Depressione post partum: 3 milioni per diagnosi, cura e assistenza

Arriva il via libera dei governatori sul’intesa Stato-Regioni alla ripartizione dei fondi (3 milioni) per l’assistenza nella depressione post partum, dopo il rinvio tecnico chiesto dalle Regioni il 24 gennaio.
Debora Serracchiani, governatrice del Friuli Venezia Giulia, che ha presieduto la Conferenza delle Regioni, spiega:

“E’ un fondo sanitario con ricadute sociali molto significative, si tratta infatti di affrontare la sindrome depressiva post partum aiutando le donne e i loro familiari attraverso una migliore informazione sui fattori di rischio e, in caso di disagio psichico, favorendone il superamento con migliori percorsi assistenziali.

I rischi psichici maggiormente rappresentati sono: il rischio depressivo, il rischio ansioso, il rischio ansioso e depressivo.

4 obiettivi concordati dal provvedimento:

  1. offrire attivamente alla donna e ai familiari, nell’ambito del percorso nascita, materiale informativo e di sensibilizzazione sull’importanza del disagio psichico e sull’opportunità di un intervento precoce, già disponibile o di nuova realizzazione;
  2. individuare precocemente la popolazione femminile a rischio di disagio psichico e psicosociale perinatale attraverso la somministrazione di strumenti di valutazione standardizzati, anche prevedendo nei Punti nascita o attraverso i Servizi sanitari territoriali l’offerta attiva, sia alla donna che alla coppia, di colloqui psicologici che favoriscano il superamento de disagio e l’attivazione e ii rafforzamento delle risorse personali utili ad affrontare la nuova situazione:
  3. implementare i fattori protettivi del benessere psichico mediante azioni di sostegno alle donne a rischio per ridurre l’incidenza e la gravita dei disturbi psichici in epoca perinatale, anche favorendo positive competenze genitoriali per assicurare al bambino un ambiente adeguato a sostenere lo sviluppo psichico;
  4. post-valutazione mediante  la somministrazione gli stessi strumenti  di screening  e di valutazione utilizzati nella fase iniziale per  valutare  l’efficacia  del  trattamento-intervento messo in atto.

Le risorse, da finanziare con una quota delle risorse del Fondo per esigenze indifferibili (legge n. 190/2014), sono pari a 3 milioni per il 2016 e sono ripartite in proporzione al numero medio annuo di nati nel quinquennio precedente all’anno di riferimento.

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In particolare l’80% della quota è erogata in relazione alla valutazione favorevole del progetto stesso, e il 20% della quota è erogata dopo la presentazione della relazione finale sulle attività svolte a conclusione del progetto.

I progetti regionali dovranno potenziare quindi, anche in via sperimentale, l’assistenza che accompagni nel periodo pre e post nascita di un figlio al fine di individuare i fattori di rischio e di disagio psichico perinatale.

I fattori di rischio psicosociale a rischio moderato ed elevato, più rappresentati nella letteratura scientifica internazionale, risultano essere: numerosità della prole, assenza supporto sociale, trasferimenti, assenza del partner, precedenti Ivg, precedenti aborti, patologie gravidiche, minacce di aborto, fecondazione assistita, difficolta di concepimento , lutti, maltrattamenti subiti, maltrattamenti assistiti, separazione, conflittualità con il partner, conflittualità familiare, perdita del lavoro, difficolta economiche.

Gli interventi di sostegno alle donne a rischio di disagio psichico perinatale devono prevedere  un approccio multi-professionale e multi-disciplinare, nell’ambito dei servizi sanitari regionali, ospedalieri e territoriali , in un’ottica di continuità assistenziale e stretta integrazione.

Le azioni previste nel piano di trattamento devono anche utilizzare risorse quali, ad esempio: accesso ai corsi di accompagnamento alla nascita e  alla genitorialità, visite domiciliari da parte delle ostetriche e delle assistenti sanitarie per le cure neonatali in particolare dove ii disagio psichico si accompagna a quello sociale, presenza di operatori per il supporto alla relazione madre-bambino, corsi di allattamento, infant massage, ecc.

Fonte Istat. Bilancio demografico. http://demo.istat.it/ (*) Per la Sicilia sono state effettuate le ritenute previste come concorso della regione ex coma 830 della L. 296/2006 (49,11%) sulla somma disponibile.

 

fonte:

Quotidiano Sanità

 

 

 

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