Coronavirus e alimentazione: è tempo di Mindful Eating!

La pandemia del COVID-19 – o Coronavirus che dir si voglia – ha decisamente sconvolto le nostre vite. Ognuno, contestualmente alle proprie attività e alle proprie routine, si è trovato a doversi rapidamente adattare ad una nuova condizione, che ci costringe a stare da soli o a convivere con persone con le quali esistono dei conflitti, a rinunciare a molte attività ricreative, a ridurre l’attività sportiva, a ridurre l’esposizione alla luce naturale, l’incontro con le persone e a gestire nel migliore dei modi possibili i bambini e le loro menti curiose, rimaste, improvvisamente, senza troppe attività. Abbiamo ridotto i contatti, gli abbracci e le strette di mano.

Questo – e da psicologi lo sappiamo bene! – ha un effetto importante sull’umore. Non si tratta solo di stress derivante dallo stravolgimento delle nostre abitudini, ma di una deprivazione improvvisa e violenta di tutte quelle attività o fonti naturali di benessere: tutte le nostre attività ludiche, il movimento, la natura e l’aria fresca, i contatti e gli “assembramenti”, parola che oramai ci incute timore.

Gli esseri umani si incontrano perché sono animali sociali e incontrare persone è fonte di benessere.

Tutto questo ci è stato portato via, in maniera brutale. Ed è evidente che, anche se con una certa dose di humor e creatività tipica degli italiani, stiamo “svalvolando”. Le stories di Instagram sono piene di persone che si prendono in giro su quanto stanno mangiando in questo periodo. Ecco che la quarantena a cui tutti siamo costretti lascia dei vuoti nel tempo di molti e si accompagna a malessere che viene gestito col cibo.

“Mi annoio. Che faccio? Mangio”.

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“Sono in ansia. Che faccio? Mangio”

“Sono arrabbiato. Che faccio? Mangio.”

Questo accade perché il cibo è qualcosa che possiamo vedere e assume, in questi casi, le sembianze di un nemico materico, concreto e che, alle brutte, si può prendere a morsi o gettare nella pattumiera. Ma delle emozioni si sentono gli effetti, senza vederne le cause. Non le possiamo vedere eppure sappiamo che ci sono, perché fanno male. È più facile lottare col cibo che con le emozioni, se di lotta si tratta. Ma ovviamente, restano le ferite della battaglia.

Sovrappeso e patologie metaboliche sono le più comuni.

Ritengo che noi psicologi siamo fortunati da questo punto di vista. Abbiamo degli strumenti in più, che risultano utili in primis a noi stessi, poi alle persone che ci sono di fianco e per esteso a tutti coloro che si rivolgono a noi. La mindful eating è fra quegli strumenti per cui sono grata alla vita e alla formazione che ho scelto.

La mindful eating in questo particolare periodo è quanto mai utile. Ho scritto tanto sull’argomento (vedi, ad esempio, “Mindful Eating: cos’è e a cosa serve“).

Si tratta di un nuovo rapporto col cibo che non si basa su divieti, programmi, restrizioni, ma su un’esplorazione genuina e curiosa, aperta e sincera, volta a smantellare i nostri tabù ansiogeni, a recuperare un rapporto sereno, saggio e positivo con il cibo, l’alimentazione e il nostro corpo.

Momenti delicati come questo favoriscono l’emersione delle disfunzionalità di ognuno, comprese quelle che riguardano il cibo. Formazione Continua in Psicologia da anni forma colleghi sul protocollo di mindful eating MB-EAT (Mindfulness Based-Eating Awareness Training), permettendo loro di partecipare al protocollo innanzitutto da pazienti, oltre che da professionisti. Chi partecipa attivamente al protocollo, infatti, esperisce su di sé gli effetti di questo percorso potente, per poter essere, poi, in grado di attuarlo con i propri pazienti. I feedback di chi partecipa al corso MB-EAT sono pieni di gratitudine per gli effetti inaspettati sulle vite stessi dei colleghi, oltre che su quelle dei loro clienti.

L’emergenza in cui ci troviamo riguarda tutte le sfere della nostra vita, anche quella alimentare. Perché non imparare a gestirla nel migliore dei modi possibili?

 

Se sei curioso e vuoi approfondire il programma MB-EAT, visita la pagina del corso:mindful eating corso

 

 

 

 

Teresa Montesarchio

Psicologa, Psicoterapeuta

Lifetime Member The Centre for Mindful Eating

 

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