Depressione e uso di Social media tra gli Adolescenti

Depressione e uso di Social media tra gli Adolescenti

La depressione è una delle malattie mentali più frequenti in tutto il mondo, che genera disabilità, dipendenza e spese significative per i sistemi sanitari.

L’adolescenza è un periodo particolarmente rilevante per lo sviluppo di disturbi depressivi.

Va notato che durante l’adolescenza la sintomatologia depressiva può essere più ampia rispetto all’età adulta, manifestandosi attraverso l’irritabilità, l’aggressività, l’evitamento o altri comportamenti in aggiunta a quelli tipici della depressione. Inoltre, in questo periodo i giovani possono essere particolarmente influenzati da fattori sociocontestuali, come l’uso di tecnologie mobili e social media (MTSM). Tuttavia, l’effetto dell’esposizione a queste tecnologie sullo sviluppo di disturbi depressivi in questa fascia d’età rimane poco chiaro.

L’uso di tecnologie mobili e social media è aumentato notevolmente negli ultimi anni, in particolare a partire dagli anni ’90, e gli adolescenti possono ora essere considerati “nativi digitali”, cioè esposti a dispositivi e tecnologie mobili come telefoni cellulari o tablet fin dalla nascita. Questa esposizione generalizzata ai social media implica un cambiamento nel modo in cui gli adolescenti interagiscono e comunicano, integrando naturalmente l’uso di queste tecnologie nei loro schemi di percezione sociale. Pertanto, l’uso di tecnologie mobili e social media potrebbe essere particolarmente rilevante, data la potenziale influenza sulla salute degli adolescenti, in particolare sulla loro salute mentale e sullo sviluppo o la prevenzione della depressione.

Uno dei principali usi delle tecnologie mobili e social media tra gli adolescenti è la comunicazione e l’interazione sociale con i loro gruppi di pari attraverso vari mezzi, tra cui le app di messaggistica istantanea (ad esempio, WhatsApp e i social network). Alcune di esse si distinguono per il loro utilizzo in questa popolazione: Instagram, Snapchat, Twitter e Facebook.

L’utilizzo dei tecnologie mobili e social media potrebbe rivelarsi vantaggioso nel senso che possono promuovere la creatività, aumentare la presenza e la partecipazione sociale e fornire agli adolescenti un rapido accesso a diversi tipi di informazioni, comprese quelle relative alla promozione di comportamenti e abitudini salutari.

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Tuttavia, l’uso di tecnologie mobili e social media potrebbe anche essere correlato a problemi come la dipendenza da internet, l’assenteismo e l’insuccesso scolastico, il deterioramento delle relazioni familiari e di amicizia e diversi problemi di salute fisica e mentale (tra cui danni corporei autoinflitti, disturbi alimentari e depressione). Inoltre, l’uso delle tecnologie mobili e social media può anche promuovere comportamenti dannosi per la salute, tra cui l’autolesionismo, il suicidio, la violenza e specifici comportamenti dannosi come il cyberbullismo, l’adescamento o il sexting che derivano dall’uso di queste tecnologie.

Nonostante l’abbondanza di letteratura, comprese le revisioni sistematiche e le meta-analisi, la maggior parte delle prove esistenti si basa su studi trasversali o indagini. Mettere insieme o sintetizzare i dati e utilizzare un approccio il più ampio possibile (ad esempio, una revisione generale) potrebbe essere utile per determinare le attuali conoscenze sul fatto che l’uso di tecnologie mobili e social media sia la causa o la conseguenza della sintomatologia depressiva.
Nonostante l’ampia varietà di vantaggi e svantaggi che l’uso delle nuove tecnologie può presentare per i giovani, l’influenza che il loro utilizzo potrebbe avere sullo sviluppo della depressione non è chiara. Pertanto, l’obiettivo di questa revisione è stato quello di sintetizzare le prove disponibili sull’associazione (intensità e direzione) tra la depressione e l’uso di MTSM negli adolescenti.

I risultati delle revisioni incluse suggeriscono che il confronto sociale e l’eccessivo coinvolgimento personale degli adolescenti nell’uso di tecnologie mobili e social media potrebbero essere correlati allo sviluppo di sintomi depressivi.

Tuttavia, l’uso di tecnologie mobili e social media, se adeguatamente adattato, potrebbe anche promuovere comportamenti sani, migliorare il supporto sociale e persino diventare un punto di accesso alle informazioni e all’aiuto per gli adolescenti a rischio di depressione.

Sia le tecnologie mobili che i social media sono aspetti importanti del modo in cui interagiamo oggi e hanno trasformato il modo in cui le generazioni che adottano il tecnologie mobili e social media e i nativi digitali comunicano. L’uso di tecnologie mobili e social media presenta grandi opportunità in termini di creatività e modalità di apprendimento, ma può anche comportare alcuni rischi come l’isolamento e l’interazione sociale limitata. Nonostante ciò, lo studio dei possibili effetti sulla salute, in particolare sulla depressione, degli adolescenti che utilizzano i tecnologie mobili e social media è un fenomeno relativamente recente. Per questo motivo, va notato che tutte le recensioni incluse in questo studio sono state pubblicate negli ultimi 5 anni.

Le evidenze di diversi studi pubblicati finora, e in particolare dal 2017, suggeriscono un’associazione positiva e significativa tra alcuni aspetti dell’uso dei social media e la presenza di sintomi depressivi tra gli adolescenti. Due fattori rilevanti che hanno aumentato la portata di questa associazione sono stati l’uso problematico dei social network e l’eccessivo confronto sociale. Ci sono prove meno rilevanti che indicano altri fattori legati agli effetti indesiderati dei social network, come un livello più elevato di coinvolgimento personale nelle reti, definito come il grado di esposizione e le informazioni personali che gli adolescenti pubblicano sulle reti o l’esposizione a contenuti che promuovono comportamenti di tipo depressivo.

 

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Infine, vale la pena di menzionare che è stato identificato un elevato numero di studi che indicano associazioni tra l’uso dei social network e altri effetti indesiderati come ansia, molestie, dipendenza da internet o da smartphone. Per quanto riguarda la dipendenza da Internet, il tempo totale di utilizzo, la frequenza di consultazione e altre variabili relative all’eccesso di utilizzo, sia in termini di frequenza che di tempo, possono essere più rilevanti delle variabili trovate in questo studio, che si concentrano specificamente sulla sintomatologia depressiva.

Va notato che l’impatto dei fattori identificati, in particolare del confronto sociale, sullo sviluppo della depressione potrebbe essere influenzato dal livello di benessere e ricchezza della famiglia. Di conseguenza, coloro che provengono da famiglie con uno status socioeconomico inferiore potrebbero avere un rischio elevato di sviluppare la depressione quando sono esposti a persone più ricche. Inoltre, questi fattori potrebbero essere particolarmente correlati allo sviluppo di alcuni sintomi depressivi specifici (per esempio, problemi di sonno o diminuzione della capacità di pensare o concentrarsi). Ulteriori ricerche longitudinali incentrate su fattori specifici, come l’ambiente familiare, e che tengano conto di sintomi depressivi specifici potrebbero essere utili per prevenire il potenziale sviluppo della depressione negli utenti di tecnologie mobili e social media.

Sottolineando il fatto che i social network non implicano necessariamente un impatto negativo sullo stato d’animo dei giovani, altri studi hanno descritto gli effetti desiderabili che l’uso dei social media potrebbe avere. In questo senso e in linea con i risultati di questi studi, le evidenze trovate in questo studio suggeriscono che le reti sociali possono promuovere il supporto sociale e persino diventare punti di accesso alle informazioni e all’aiuto per le persone con disturbi depressivi. Come suggerito, l’uso di tecnologie mobili e social media sotto la supervisione di un adulto potrebbe essere correlato alla promozione di un uso sano di tecnologie mobili e social media, nonché alla prevenzione di possibili conseguenze negative come la sintomatologia depressiva. Inoltre, l’uso delle nuove tecnologie potrebbe facilitare la connessione dei giovani con più cerchie sociali, riducendo la loro percezione di solitudine o isolamento.

Alcuni studi hanno individuato differenze tra ragazzi e ragazze nell’impatto che le reti sociali hanno sullo sviluppo di sintomi depressivi. Ricerche precedenti hanno proposto che la prevalenza dell’uso intensivo delle tecnologie mobili potrebbe essere maggiore nelle donne rispetto agli uomini. Inoltre, l’uso delle tecnologie mobili potrebbe essere principalmente a scopo relazionale tra le donne adolescenti e strumentale o di svago tra gli uomini adolescenti, rendendo le donne più esposte agli effetti delle reti sociali.

Sebbene la meta-analisi di McCrae et al non ha determinato una base teorica per le potenziali differenze, ci sono alcuni studi inclusi nell’analisi e uno studio incluso nella revisione sistematica di Keles et al  che mostrano una maggiore correlazione tra confronto sociale e depressione nelle donne. Questo potrebbe farci ipotizzare che concentrare le misure preventive sul confronto sociale nelle donne adolescenti e sulle piattaforme di svago, come quelle di gioco, negli uomini adolescenti potrebbe essere efficace per prevenire gli effetti indesiderati dei social network e dell’uso della tecnologia mobile tra gli adolescenti. Ulteriori ricerche volte a dimostrare questa ipotesi potrebbero essere preziose.

I possibili limiti dello studio.

Il primo è la mancanza di prove longitudinali o sperimentali in relazione all’uso dei social network e delle tecnologie mobili e al loro impatto sulla sintomatologia depressiva. In questo senso, la maggior parte degli studi inclusi nella letteratura esaminata erano trasversali e basati su sondaggi, precludendo la possibilità di stabilire relazioni causali tra le variabili. In quanto tale, è difficile stabilire se l’uso dei social network e delle tecnologie mobili sia la causa o la conseguenza della sintomatologia depressiva, e ulteriori studi longitudinali per verificare queste ipotesi potrebbero essere preziosi.

Va inoltre menzionata la possibile eterogeneità dei problemi di salute e dei modelli realizzati o delle attività osservate negli studi quando si utilizzano i tecnologie mobili e social media. Mentre alcuni erano incentrati sulla depressione clinica diagnosticata da un professionista, altri erano incentrati su criteri di depressione meno validi, il che potrebbe limitare la comparabilità delle revisioni incluse. Inoltre, alcune revisioni includevano persone dipendenti da Internet. Ciononostante, l’obiettivo generale di questa revisione era quello di determinare la relazione tra i disturbi depressivi e l’uso di tecnologie mobili e social media, che consideriamo completata attraverso gli studi inclusi in questo articolo, indipendentemente dalle metriche di depressione e dalle popolazioni specifiche utilizzate nelle revisioni selezionate.

Infine, dobbiamo menzionare il limite di aver escluso attivamente gli studi sul cyberbullismo, sulla dipendenza dalle nuove tecnologie o su altri sintomi e comportamenti dannosi che potrebbero essere parte o correlati a una malattia depressiva. Data la loro importanza e l’abbondanza di prove su questi fenomeni, questi comportamenti meritano di essere trattati come entità separate e, come suggeriscono le ricerche precedenti, dovrebbero essere condotte revisioni specifiche su questi comportamenti.

In conclusione, il nostro studio dimostra che, durante l’adolescenza, l’uso di tecnologie mobili e social media e in particolare l’eccessivo confronto sociale e il coinvolgimento personale durante il suo utilizzo potrebbero essere associati allo sviluppo di una sintomatologia depressiva. Tuttavia, l’uso adattivo di tecnologie mobili e social media potrebbe anche aiutare a prevenire lo sviluppo della depressione, promuovere il supporto sociale e persino diventare un punto di accesso alle informazioni e di aiuto per le persone con disturbi o sintomi depressivi. Altre variabili, come il tempo trascorso su Internet e sui social network, la frequenza di consultazione e i fattori legati all’eccesso di utilizzo, sia in termini di frequenza che di tempo, possono essere più rilevanti nello sviluppo di altri problemi come la dipendenza da Internet. A causa dell’eterogeneità della metodologia e dei risultati contraddittori delle rassegne incluse in questa revisione generale, la ricerca prospettica, in particolare gli studi di coorte longitudinali e gli studi controllati randomizzati, potrebbe essere preziosa per fornire prove più solide su queste relazioni.

 

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Articolo liberamente tradotto da “Relationship Between Depression and the Use of Mobile Technologies and Social Media Among Adolescents: Umbrella Review“, di Jorge Arias-de la Torre, su https://www.j mir.org/20 20/8/e163 88/

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