Incorporare il gioco nel trattamento CBT per bambini con PTSD

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Il trattamento cognitivo comportamentale (CBT) per bambini e adolescenti con diagnosi di PTSD è considerato efficace e spesso serve come trattamento di “prima linea” per questa popolazione.

I protocolli CBT per il trattamento di bambini con PTSD

La maggior parte di questi protocolli include:

  • moduli di psicoeducazione;
  • esposizioni in vivo a fattori scatenanti legati al trauma;
  • tecniche di gestione dello stress;
  • consulenza ai genitori;
  • lavoro narrativo o elaborazione emotiva dell’esperienza traumatica.

I protocolli CBT per i bambini con diagnosi di PTSD, come la terapia dell’esposizione prolungata per adolescenti (PE-A) e la CBT focalizzata sul trauma (TF-CBT) si sono rivelati adeguati per soddisfare le esigenze di sviluppo di bambini e adolescenti.

Alcuni esempi di tali adattamenti sono l’uso delle storie come mezzo per la psicoeducazione, l’uso dei disegni per raccontare l’esperienza traumatica e il coinvolgimento dei genitori nel corso del trattamento.

Nonostante i suddetti adattamenti alla popolazione pediatrica, le tecniche di CBT, come l’esposizione graduale a fattori scatenanti legati al trauma o la ristrutturazione cognitiva, sono spesso difficili da eseguire con i bambini piccoli. Le limitate capacità di pensiero verbale e astratto dei bambini piccoli potrebbero ostacolare l’attuazione di tali tecniche. Inoltre, è probabile che i bambini e gli adolescenti siano impulsivi e limitati nell’auto-riflessione, mentre un impegno nei compiti di esposizione richiede motivazione, tolleranza per la frustrazione e comprensione del proprio comportamento.

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CBT e gioco

L’inclusione del gioco nella CBT può migliorare il coinvolgimento e il rapporto del bambino durante il trattamento. Si ritiene che l’integrazione di elementi di gioco nella CBT sia un mezzo efficace per migliorare l’utilità della CBT per i bambini con diagnosi di disturbi d’ansia e PTSD. Inoltre, il gioco stesso può contribuire all’adattamento mentale del bambino.

Nel 2018, Schaefer e Drewes esaminano diversi meccanismi attraverso i quali il gioco può alleviare paure e ansie. Ad esempio, il gioco può evocare affetti positivi e ridurre lo stress, che contraddicono l’affetto negativo. Il gioco immaginativo fornisce al bambino uno spazio sicuro e l’opportunità di essere gradualmente esposto a stimoli che producono ansia. Il gioco può anche dare al bambino un senso di controllo e competenza. Attraverso il gioco di fantasia e il gioco di ruolo i bambini possono esternare le loro difficoltà, sentendone così meno vergogna e più capaci di superarle. Inoltre, il gioco è spesso una modalità naturale di auto-espressione per i bambini piccoli, le cui abilità linguistiche sono ancora in via di sviluppo.

Il gioco e l’esperienza traumatica

Questi vantaggi del gioco possono essere particolarmente importanti nel contesto dell’esperienza traumatica.

Una maggiore resilienza nei bambini che sono stati esposti al terrorismo è stata associata a:

  • maggiore tendenza a partecipare al gioco;
  • migliore capacità di pianificare e riprodurre una narrativa coerente, progressiva, creativa e soddisfacente;
  • migliore capacità di auto-calmarsi;
  • maggiore tendenza a impegnarsi in una relazione con un adulto durante il gioco.

Sfortunatamente, mentre il gioco può essere utile nell’elaborazione di eventi traumatici, l’esposizione a eventi traumatici può portare a una riduzione difensiva del gioco simbolico dei bambini.

Quando un bambino è in una condizione di minaccia, il sistema nervoso simpatico attiva la risposta di lotta o fuga (F&F) o la risposta di congelamento. Secondo la teoria polivagale, un coping adattivo richiede la capacità di passare da queste modalità di “sopravvivenza” allo stato di impegno sociale.

Il gioco può essere un modo per attivare il sistema di coinvolgimento sociale. Pertanto, incorporare elementi di gioco durante un’esposizione a stimoli temuti può aiutare i bambini a tollerarlo e ad essere desensibilizzati ad esso. Ad esempio, il gioco può essere incorporato durante le attività di esposizione in vivo. Il terapeuta può progettare il compito di esposizione come un gioco o creare un’atmosfera giocosa da nuove associazioni in competizione tra il fattore di stress e la sensazione di piacere.

Bambini con PTSD e gioco nel trattamento CBT: un esempio

Un esempio di tale attività di esposizione ludica è chiedere a un bambino di visitare nuovamente il luogo in cui è stato investito da un’auto. Dovrà comportarsi come un che vuole scrivere un articolo sull’incidente. Al bambino può anche essere chiesto di assumere il ruolo di un fotografo, che vuole documentare il luogo in cui è avvenuto l’incidente. Gli elementi di gioco possono anche essere incorporati durante l’elaborazione della memoria traumatica.

Questo modulo di trattamento di solito richiede l’attivazione della memoria traumatica e il racconto della sua narrativa. Ricordare l’esperienza traumatica potrebbe essere doloroso per il bambino. Pertanto, molti bambini resistono a partecipare a questo intervento terapeutico. Tuttavia, quando ai bambini viene offerto di costruire la loro storia in modo giocoso e creativo, la loro collaborazione migliora.

Ad esempio, i bambini potrebbero anche costruire un modello tridimensionale del luogo in cui è avvenuto il loro evento traumatico, utilizzando blocchi, argilla o bambole in miniatura. Ogni scena dell’evento traumatico è composta separatamente e poi viene raffigurata, per consentire un’esposizione continua. Al bambino viene chiesto di visualizzare le immagini tra le sessioni, aggiungere sottotitoli verbali o elaborare ulteriormente ciascuna scena.

Altri bambini scelgono di raccontare la loro esperienza traumatica disegnando un opuscolo a fumetti, scrivendo un libro o preparando una presentazione. È importante consentire ai bambini di scegliere il loro modo di espressione preferito, per garantire il loro coinvolgimento e rapporto.

In sintesi, i bambini piccoli possono avere difficoltà ad aderire a interventi focalizzati sul trauma, poiché questi interventi richiedono l’esposizione a ricordi dolorosi e situazioni spaventose. Suggeriamo che l’integrazione di elementi ludici in questi interventi possa aumentare il coinvolgimento e il rapporto del bambino, attivare affetti positivi e migliorare la tolleranza del bambino allo stress.

Ti interessa questo argomento? Per approfondire il tema del trauma infantile, ti suggeriamo di leggere anche:

–> Neuroimaging e Trauma Infantile: un nuovo studio rivela le ferite infantili

–> Il disturbo traumatico dello sviluppo, di Bessel A. van der Kolk

–> Trauma infantile e salute mentale

 

Articolo liberamente tradotto e adattato. Fonte: SciTechnol.

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