I padri che passano del tempo con i loro figli soffrono meno di depressione

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Padri, figli e depressione: come sono collegati?

Una nuova ricerca ha scoperto che il permesso di paternità aiuta a prevenire la depressione nei padri.

Il 2020 ci ha costretto a ripensare il nostro approccio a molte delle routine quotidiane che davamo per garantite.

Negli USA una donna che ha un bambino potrebbe ricevere solo 6 settimane di congedo per maternità, mentre la paternità è prevalentemente ignorata.

Un nuovo studio dimostra che i padri avrebbero bisogno dei congedo genitoriale almeno quanto le madri. Forse è arrivato il momento di ripensare il modo in cui supportiamo le famiglie con i bambini appena nati.

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Anche i padri soffrono di depressione post-partum

La questione principale è la depressione post-partum, mentre è stata da tempo riconosciuta nelle madri, colpisce anche i padri, confermando l’esistenza di un legame stretto tra padri, figli e depressione. Il 10-20% delle madri soffre di depressione post-partum nel primo anno dopo il parto, ma anche i padri ne soffrono. Tra l’8 e il 10% dei padri sono colpiti dalla depressione post-partum, che è il doppio della percentuale di depressione generale tra la popolazione maschile generale.

Il fatto che molti genitori soffrano di depressione clinica nel primo anno di vita del bambino è un grave problema. E quando succede ai padri, diventa un problema ancora più grave.

Ci sono, inoltre, altri aspetti quando un padre è depresso. Un aspetto importante nella depressione post-partum nelle madri è che anche se un padre è d’aiuto, è più probabile che una madre soffra di depressione quando anche il padre è depresso. E, naturalmente, i padri depressi hanno un impatto anche sui figli. Infatti, i figli di padri depressi hanno più problemi comportamentali e di salute mentale.

Prevenire la depressione post-partum nei genitori

Molti studi hanno osservato che i padri depressi sono meno legati ai loro figli. Molti hanno dedotto che sia la depressione che rende i padri più distanti. Ma se fosse diversamente?

Se i padri che non legano attivamente con i propri figli finiscono per essere depressi?

Quando i padri sono legati ai loro figli, l’impatto è evidente. Un coinvolgimento paterno maggiore durante l’infanzia è strettamente legato a:

  • una diminuzione dei tassi di mortalità infantile;
  • un QI maggiore per i bambini già a 3 anni;
  • un attaccamento padre-figlio più sicuro.

La quantità di tempo che un padre passa interagendo con i propri bambini durante l’infanzia si correla a una minore predominanza di problemi comportamentali nel bambino quando arriva all’asilo.

In poche parole, i bambini hanno bisogno del papà, ma forse i padri hanno ancora più bisogno dei propri figli.

I padri hanno bisogno di tempo con i figli

Un nuovo studio pubblicato dalla rivista gratuita “Frontiers in Psychology” osserva la questione. Questo è il primo studio che rivela che il coinvolgimento di un padre con il proprio figlio previene l’insorgenza di depressioni tardive.

“Abbiamo scoperto che i padri che passano del tempo con i neonati subito dopo la nascita hanno meno possibilità di soffrire di depressione nell’anno successivo” ha detto l’autore dello studio il Dott. Olajide N. Bamishigbin Jr., assistente di cattedra di Psicologia alla California State Univerisity di Long Beach.

“Nel nostro articolo, suggeriamo alcuni motivi per cui un maggiore coinvolgimento genitoriale per il padre potrebbe prevenire la depressione. Per esempio, i padri che sono più coinvolti durante l’infanzia possono sentirsi più competenti come genitori e soddisfatti nel loro ruolo genitoriale a lungo andare, e può essere un contributo a diminuire i sintomi di depressione.”

Lo studio

Uno studio ha analizzato la relazione esistente tra padri, figli e depressione. I ricercatori hanno condotto 881 interviste a padri dopo un mese dalla nascita dei figli. I padri sono stati descritti come etnicamente diversi, provenienti da cinque diverse aree degli USA.

Sono stati osservati tre fattori chiave:

  1. quanto tempo i padri passano con i figli;
  2. il senso di efficienza come genitori;
  3. il materiale di supporto per il bambino.

I ricercatori hanno, inoltre, somministrato ai padri la Scala di Edimburgo per la Depressione Post-Partum quando i bambini avevano 1 mese, 6 mesi e 1 anno. Tutti questi fattori sono stati importanti, ma quello relativo al tempo passato con i figli ha sorpreso i ricercatori.

“Nel nostro studio, un coinvolgimento maggiore nella prima infanzia è stato correlato con una minore possibilità di depressione in seguito. Questo è un elemento molto importante perché suggerisce che se il padre è maggiormente coinvolto nella vita del neonato sia subito che successivamente, la sua salute mentale e la salute dell’intera famiglia può decisamente trarne vantaggio.” ha detto Bamishigbin.

Suggerimenti e conclusioni

“Questo è il motivo per cui suggeriamo un congedo di paternità pagato che possa permettere ai padri di avere l’opportunità di essere maggiormente coinvolti nella relazione coi loro bambini e di ottenere maggiore confidenza come genitori sin da subito senza doversi preoccupare della sicurezza economica.” ha continuato.

Spera che come i padri saranno in grado di essere più coinvolti nell’infanzia del bambino, le nuove generazioni saranno maggiormente in grado di prosperare. Per Bambishigbin questo riguarda il benessere dell’intera famiglia.

 

Articolo liberamente tradotto e adattato. Fonte: Psychology Today.

 

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