Depressione maggiore e ricadute

Depressione maggiore e ricadute

L’organizzazione mondiale della sanità (WHO) valuta la depressione maggiore come uno dei disturbi più invalidanti al mondo con un costo sociale elevatissimo.
Le malattie depressive sono spesso sottovalutate, la metà di esse non è trattata e il rischio di recidiva si aggira intorno al 50% dei casi. Infatti, circa il 50% dei soggetti depressi vanno incontro a una nuova ricaduta dopo 5 anni; questa percentuale aumenta al 70% in coloro che hanno avuto almeno due episodi distinti, e al 90% in caso di tre o più episodi.
È quanto ha evidenziato uno studio coordinato da Claudi Bockting, dell’Academic Medical Center di Amsterdam, in Olanda mostra come nelle persone che soffrono di depressione maggiore, la terapia cognitiva preventiva (PCT – preventive cognitive therapy) si è rivelata utile nel ridurre i tassi di recidiva. I risultati della ricerca sono stati pubblicati da Lancet Psychology.

La terapia cognitiva preventiva, abbinata alla terapia farmacologica con antidepressivi, è in grado di ridurre del 41% il rischio di recidiva degli episodi di depressione maggiore.

I ricercatori hanno condotto uno studio multicentrico denominato Disruption the Rhythm of Depression (DRD), cervando di capire se continuare il trattamento con antidepressivi offrisse una migliore protezione rispetto alle recidive, in confronto alla somministrazione di un dosaggio inferiore di farmaci abbinati alla terapia cognitiva preventiva e alla somministrazione di antidepressivi e PCT.
289 partecipanti, affetti da depressione maggiore ricorrente che erano in remissione o in ripresa, sono stati divisi in tre gruppi:

  1. 104 sono stati assegnati al gruppo che riceveva PCT e antidepressivi;
  2. 85 sono rientrati nel gruppo che seguiva la PCT mentre veniva loro ridotta la dose di antidepressivi;
  3. 100 seguivano solo la terapia farmacologica.

Dopo due anni di follow-up, i tassi di recidiva cumulati erano del 60% per coloro che proseguivano con la sola terapia farmacologica, del 63,3% per coloro che seguivano la PCT e andavano incontro a riduzione degli antidepressivi e del 42,6% per i pazienti che seguivano la PCT e prendevano il dosaggio standard di mantenimento di farmaci.

 

Dall’analisi statistica è emerso che il rischio di recidiva era inferiore del 41% nel gruppo che seguiva PCT e terapia farmacologica, rispetto al gruppo che assumeva solo antidepressivi, ed era del 46% più basso rispetto ai pazienti che seguivano il trattamento combinato, ma con una riduzione della dose dei farmaci. I risultati evidenziano che le riduzione erano statisticamente significative,  e che nei pazienti con recidiva, il numero era comunque inferiore rispetto nel primo gruppo riseptto al terzo del 37%.

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nessuna differenza significativa è emersa per il fattore che riguardava numero e gravità delle ricadute tra il gruppo trattato solo con i farmaci e i pazienti trattati con PCT e riduzione del dosaggio di antidepressivi.

Secondo la prima autrice del lavoro Claudi Bocktin:

“È stata una sorpresa vedere che il rischio di recidiva veniva ulteriormente ridotto aggiungendo la terapia PCT. La PCT dovrebbe essere presa in considerazione dopo la remissione, tra quei pazienti che prevedono di proseguire con il trattamento farmacologico”.

 

 

Fonte

Quotidiano sanità

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