Forza e fragilità dello psicoterapeuta e della psicoterapia

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Corso attivo dal giorno 28/01/2022
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Si toccheranno i nuclei più profondi e importanti della psicoterapia, complicato e prezioso lavoro che è uno dei tanti doni della modernità. 

Il primo nucleo essenziale riguarda la responsabilità grande che lo psicoterapeuta ha nei confronti di chi prova ad aiutare. Egli, infatti, entra nella vita di persone che almeno in quella fase vivono una condizione di fragilità, o di confusione, o di dolore e dunque sono vulnerabili.
Questo impone allo psicoterapeuta la necessità di essere attento a sé stesso, al proprio funzionamento, per essere massimamente attento a chi a lui si rivolge.

Un secondo elemento essenziale del lavoro psicoterapico è il rifiuto dei giudizi veloci, quelli che nella salute mentale diventano a volte diagnosi affrettate e stupide, che condannano chi le riceve a una definizione di sé sempre incompleta e quasi sempre sbagliata, e condannano il terapeuta alla incomprensione di chi gli sta davanti. La diagnosi è talvolta una “etichetta ignorante”, che dice poco della persona viva cui si riferisce, e dunque in fondo inutile, ma non per questo meno dannosa, nelle sue conseguenze. 

Un terzo nucleo essenziale parte dal convincimento del nostro essere, tutti, niente altro che relazioni: relazioni con gli altri, a cominciare da chi ci ha messo al mondo, ma anche con ogni altro elemento dell’ambiente: l’aria, la terra, la cultura cui apparteniamo, le città che abitiamo. Siamo nodi di una stessa infinita rete, e per questo il prendersi cura di tutto ciò che ci sta intorno, ambiente e persone, e prendersi cura di sé stessi sono la medesima cosa. 

La delicatezza e l’importanza del ruolo chiedono allo psicoterapeuta di restare consapevole dei suoi limiti personali, della sua ignoranza di tanti aspetti delle persone che ha di fronte – come di tanti aspetti propri. Accettando la presenza in sé del proprio lato oscuro, cioè di quei sentimenti negativi (la rabbia, l’odio, l’invidia, per esempio) che devono essere visti e compresi, per non diventare ostacolo all’aiuto professionale che si vuole dare. 

Lo psicoterapeuta non è una persona migliore del suo paziente, è solo un professionista che è tanto più competente quanto più è umile.

Infine, il suo lavoro insegna ogni giorno allo psicoterapeuta la necessità e l’utilità, per il bene di ciascuno e di tutti, di dare voce a chi ha meno potere, a causa delle sue condizioni sociali o di salute, di età o di genere, di orientamento sessuale o del suo essere in quel momento privo della libertà. Questa possibilità gli dà anche una grande e impegnativa – ma bella – responsabilità sociale: quella di dare testimonianza di quelle realtà, contribuendo così, nel suo piccolo, al cammino della civiltà.

 

Docenti


Giuseppe Vinci

Psicologo psicoterapeuta, è stato Dirigente Psicologo della ASL Taranto,  presso il Consultorio Familiare di Grottaglie, dal gennaio 1982 al febbraio  2014. Già Direttore della Scuola di...
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Francesca Andronico

"Non far caso a me, io vengo da un altro pianeta. Ancora vedo orizzonti dove tu disegni confini" ~ Frida Kahlo  Sono una Psicologa Iscritta all’Albo A dell’Ordine del Lazio con il N°...
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Alpes Italia

Alpes Italia srl è una Casa Editrice che svolge un ruolo attivo nella comunicazione, avvalendosi della collaborazione di Autori prestigiosi, italiani e stranieri, che hanno riconosciuto nel suo...
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128 recensioni per questo corso

  1. ANNA GUIDOTTI

    Interessante, un utile confronto

  2. Fulvio Frati

    Un corso breve ma estremamente preciso nel caratterizzare sia il valore e le potenzialità curative della Psicoterapia sia i limiti e le consapevolezze di essi che lo Psicoterapeuta deve non solo conoscere con chiarezza, ma anche tenere sempre ben presenti durante l’esercizio di questa sua fondamentale, ma al tempo stesso estremamente delicata e significativa sia per sé che per i propri pazienti, attività specialistica.

  3. Ludovica Solari (proprietario verificato)

    Interessante

  4. Gisella Cammareri

    ottimo

  5. Caterina Appia (proprietario verificato)

    .

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