La carezza riduce lo stress e aiuta i neonati prematuri

Il tocco prolungato, simile a una carezza, determina una riduzione dello stress nei neonati prematuri.

I risultati indicano che la carezza produce nei neonati pretermine tra le 28 e le 37 settimane di gestazione un miglioramento nei parametri fisiologici sul livello di ossigenazione sanguigna e  battito cardiaco.

Questo quanto mostrato dallo studio “Dynamic touch reduces physiological arousal in preterm infants: A role for c-tactile afferents?” realizzato da un team internazionale (Ospedale Buzzi di Milano, Universita’ di Milano-Bicocca, Fondazione Come Collaboration di Pescara, Istituto Osteopatia Milano e l’Universita’ John Moores di Liverpool) e recentemente pubblicato sulla rivista Developmental Cognitive Neuroscience.

Già sapevamo che l’interazione tattile ha un ruolo centrale in molte strategie di cura perinatale (“Kangaroo Mother Care”)  o il massaggio, le basi neurobiologiche di questi approcci vengono raramente prese in considerazione.

Lo studio

I ricercatori hanno preso in esame gli afferenti C-tattili (CT), una classe di fibre nervose non mielinizzate attivate da un tocco continuo a bassa intensita’, del tutto simile ad una carezza.

Queste fibre sembrano avere un importante ruolo nel modulare diversi aspetti dell’interazione sociale nell’uomo e in molte specie animali.

Il tocco, mirato all’attivazione delle fibre CT, attiva aree cerebrali quali la corteccia insulare posteriore ed e’ in grado di ridurre l’eccitazione del sistema autonomico, generalmente correlata a stress e dolore.

Carezza riduce lo stress e aiuta i neonati prematuri

La ricerca ha confrontato l’effetto di cinque minuti di stimolazioni effettuate sulla schiena alla velocita’ ottimale delle fibre CT con cinque minuti di tocco statico, sulla frequenza cardiaca e sui livelli di saturazione di ossigeno, due parametri correlati con il miglioramento delle condizioni cliniche dei neonati pretermine tra 28 e 37 settimane di eta’ gestazionale.

Risultati

Il tocco in grado di attivare le fibre CT ha prodotto una riduzione significativa della frequenza cardiaca dei neonati e un aumento dei livelli di ossigenazione del sangue, fenomeno che si e’ protratto per un periodo di cinque minuti post-tocco.

Al contrario, non vi e’ stato alcun cambiamento significativo nella frequenza cardiaca o nei livelli di ossigenazione del sangue dei neonati sottoposti a contatto statico.

Spiega Alberto Gallace , docente di psicobiologia e psicologia fisiologica dell’Universita’ di Milano-Bicocca

Questi risultati supportano l’ipotesi che l’attivazione delle fibre CT determinata da stimoli analoghi alla carezza, sia il substrato neurobiologico degli effetti benefici osservati nelle terapie basate sulle interazioni tattili neonatali, offrendo importanti informazioni per la loro ottimizzazione in futuro.

Più  in generale, la ricerca arricchisce le nostre conoscenze sull’importanza dell’interazione tattile per il nostro benessere, gia’ a partire dai primissimi mesi di vita”.

 

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