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Una nuova opportunità per lavorare nei Disturbi dell’Apprendimento: lo screening dei prerequisiti della letto-scrittura

Questo articolo è dedicato ai moltissimi laureati in psicologia che vogliono lavorare nei Disturbi dell’Apprendimento.

Quali sono i canali più efficaci per inserirsi nel settore? Quali servizi è più opportuno offrire? Quali sono i limiti e le opportunità dello scenario attuale?

Fino a qualche anno fa, chi voleva lavorare nei Disturbi dell’Apprendimento, tendeva a specializzarsi in “diagnosi e riabilitazione”. Oggi questa soluzione potrebbe non bastare più. Ecco alcuni motivi dovuti allo scenario attuale.

1) La diagnosi viene generalmente effettuata dal neuropsichiatra infantile dei servizi pubblici, altrimenti spesso le scuole non la accettano e non attivano quanto previsto dalla Legge 170/2010 sulle “Nuove norme in materia di Disturbi Specifici di Apprendimento in ambito scolastico”.

Benché alcune scuole accettino anche le diagnosi effettuate da privati non convenzionati e benché alcuni servizi pubblici, particolarmente oberati di lavoro, facciano l’invio a privati specializzati, per poi “vidimare” la diagnosi, si tratta di eccezioni.

La diagnosi quindi è un servizio che difficilmente consentirà a un privato non convenzionato di lavorare con continuità, anche se è molto competente, a parte eccezioni. Quindi, anche se è necessario conoscere bene tutta la procedura diagnostica, questa competenza può non essere più sufficiente a lavorare nel settore.

2) La riabilitazione, invece, viene generalmente affidata ai logopedisti.

Qualche anno fa, per evidenziare il vantaggio di affidare la riabilitazione a uno psicologo invece che a un logopedista, venivano evidenziati i limiti dell’intervento del logopedista, che si sarebbe focalizzato sugli aspetti meccanici del DSA, come la correttezza e la velocità di lettura. Invece lo psicologo sarebbe andato oltre, impostando un intervento metacognitivo, per aiutare il bambino a utilizzare strategie di controllo dell’apprendimento e a migliorare l’aspetto della comprensione del contenuto.

Corso ondemand: Come Lavorare nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento
Corso ondemand: Come Lavorare nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento

Tuttavia, oggi gli interventi dei logopedisti si sono evoluti. Non sono più meccanici, ma anche metacognitivi. In più, nell’immaginario collettivo, le famiglie continuano a percepire il logopedista come la figura di riferimento per la riabilitazione dei DSA e lo psicologo come il professionista che interviene solo in caso di ansia e depressione in comorbidità con i DSA. Il servizio pubblico spesso non può offrire un numero elevato di incontri con il logopedista, quindi spesso le famiglie poi si rivolgono a un logopedista privato.

Quindi lo psicologo che volesse dedicarsi alla riabilitazione, oltre a inserirsi in un contesto dove ormai da decenni il bisogno di riabilitazione è saturato dai logopedisti, dovrebbe impegnarsi anche contro stereotipi e pregiudizi, prima di potersi ritagliare una nicchia in un mercato comunque già affollato. Quindi, conoscere perfettamente la riabilitazione potrebbe non essere sufficiente a lavorare con continuità nei DSA in ambito privato, con le dovute eccezioni che comunque ci sono sempre.

In più, anche grazie al lavoro di molti psicologi, si è fortunatamente diffusa una maggiore sensibilità verso i DSA, anche presso insegnanti e famiglie. Tanti genitori riescono ad auto-organizzarsi, scambiandosi tutorial e condividendo strategie attraverso gruppi di muto-aiuto e forum online autogestiti. Questo va a vantaggio dei bambini, che ricevono molteplici sostegni, ma by-passando l’intervento dei professionisti, si corrono rischi, data la complessità dei DSA.

Cosa fare, quindi, se vuoi lavorare nei DSA, in uno scenario così complesso come quello attuale?

  • Sperare di essere l’eccezione. Ce ne sono tante. Tutte dovute a impegno, costanza e duro lavoro. Oggi però potrebbe non bastare impegnarsi, aggiornarsi e darsi da fare, per diventare l’eccezione che lavora privatamente a tempo pieno e con continuità in diagnosi e riabilitazione.
  • Trovare nuove opportunità, servizi in cui offrire le tue competenze, che rispondano ai tuoi interessi, ma che siano “Oceani Blu”, cioè ambiti circoscritti e non ancora sovraffollati, dove l’offerta ancora non supera la domanda, dove puoi fare la differenza e diventare un punto di riferimento.

Quali sono gli Oceani Blu nell’ambito della psicologia dell’età evolutiva, della neuropsicologia e dei disturbi dell’apprendimento?

Un di questi è lo screening dei prerequisiti della letto-scrittura. La letto-scrittura è il processo attraverso cui il bambino pianifica ed esegue la codifica e la decodifica di segni e simboli, come le lettere alfabetiche o i numeri (D’Amico, 2002).

Leggere, scrivere e contare richiedono processi cognitivi, emotivi e metacognitivi complessi, che si sviluppano a partire da prerequisiti, cioè abilità preliminari specifiche. Uno psicologo può impostare e realizzare un progetto di screening sui prerequisiti della letto-scrittura nei bambini che frequentano l’ultimo anno della scuola dell’infanzia, per verificare se posseggano le abilità preliminari che poi consentono loro di apprendere la letto-scrittura e il calcolo nella scuola primaria.

Lo screening è un’indagine estesa su un’ampia popolazione che ha un specifico range d’età, per rilevare eventuali indicatori di rischio, premonitori di specifiche difficoltà o disturbi (Arcolini, Zardini, 2003). Lo screening non deve essere confuso con la diagnosi precoce, che utilizza diversi strumenti rispetto allo screening. Lo screening, infatti, è una valutazione “collettiva” che può precedere una valutazione individuale più approfondita, poiché se dalla prima valutazione panoramica alcuni bambini risultano in difficoltà, è possibile intervenire subito e fare in modo che il problema non si aggravi.

Per lavorare oggi nei DSA è utile quindi:

  • Uscire dall’ottica classica di offrire “diagnosi e riabilitazione”;
  • Fare un’analisi dello scenario, con i suoi limiti e le sue opportunità;
  • Individuare nuovi bisogni, per offrire nuovi servizi.

In particolare, può fare la differenza:

  • Apprendere i prerequisiti della letto-scrittura;
  • Conoscere gli strumenti per valutare i prerequisiti;
  • Saper impostare un progetto di screening;
  • Saper proporre un screening agli interlocutori giusti;
  • Saper scrivere una relazione di screening.

 

Bibliografia

D’Amico, A. (2002). Lettura, scrittura, calcolo: processi cognitivi e disturbi dell’apprendimento. Milano: Carlo Amore.

Arcolini, I., Zardini, G. (2003). I disturbi di apprendimento della lettura e della scrittura. Milano: Franco Angeli.

Cornoldi, C. (1995). Metacognizione e Apprendimento. Bologna: Il Mulino.

Cornoldi, C. (2007). Difficoltà e disturbi dell’apprendimento. Bologna: Il Mulino.

Cornoldi, C. (1999). Il trattamento dei disturbi dell’apprendimento e il logopedista: quali mansioni, quali rapporti con neuropsichiatra infantile, psicologo, psicopedagogista? Psicologia Clinica dello Sviluppo, 2, pp. 319-326

Kim Chan, W., Mauborgne, R. (2005). Strategia Oceano Blu. Milano: Rizzoli.

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