinunciare o sopportare stringendo i denti. L’accettazione, al contrario, è una presa di posizione, un atteggiamento attivo che ha profondamente a che fare con il comportamento e con l’azione.
I partecipanti a questo breve webinar saranno accompagnati a conoscere in modo esperienziale il vero significato di questo processo e come promuoverlo in seduta, risolvendo alcuni dei più comuni misunderstandings che limitano e bloccano la terapia ACT.

Terza supervisione: “Defusione: come “prendere le distanze” dalla propria sofferenza psicologica” 

simone napolitanoSimone Napolitano 

Il più grande vantaggio per gli esseri umani è rappresentato dalla capacità di utilizzare il più potente strumento al mondo: il linguaggio. Le conquiste più importanti per il genere umano sono associate in modo imprescindibile all’uso del linguaggio. Ma questo potere non è privo di costi. I processi correlati al linguaggio, come il pensiero e il ragionamento sono alla base di molti, se non della maggior parte dei disturbi psicologici. Infatti, grazie al linguaggio, qualsiasi cosa può assumere qualsiasi significato: ciò significa che uno stesso pensiero può essere fonte sia di benessere che di sofferenza psicologica. Il dialogo psicoterapeutico può aiutare i pazienti a guardare da una prospettiva diversa la propria esperienza psicologica, promuovendo in essi una maggiore consapevolezza e disponibilità ad impegnarsi in azioni di valore. L’Acceptance & Commitment Therapy (ACT) ha individuato alcuni processi base per promuovere questo tipo di benessere, tra cui la defusione cognitiva, attraverso cui i pazienti possono imparare a ricercare un significato alternativo e funzionale alla propria esperienza psicologica.

Quarta supervisione: “Vuoi che la tua storia viva il resto della tua vita al posto tuo? La prospettiva dell’ACT sul Sé e sull’identità”

Giovanni Zucchi

Tra i processi dell’ACT quello del “sé come contesto” è sempre stato la base su cui poggia l’esagono della flessibilità psicologica (Hayes et al., 2004). Più recentemente (Hayes et al., 2020) è stato sottolineato come lavorare su questo processo possa essere centrale e possa mediare gli effetti terapeutici della psicoterapia. L’argomento è talmente interessante e talmente profondo che potrebbe portarci a spasso nella storia del pensiero e della psicoterapia… in questo breve spazio ci soffermeremo invece sulle implicazioni pratiche che questo lavoro può avere, attraverso esempi clinici ed esercizi esperienziali.

Quinta supervisione: “Fare ACT da una prospettiva basata sui valori”

Francesca Scaglia

I valori sono spesso descritti come uno dei processi centrali nell’ Acceptance and Commitment Therapy (ACT). Ma che aspetto assume la terapia quando i valori sono al centro del nostro lavoro? In questa supervisione affronteremo cosa significa esercitarsi come terapeuti da una prospettiva guidata dai valori, incluso come ciò può influenzare la valutazione e la pianificazione del trattamento, nonché come può influire sul comportamento di un terapeuta nella stanza della terapia. Questo intervento è progettato per fornire una comprensione più profonda dei valori e fornire strumenti anche pratici per rendere i valori una parte più integrante del loro lavoro terapeutico. Sarà anche possibile lavorare, in funzione dei casi portarti, sulle barriere più comuni che sorgono quando i pazienti iniziano a esplorare i propri valori, cosa che spesso può essere una sfida anche per i terapeuti con maggior esperienza.

Sesta supervisione: “L’agire con impegno nell’Acceptance and Commitment Therapy: sia che vinca sia che perda, fino all’ultimo giorno della mia vita”

Anna Bianca Prevedini

La maggior parte dei clienti vuole cambiare la propria vita in meglio, ma fatica a formulare obiettivi fattibili e tende ad arrendersi quando sorgono ostacoli inevitabili. L’azione impegnata — uno dei seiprocessi fondamentali dell’Acceptance and Commitment Therapy — può aiutare il terapeuta a guidare i pazienti a costruire l’abilità di tornare e ritornare a compiere scelte positive, guidate da valori personali, anche in presenza di pensieri o sentimenti indesiderati e ostacoli esterni. Attraverso casi esemplificativi la supervisione guiderà il clinico a comprendere: questo processo chiave dell’ACT e il suo rapporto con gli altri processi dell’Hexaflex, che cosa impedisce ai pazienti di intraprendere un’azione basata sui valori e come fondere la componente di azione impegnata dell’ACT con le altre tecniche comportamentali basate sull’evidenza (es. esposizione con prevenzione della risposta, attivazione comportamentale, skill-training, ecc.).

Docenti


ACT Italia

ACT Italia è un’Associazione di Promozione Sociale, capitolo Italiano ufficiale della Association for Contextual Behavioral Science (ACBS – www.contextualscience.org). ACT Italia si propone di...
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IESCUM

IESCUM, Istituto Europeo per lo Studio del Comportamento Umano, è un centro studi e ricerche e impresa sociale a carattere non profit che nasce per promuovere lo studio scientifico e l’avanzamento...
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Anna Prevdini

Anna Prevedini

La Dott.ssa Anna Prevedini PhD, psicologa e psicoterapeuta. Attualmente è Presidente di ACT-Italia (https://www.act-italia.org/), estensione ufficiale italiana riconosciuta dall’Association for...
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Marta Schweiger

Marta Schweiger, PhD, psicologa e psicoterapeuta, ha approfondito gli approcci dell’Analisi del Comportamento, dell’ Acceptance and Commitment Therapy e della Mindfulness per il benessere e la...
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Francesco Dell’Orco

Francesco Dell’Orco, Ph.D, psicologo e psicoterapeuta. E’ coautore del primo manuale italiano sull’ACT edito da Hogrefe:  Ha curato per Franco Angeli la traduzione italiana del recente volume...
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Psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. I suoi interessi ruotano prevalentemente attorno all’applicazione clinica del linguaggio in un ampio spettro della psicopatologia (dai...
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Giovanni Zucchi

Psicologo clinico e psicoterapeuta. Responsabile della Riabilitazione Alcologica dell’Ospedale “Maria Luigia” di Monticelli Terme (PR). Socio fondatore ACBS e Past President ACT-Italia,...
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Francesca Scaglia

Francesca Scaglia

Psicologa e psicoterapeuta, membro ACBS. Socio fondatore e Past president ACT-Italia. Impegnata attivamente, da più di 10 anni, nello studio, nella ricerca e nell’utilizzo soprattutto clinico...
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2 recensioni per questo corso

  1. Nicoletta Ginocchio

    ottima esperienza

  2. Mario Sossi

    corso molto interessante

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