Dislessia: pari oppurtunità anche nel leggere Harry Potter

Dal 21 al 24 settembre 2016 avrà luogo “All European Dyslexia Conference”, il convegno internazionale organizzata dall’ European Dyslexia Association con l’obiettivo di garantire che le persone con dislessia ed altri disturbi dell’apprendimento possano avere pari opportunità ed esprimere le loro potenzialità, nella scuola, nel lavoro e nella società. La dislessia non è una disabilità, ma un disturbo specifico dell’apprendimento che interessa il 3% dei bambini italiani, un alunno in ogni classe, un dato, ancora oggi, sottostimato e poco compreso.

La dislessia è una difficoltà (differente da bambino a bambino) che consiste nel leggere velocemente e correttamente, per questo semplici attività come leggere e scrivere, per i bambini dislessici, risultano essere difficili e faticose.

Oltre alla decodifica dei segni e simboli scritti, è coinvolta  anche l’elaborazione e la memorizzazione di alcuni suoni e il modo in cui le informazioni vengono processate. Ciò che viene meno è l’automatismo del processo di lettura, un’abilità che si consolida intorno agli 8 anni, e che costringe il bambino a mettere maggiore attenzione alla decodifica del testo (in senso compensativo) facendogli perdere di vista il suo significato e con esso la sua comprensione. Tipicamente, la dislessia si manifesta attraverso una lettura lenta e sillabata, confusione fra lettere simili (p/b e q/d), omissioni o inversioni di sillabe nel corso della lettura. Lo studente tende a compensare affidandosi  al metodo intuitivo, leggendo le prime sillabe della parola ed intuendo il resto.

Qui sotto postiamo un’immagine presa dal web che simula le difficoltà di lettura del bambino con dislessia.

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Ciò a cui molto spesso debbono rinunciare è proprio al piacere di leggere un libro. Negli ultimi anni sono nate case editrici (es Bianconero) che attuando piccoli accorgimenti come l’uso di supporti audio, mappe concettuali o testi scritti con un carattere particolare hanno cominciato a proporre i cosiddetti  libri  Alta Leggibilità. Molti di noi, probabilmente, neanche hanno mai pensato al fatto che tantissimi bambini in Italia e nel mondo, rinunciano a leggere libri  a causa del loro disturbo.

Tra i libri per ragazzi più letti al mondo di certo ritroviamo i libri della saga di Harry Potter, parliamo di circa 450 milioni di copie vendute, l’ultimo in vendita dal 31 luglio nelle librerie del Regno Unito “La maledizione dell’erede” potrà essere letto,  anche da chi ha problemi di dislessia.

La W.F. Howes, casa editrice britannica specializzata in audiolibri e stampe a caratteri grandi, ha infatti lavorato con la British Dyslexia Association e la University of South Wales per realizzare una edizione ad alta leggibilità dell’ultimo libro della Rowling che sarà disponibile negli store britannici a partire da settembre.

Da quanto riporta il Times, questa edizione speciale verrà stampato in blu su sfondo beige; la carta sarà più spessa e quindi le pagine sfogliabili più facilmente; le lettere più grandi; i margini più ampi e il carattere sarà unico, sempre lo stesso dall’inizio alla fine. Le ricerche effettuate dalla casa editrice britannica hanno dimostrato che questo formato è meno fastidioso e faticoso per i lettori dislessici e li agevola nella comprensione di ciò che leggono. In più, verrà inserito uno speciale glossario con le definizioni dei termini di magia e le informazioni sui personaggi, per aiutare tutti coloro che potrebbero essere scoraggiati da parole che non conoscono.

Secondo Margaret Malpas, presidente della British Dyslexia Association, non solo è un’iniziativa meravigliosa rendere un libro così popolare e amato disponibile anche per chi ha la dislessia, ma potrebbe dare anche una spinta motivazionale a persistere con la lettura che permetterà di migliorare la loro abilità.”

In Italia il libro uscirà il 24 settembre 2016 e per il momento non si ha notizia di edizioni “amiche della dislessia” 🙁

La comprensione passa anche da queste piccole grandi attenzioni, sarebbe veramente “inclusivo” se di norma tutti il libri fossero anche stampati in un formato accessibile ai dislessici, e quindi a tutti.

 

 

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