OMS sulla depressione

OMS sulla depressione

La giornata mondiale della Salute, il 7 aprile, sarà dedicata alla depressione, i dati diffusi dall’Oms mostrano che  in 10 anni è aumentata quasi del 20%. Ne soffrono 322 milioni di persone, ma solo meno della metà ha accesso ai trattamenti, a causa della mancanza di fondi e di operatori sanitari qualificati e dello stigma sociale legato a questa patologia, che si può presentare sotto forme e gravità diverse.

La depressione è una delle condizioni prioritarie coperte dal Mental Health Gap Action Programme (mhGAP) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).  Sulla patologia oggi Doctor 33 fa un approfondimento molto dettagliato: il programma ha come scopo l’aumento delle risorse per i disturbi mentali, e si propone di far condurre una vita normale a decine di milioni di persone affette da tali patologie assicurando cure, assistenza psico-sociale e farmaci adeguati, anche in caso di risorse scarse.

Il disturbo depressivo ricorrente comporta ripetuti episodi depressivi, durante i quali si presentano umore depresso e ridotta energia che causano una diminuzione dell’attività dell’individuo per almeno due settimane. Molte persone soffrono anche di sintomi di ansia, disturbi del sonno e dell’appetito e possono avere sentimenti di colpa o di bassa autostima, e scarsa concentrazione.

A seconda del numero e della gravità dei sintomi, un episodio depressivo può essere classificato come lieve, moderato o grave.

In un episodio lieve si possono verificare difficoltà nel lavoro e nelle attività sociali, in uno grave è molto improbabile riuscire a svolgere le proprie attività, se non in misura molto limitata. Il disturbo affettivo bipolare, invece, si presenta tipicamente con episodi depressivi ed episodi maniacali, caratterizzati da umore irritabile, iperattività, discorsi pressanti, autostima esagerata, ridotto bisogno di sonno, con periodi di umore normale tra gli episodi. La depressione deriva da una complessa interazione di fattori sociali, psicologici e biologici. Chi ha vissuto eventi avversi nella vita ha maggiori probabilità di svilupparla, e ci sono correlazioni anche con la salute fisica; per esempio, la malattia cardiovascolare può portare a depressione e viceversa.

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L’Oms ricorda che i programmi di prevenzione si sono dimostrati utili nel diminuire la prevalenza della malattia, sottolineando la centralità di  trattamenti psicologici, come l’attivazione comportamentale, la terapia cognitivo-comportamentale, e la psicoterapia interpersonale, o anche farmaci antidepressivi, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e gli antidepressivi triciclici. Questi ultimi possono essere una forma efficace di trattamento per la depressione moderata o grave, ma non devono essere utilizzati per il trattamento della depressione nei bambini e non sono la prima linea di trattamento nei casi di depressione lieve, che traggono beneficio da interventi psico-sociali, e neppure negli adolescenti, tra i quali dovrebbero essere usati con cautela.

 

Fonte:

Who Media centre

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