Il sonno: una finestra sul mondo interno del bambino

Il 12 novembre scorso si è svolto a Roma, al Campidoglio, il convegno “La promozione della salute perinatale, una prospettiva multidisciplinare”, organizzato dal gruppo Progetto Perinatalità dell’Ordine degli Psicologi del Lazio di cui faccio parte.

Il convegno è stato un punto di incontro tra le diverse professionalità che si occupano di quest’area, è stato un’occasione per confrontarci su punti di forza e criticità rispetto alle risorse a disposizione dei genitori nel periodo perinatale che va, da un punto di vista psicobiologico, dal preconcepimento fino al primo anno di vita del bambino.

Nel mio intervento dal titolo “La funzione di holding delle professioni sanitarie in ambito perinatale” sottolineo il ruolo fondamentale del fare rete dei vari professionisti al fine di potere offrire alle mamme e alle famiglie fragili o in difficoltà un ambiente facilitante, contenitore delle angosce, uno spazio fisico/psichico in cui sentirsi accolti, sostenuti, rassicurati, incoraggiati. Un’azione di supporto e prevenzione di eventuali difficoltà o disfunzioni a livello individuale e familiare, che possono ripercuotersi nel tempo sulla vita dei genitori e dei bambini, poi adolescenti e futuri adulti. In questa occasione ho condiviso la storia di una mamma che si è rivolta a me per una difficoltà con il sonno del suo bambino, dietro la quale si celavano numerose altre difficoltà a livello personale e relazionale.

L’area del sonno dei bambini è una finestra aperta sul mondo infantile in quanto il sonno nel periodo neonatale e nei primi anni di vita è molto fragile e quindi fortemente influenzato dalle persone che si prendono cura del bambino e dal clima emotivo del suo ambiente familiare.

Una difficoltà che la famiglia vive con il sonno è solitamente il segnale di uno di questi aspetti:

  • una mancata sintonizzazione prolungata in qualche aspetto della relazione genitore-bambino
  • una fragilità a livello psico-fisico di un genitore o una crisi familiare, una crisi evolutiva del bambino
  • una mancanza di conoscenza sul sonno dei bambini come di altre aspetti di funzionamento fisiologico (allattamento, fasi di sviluppo, …) da parte dei genitori, dovuta principalmente al cambiamento nello stile di vita della società odierna.
Corso Online: Lo Psicologo consulente sul sonno dei bambini
Corso Online: Lo Psicologo consulente sul sonno dei bambini

Già dal secolo scorso la struttura della famiglia si è modificata, dalla famiglia estesa (nella quale almeno due generazioni/nuclei familiari vivevano nella stessa casa) si è passati alla famiglia mononucleare nella quale nascono pochi bambini, spesso anche uno solo. Questi profondi cambiamenti a livello sociale hanno modificato l’esperienza che ogni famiglia, e in particolare ogni mamma, ha vissuto rispetto alla gravidanza e ai primi anni di vita dei bambini. Con sempre maggiore frequenza la gravidanza viene vissuta come una malattia da seguire passo passo anche quando il suo decorso è fisiologico e nel crescere un bambino manca la conoscenza data dall’esperienza di vedere crescere in casa fratelli, cugini e nipoti …

Il sonno può risultare problematico per i bambini anche dopo i primissimi anni di vita, in particolare in fasi critiche del loro sviluppo, della storia familiare o in relazione alle esperienze sociali nel mondo esterno. Anche in questo caso ci sono sicuramente influenze dovute alla modificazione sociale della struttura della famiglia: i bambini hanno meno figure familiari di riferimento con cui stringere relazioni affettive e nelle quali “rifugiarsi” in un momento di crisi, vivono minori occasioni di socializzazione e spesso, per questo motivo, le esperienze che vivono hanno una forte connotazione emotiva.

Il sonno rimane sempre una finestra aperta sul mondo intrapsichico e relazionale dell’individuo e dell’individuo bambino in particolare: nel sonno i bambini rivivono le esperienze del quotidiano, possono rielaborarle attraverso sogni e incubi, oppure continuare a ripeterle in maniera meccanica, senza elaborazione, come nel caso del Pavor Nocturnus. Ogni fenomeno che avviene nel corso della notte del bambino( e sono tanti …) ha un suo significato e può essere riportato alla modalità di accudimento dei genitori, alla vita relazionale ed emotiva del bambino.

Ad esempio uno stile educativo autoritario e poco consolatorio nei confronti del bambino può portare incubi e crisi di rabbia notturne, vista l’impossibilità per il bambino di esprimere veramente se stesso ed essere confortato quando ne ha bisogno durante il giorno. Nei numerosi incontri con i genitori ho trovato sempre un parallelo tra la vita notturna e i vissuti emotivi e relazionali dei bambini e ho visto lo stupore negli occhi dei genitori nel rendersi conto che il sonno non è un processo meccanico che si può modificare a piacimento seguendo alcune regole, bensì un’attività spontanea, frutto delle esperienze del bambino. Non basta dare loro la semplice informazione, è necessario portarli a rendersene conto da soli accogliendoli e sostenendoli, consolandoli per i sensi di colpa che a volte provano, così che possano poi loro stessi essere accoglienti, consolare e ascoltare i loro bambini.

La consulenza sul sonno dei bambini è indubbiamente un’area di intervento di nicchia, ma ricca di opportunità per lo psicologo in quanto il genitore avverte l’esigenza concreta di risolvere il problema, che impatta sulla qualità di vita del bambino, ma anche di mamma e papà ;)

 

Manuela Caruselli

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