Coronavirus e bambini

Redazione di FCP - FormazioneContinuaInPsicologia.it... Leggi la Bio
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La pandemia COVID-19 ha determinato drastici cambiamenti nella vita delle famiglie di tutto il mondo e i genitori hanno dovuto decidere come parlare con i bambini del coronavirus.

Molti esperti, tra cui psicologi infantili, specialisti in traumi e resilienza e sostenitori del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia concordano sul fatto che, mentre i genitori dovrebbero essere consapevoli delle proprie ansie e riflettere su come discutere del coronavirus, i bambini non dovrebbero essere tenuti all’oscuro.

Ma non dovremmo proteggere i bambini dalla paura e dalla preoccupazione?

In questo tempo di incertezza, alcuni genitori si interrogano sul se la pandemia di COVID-19 possa causare una perdita di “innocenza” nei bambini.

Per taluni, infatti, parlare con i bambini della realtà di una pandemia rappresenta una prospettiva preoccupante, data la diffusa convinzione che l’infanzia debba essere spensierata. Inoltre in combinazione con le pressioni contemporanee per intrattenere, esercitare ed educare i bambini a diventare adulti di successo, molti genitori, oggi, pensano sia necessario costruire un’infanzia innocente, magica, proteggendoli dalla tristezza, dal dolore, dalla paura e persino dalla delusione.

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L’innocenza infantile è una costruzione moderna che si ispira in gran parte al lavoro dei primi pensatori moderni come Jean-Jacques Rousseau.

La cui concezione dell’innocenza infantile era radicata in una visione del “mondo bianco”, borghese, eurocentrica ed etero-patriarcale che escludeva le realtà vissute di tutti coloro che non appartenevano a classi privilegiate.

L’ideale dell’innocenza dell’infanzia era ed è ancora emarginazione. Queste idee ottocentesche sull’innocenza infantile hanno anche fatto sì che le esperienze difficili – come quelle dei bambini storicamente emarginati – sembrassero anormali.

La realtà è che l’infanzia come stato di innocenza – di non sapere o di inesperienza – è un mito. Tutti i bambini provano tristezza, dolore, paura e delusione, alcuni prima e in misura maggiore di altri.

Per molti bambini, come quelli che hanno vissuto malattie, disastri naturali, povertà o traumi – e per i bambini che vivono il razzismo, non è l’attuale pandemia la loro prima esperienza di avversità.

Ora, però, COVID-19 sta costringendo tutti, giovani e anziani, a confrontarsi con la realtà dell’isolamento sociale, della malattia e della morte.

Il COVID-19 può essere un’opportunità per ripensare le pervasive e dominanti credenze occidentali nell’innocenza come ideale universale dell’infanzia.

Possiamo creare uno spazio per un dialogo più aperto sui diritti e le capacità dei bambini.

La pandemia globale è un promemoria che ci mostra che nessun bambino è esente da emozioni ed esperienze difficili, perché nessuno ne è immune. Anche i genitori con le più abbondanti risorse finanziarie, culturali e persino politiche non possono proteggere completamente i loro figli dagli effetti profondi e diffusi di COVID-19. Eppure la pandemia ci ricorda anche che il disagio discrimina.

Se da un lato il distanziamento sociale genera disagi alle famiglie che sono in grado di lavorare da casa, dall’altro le sfide sono molto più evidenti per coloro che lavorano in prima linea nei servizi essenziali o che devono affrontare il licenziamento, così come per coloro che vivono senza casa o che vivono in rifugi o in case popolari.

Queste disuguaglianze sono messe a fuoco alla luce della crisi attuale, ma non sono una novità: i bambini nel mondo intero subiscono ogni giorno gli effetti discriminatori della disuguaglianza.

Quando ci concentriamo sulla protezione dell’innocenza dei bambini proteggendoli dalle avversità, mettiamo a tacere le emozioni e le esperienze difficili. Inoltre, possiamo dar loro modo di non conoscere le ingiustizie.

I bambini hanno dei diritti

In questi tempi incerti, è logico che ci si debba preoccupare del benessere dei bambini.

Ma sostenere i loro diritti umani oggi e ogni giorno significa prendere sul serio le loro domande, le loro preoccupazioni e le loro capacità.

 

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Sarà un momento per ragionare insieme sulle nozioni del emotivo e sulla comprensione degli stati psicologici nell’infanzia, nel corso del seminario verrà introdotto questo tema attraverso un breve inquadramento teorico sulla necessità del dialogo emotivo e sulla comprensione degli stati psicologici nell’infanzia, la Prof.ssa Baumgartner fornirà  a colleghe e colleghi psicologi alcune informazioni sull’impatto psicologico delle misure di confinamento sociale dei bambini.
La prof.ssa inoltre passera un TUTORIAL per gli psicologi, da poter scaricare ed usare nelle consulenze in essere con genitori

 

Fonte:

Articolo tradotto e adattato

theconversation

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