Comportamenti di rabbia e vissuti d’ansia nei bambini: due emozioni strettamente legate

Laureata presso l'università di Bologna nel 2006, conseguo la specializzazione in psicoterapia sistemico-relazionale nel 2010, presso il Centro Bolognese di Terapia Famigliare. Dopo alcuni anni di l... Leggi la Bio
Comportamenti rabbia bambini

E’ molto frequente che i bambini con forti stati d’ansia siano anche protagonisti di reazioni eccessive, rabbiose, talvolta aggressive. E’ anche probabile che bambini collerici all’insistenza e con forti momenti di opposizione si mostrino insicuri e ansiosi. Come mai? C’è una relazione tra ansia e rabbia?

Sicuramente sì, c’è una forte relazione, sia nei soggetti in età evolutiva sia negli adulti.

I bambini possono presentare forti sintomi d’ansia fin dall’età prescolare: possono sentirsi preoccupati per tensioni presenti nel nucleo famigliare, possono avere dei timori legati a catastrofi ed eventi naturali disastrosi, possono essere spaventati da mostri, ladri, streghe, animali feroci o anche comuni, possono temere per la salute dei propri genitori o per la propria, possono soffrire d’ansia di separazione, così come aver l’ansia di non essere all’altezza o di non essere perfetti. Spesso i bambini con vissuti d’ansia sono bambini con alti standard prestazionali, sono bambini molto severi verso se stessi, con tratti di perfezionismo, molto attenti ad essere apprezzati dalle figure che ritengono più autorevoli. A volte sono bambini estremamente attenti e sensibili ai feedback comunicativi degli adulti di riferimento.

Alcuni bambini ansiosi vivono in un mondo in cui tutto è allarmante, minaccioso, faticoso e difficilmente gioioso e godibile, con forti messaggi di tensione da parte degli adulti di riferimento: elevati stati d’ansia da parte degli stessi adulti, elevate richieste prestazionali, forte tendenza al controllo e alla critica, scarsa fiducia in sé e nel mondo da parte degli adulti. Altri bambini sviluppano caratteristiche ansiose per via dell’eccessiva rigidità in cui si trovano a crescere, per cui hanno molto bisogno di esercitare controllo sia per compiacere i propri adulti di riferimento, sia per gestire il portato d’angoscia che le aree di incertezza implicano. I bambini (e non solo) che soffrono molto l’ansia sono, infatti, estremamente in difficoltà nel tollerare e gestire l’incertezza.

Proprio il forte bisogno di controllo, così come la ricerca di un “protagonismo di eccellenza” (cioè il bisogno di mettersi in luce sempre in un ruolo di assoluta bravura e competenza “Sono in grado di…, sono sempre capace, sono il migliore, sono adeguato, so rendere contento il papà, so come rispondere alle aspettative della mamma” ecc), e nello stesso modo la poca tolleranza dell’errore e dell’incertezza, sono i potenti motori delle esplosioni emotive che osserviamo spesso nei bambini. La rabbia assume in questi casi importanti significati.

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L’ansia, che di solito produce una forte tendenza al controllo, quando non riesce ad essere gestita dalle diverse forme di contenimento che il bambino ha appreso, induce una forte disorganizzazione del sé che si esprime, anche, con le ben note ondate emotive di rabbia.

E’ importante saper dare un significato relazionale evolutivo a tali espressioni di rabbia. Certamente forti esplosioni di rabbia in bambini con una solida “carriera” di iper-controllo emotivo possono lasciare disorientati gli adulti o mandarli facilmente in agitazione (e in molti casi si tratta di adulti già fortemente ansiosi o prestazionali). E’ importante lavorare con i genitori di questi bambini con l’obiettivo di maturare una sempre più forte cosapevolezza del riverbero aggressivo che un acceso stato d’ansia del genitore può indurre nel bambino. E’ fondamentale lavorare sull’ascolto di sé degli adulti, del proprio tono di voce, del ritmo del respiro e delle cose che si dicono, del modo in cui si parla con la voce e con il corpo, del piacere di stare insieme o sulla fatica (che si può trasformare? O limitare? O leggere in un modo che ne consenta un ridimensionamento o un’evoluzione o comunque si può tematizzare in una relazione terapeutica?). I bambini sono estremamente ricettivi ai messaggi non verbali che inviamo loro. Un diverso atteggiamento dei genitori può influire significativamente, come sappiamo, sui comportamenti dei bambini. Naturalmente non esistono determinismi causali, è sempre utile ragionare in un’ottica circolare, per cui anche i comportamenti dei bambini influenzano gli stati d’animo e le modalità relazionali degli adulti. Non si può mai smettere di sottolineare però il ruolo di responsabilità degli adulti nella conduzione relazionale .

Si può, in molti casi, valutato il percorso specifico del bambino, ritenere auspicabile uno “scongelamento” emotivo, pur se tale passaggio dovesse passare da tormentati episodi di accesa rabbia. E’ chiaro, infatti, che un bambino poco esperto nel modulare le proprie espressioni emotive (perché molto allenato nel trattenerle) non si sentirà particolarmente competente nel comunicare i propri vissuti e facilmente passerà da una polarità all’altra: dal “congelamento” all’esplosione, dal trattenere al “vomitare” tutto. Un passaggio così dirompente può però rappresentare una parziale maturazione del bambino. Perché? Perché il bambino esercita finalmente la sua necessità di affermazione, si concede di mostrarsi autenticamente e richiede una nuova posizione relazionale agli adulti con cui interagisce. Tutto questo va letto e significato restituendo un senso al cambiamento osservabile nel bambino e con l’obiettivo di individuare quali risposte possono risultare maggiormente utili al bambino:

  • finchè per il bambino non sarà possibile regolare in autonomia i propri contenuti emotivi, saranno i suoi adulti di riferimento a fornirgli la necessaria regolazione;
  • contemporaneamente si dovrà tentare di dar risposta ai bisogni espressi dal bambino (bisogno di essere pensato e visto, bisogno di uscire dalla passività, bisogno di essere ancora accudito, ecc);
  • infine, sarà necessario lavorare sull’integrazione delle polarità emotive (e forse semantiche ) del bambino e di tutta la sua famiglia. Sarà proprio attraverso la testimonianza e il lavoro personale dei suoi adulti di riferimento che il bambino potrà elaborare una maggior integrazione emotiva.

 

Rabbia infantile strumenti lavoro psicologicoQuesta sarà una delle temtiche che affronteremo durante il corso “La rabbia infantile. Strumenti e strategie per il lavoro psicologico con i bambini e i loro genitori”. Per tutte le informazioni collegatevi a:

La Rabbia Infantile: strumenti e strategie per il lavoro psicologico con i bambini e i loro genitori

 

Dott.sa Francesca Broccoli

Psicologa Psicoterapeuta

 

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