Il colloquio clinico secondo Massimo Recalcati

Il colloquio clinico secondo Massimo Recalcati

Molte volte si confonde l’attitudine al colloquio clinico con una capacità genericamente empatia, una capacità di “sentire” l’altro, di accoglierlo con un atto di inutile condivisione, che cerca di emulare un’amicizia senza riuscire a raggiungerne la spontaneità e la gratuità.

Essere psicologo ancora per molti rappresenta più una qualificazione personale che una competenza tecnica. Essere psicologo è come essere buoni, o accoglienti, o intuitivi; è questo grave errore di fondo alla base di un colloquio clinico che manchi nelle premesse, negli strumenti, negli obiettivi.

Il colloquio, la capacità del clinico di onorare la parola del paziente, di valorizzare il proprio cliente nella sua irripetibile particolarità è ciò che consente al clinico non già di incasellare il paziente in una categoria astratta, ma di definire un progetto di conoscenza o di cura che si adatti a quel particolare discorso, non identico a nessun altro.

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