La depressione è dolorosa

Chiunque abbia sperimentato un episodio di disturbo depressivo grave, vi dirà che la depressione è dolorosa.

Il dolore è evidente nelle espressioni facciali, nelle  voci, nel linguaggio corporeo. Un dolore che, proprio come il dolore fisico, rende difficile concentrarsi su qualsiasi altra cosa.

Quando diciamo che stiamo “male emotivamente”, intendiamo in senso metaforico che la depressione profonda è dolorosa. L’evidenzia più forte è impressa nel numero di persone che trovando il dolore così intollerabile, scelgono di smettere di soffrire attraverso il suicidio. Si stima che negli USA 40.000 suicidi all’anno siano attribuibili alla depressione (più del doppio dei decessi per incidenti stradali e del numero di omicidi).

Quando una persona è depressa, la sua mente e il suo corpo sono in uno stato di enorme squilibrio. La fisiologia cerebrale è alterata, gli ormoni dello stress sono in costante aumento, e quasi tutti i sistemi corporei sono colpiti. Ecco perché i sintomi della depressione di solito interrompono i ritmi regolari di una persona di mente e corpo.

Molti studi hanno indagato circa la connessione tra depressione e dolore.

I seguenti fattori sono emersi come possibili spiegazioni

  1. Aree cerebrali comuni

Diversi studi hanno dimostrato che il dolore psicologico e quello fisico hanno in comune l’attivazione di alcune aree cerebrali: le aree associate a entrambi i tipi di dolore includono l’insula (che facilita la conoscenza dei nostri stati interni), le regioni della corteccia frontale, compresa la corteccia cingolata anteriore, e il talamo. La differenza più forte tra dolore fisico e psicologico, sembrerebbe essere che il dolore fisico attiva regioni cerebrali somatosensoriali, coinvolte nel nostro senso del tatto. Così, il cervello sembra interpretare il disagio psicologico in modo simile al disagio fisico.

  1. Neurotrasmettitori comuni

Il dolore fisico ed emotivo sembra coinvolgere neurotrasmettitori simili, tra cui serotonina, GABA, glutammato e noradrenalina. Infatti, per alcune patologie vengono prescritti “anche” farmaci in grado di alleviare i sintomi della depressione, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Evidenze mostrano che un neurotrasmettitore chiamato “Sostanza P”, che è strettamente legato alla nostra capacità di rilevare le minacce e sperimentare dolore fisico, è coinvolto anche nella depressione. La “sostanza P”  è un neuropeptide, un polipeptide a catena corta, appartenente alla famiglia delle tachichinine, che agisce da neurotrasmettitore, ed è implicato nella modulazione del dolore e nel vomito.

Si evidenzia che i livelli di “sostanza P” tra gli individui depressi sono correlati con alcune differenze strutturali legate alla depressione.

  1. Infiammazione

Le citochine infiammatorie sono sostanze chimiche presenti nell’organismo che promuovono la risposta infiammatoria. L’infiammazione è strettamente connessa al dolore fisico, e le citochine infiammatorie sono elevate anche in alcuni individui con depressione. Ulteriori ricerche hanno dimostrato che lo stress cronico innesca il rilascio cronico di citochine infiammatorie, che a sua volta porta alla neuro-infiammazione e conseguentemente alla depressione.

  1. Maggiore sensibilità al dolore

La depressione tende a sensibilizzare al dolore – il termine clinico è iperalgesia. Il fattore comune nella sensibilità alla depressione e al dolore può essere lo stress cronico; i fattori di stress acuto spesso portano a una diminuzione della sensibilità al dolore, mentre lo stress prolungato tende a sensibilizzarci al dolore.    L’ iperalgesia nella depressione può farci notare anche dolori minori che altrimenti ignoreremmo.

  1. Tutto è faticoso

Tutto diventa insopportabilmente faticoso, mangiare, fare il bagno, vestirsi, lavorare e prendersi cura dei nostri figli può richiedere una quantità enorme di energia. Lo sforzo intenso che ci vuole solo per andare avanti fa sentire tutto come una dolorosa battaglia, un’infinito percorso in salita.

Il dolore fisico è difficile da ignorare, e per una buona ragione, ci avverte che qualcosa non va, così possiamo agire per risolverlo (come tirare fuori una scheggia dal nostro piede).

Il dolore psicologico può svolgere una funzione simile, comunicandoci che qualcosa ci fa stare male motivandoci a fare cambiamenti.  Questo dolore può essere superato.

 

 

Fonte:

Articolo tradotto e adattato da:

psychologytoday.com

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