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Essere assertivi senza prevaricare l’altro

Autore: Licia Casola
Sono Psicologa, Psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia sistemico relazionale e familiare presso l'Istituto di psicoterapia Rela...
essere assertivi

Sempre più persone lamentano la difficoltà di non essere padroni delle proprie scelte e di sentirsi incapaci di decidere ciò che davvero li fa star bene per non deludere chi ama o disattendere le aspettative di chi ha fiducia in noi. Essere assertivi nella relazione con gli altri è importante perché:

  • permette l’espressione di sé;
  • sviluppa relazioni paritarie dove nessuno prevale sull’altro;
  • aiuta a gestire meglio situazioni potenzialmente conflittuali;
  • facilita il raggiungimento degli obiettivi personali e di gruppo.

Ma in che modo?

Partiamo col capire insieme cos’è l’assertività e come va applicata.

Cos’è l’assertività?

L’assertività è un elemento centrale della comunicazione efficace. Essere assertivi significa saper esprimere in maniera chiara ed efficace le nostre opinioni e pensieri, quindi saper essere se stessi, far valere il proprio punto di vista, ma rispettando le idee degli altri, anche se contrarie alle tue, considerando sempre anche i loro diritti.

L’assertività è parte integrante delle relazioni in cui vige il rispetto reciproco, uno stile comunicativo efficace e diplomatico, un’accettazione della diversità e del pensiero divergente, ma in cui c’è anche empatia.

Si, perché essere assertivi dimostra che rispetti te stesso perché sei disposto a farti valere per difendere i tuoi interessi, ma dimostra anche che sei consapevole dei diritti e dei bisogni dell’altro e sei disposto ad indossare i suoi panni per capire cosa sta cercando di comunicarti, comprendendo i suoi bisogni più profondi.

Ovviamente, non ha importanza solo quello che esprimi verbalmente, ma anche il modo in cui lo esprimi, ad esempio: un tono diretto e deciso, ma non perentorio, risulterà sicuramente più accessibile al tuo interlocutore, che ascolterà il tuo messaggio e fornirà una risposta più adeguata allo stile che tu stesso hai utilizzato per primo. (http://www.itcc.it )

Al contrario, se comunichi con una modalità aggressiva o passiva il contenuto del tuo messaggio può essere frainteso e non venire considerato perché l’attenzione del tuo interlocutore finirà col focalizzarsi troppo sul modo in cui l’hai espresso e reagirà a questa modalità di comunicazione più che al contenuto del messaggio.

I vantaggi dell’essere assertivi

Imparare ad essere assertivi aiuterà ad evitare che le persone ignorino i tuoi bisogni o ti manchino di rispetto, ti darà sicurezza e ti permetterà di gestire meglio molte situazioni che si traducono in fonti di stress, creando in te disagi e frustrazioni a lungo termine.

Comportarsi in maniera assertiva può, quindi, aiutarti a:

  1. Migliorare l’autostima e la fiducia in te stesso;
  2. Entrare in contatto e riconoscere le emozioni che provi;
  3. Guadagnare il rispetto degli altri;
  4. Migliorare la comunicazione, esprimendosi in modo chiaro e autentico, ascoltando e chiedendo chiarimenti nell’ottica di un proficuo cambiamento;
  5. Accettare le critiche costruttive e rifiuta quelle manipolative e svalutanti;
  6. Migliorare la capacità di prendere decisioni, opponendo il rifiuto verso ciò che non si vuole;
  7. Creare relazioni oneste;
  8. Aumentare la soddisfazione sul lavoro.

Come imparare ad essere assertivi

Le persone sviluppano stili di comunicazione differenti in base alle loro esperienze di vita. Il tuo stile può essere cosi radicato che puoi avere addirittura difficoltà a riconoscere quale sia. Le persone tendono a sviluppare uno stile e a mantenerlo nel tempo perché esso può continuare a subire le influenze dal contesto familiare e sociale di appartenenza.

Se, però, il tuo modo di relazionarti agli altri non ti piace e vuoi cambiare, puoi imparare a farlo! Come?

Ecco alcune regole da tenere ben a mente:

  1. Tu sei responsabile del tuo comportamento (e gli agli altri del loro)

Questo non significa che non bisogna curarsi dei desideri degli altri: li ascoltiamo, facciamo le nostre valutazioni e poi decidiamo, la cosa importante è che la risposta che daremo sarà frutto di una nostra scelta.

  1. Rispetta anche tu l’autonomia delle altre persone.

Significa che loro possono anche dirti di no, ma non per questo avercela con te o essere non curanti dei tuoi bisogni; quindi è importante accettare le loro scelte proprio come tu vorresti che loro accettassero le tue. Attento a questo errore: finiresti col diventare tu quello controllante!

  1. Dire no agli altri significa dire si a se stessi!

Se dici no a te stesso stai sacrificando il tuo benessere; se non stai bene con te stesso non potrai neanche esser di aiuto alle persone che ti circondano e a cui vuoi bene, che ti chiedono una mano, a lavoro. Comincia ad acquisire dimestichezza con la parola “no” magari con tutte quelle persone con cui ti senti meno coinvolto affettivamente, oppure in situazioni in cui ti senti un po più sicuro, osservando le reazioni delle persone che lo ricevono.

  1. Chiedere ciò che t’interessa.

Prova ad esprimere l’emozione alla base del tuo desiderio, formulando la richiesta con un linguaggio più accessibile, con dolcezza, pacatezza, riconoscimento dell’altro, ponendo dei limiti chiari e decisi. Non dimenticare di formulare una richiesta e non una domanda! (https://www.youtube.com/watch?v=tEiOZ2A0QMw)

E ricorda che: “un NO pronunciato con convinzione è molto migliore di un SI pronunciato unicamente per compiacere o, ancora peggio, per evitare problemi”. (Mahatma Gandhi)

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