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Lavorare come Psicologo del Benessere

24 responses on "Lavorare come Psicologo del Benessere"

  1. Gentile Stella è sufficiente anche la laurea triennale? Mi sono ache iscritta ad un corso di consulenza sessuale. Grazie

    • Ciao Elena! Per presentarti come psicologo, occorre necessariamente la laurea di 5 anni, l’anno di tirocinio, l’esame di stato e l’iscrizione all’albo. Tuttavia, in alcuni ambiti, ad esempio quello della crescita personale, in particolare in alcune nicchie molto basic, si può operare come formatori, organizzando corsi, training e piccoli gruppi, quindi non necessariamente in qualità di psicologi. Infatti nella crescita personale operano molti soggetti, di varie provenienze…spesso counselor, coach e personaggi vari, anche sprovvisti di laurea. Pensa a quanti organizzano incontri per accrescere l’autostima, migliorare la comunicazione e l’assertività, migliorare il metodo di studio con apposite tecniche di memorizzazione e gestione del tempo…in queste micro-nicchie, facendo cose molto basic, formalmente si può operare (SENZA ovviamente presentarsi come psicologi, se non si è iscritti all’albo!). Una serata sulll’autostima e sulla comunicazione efficace può farla anche un triennalista, poiché non sono richiesti titoli specifici per farla, formalmente non gli viene impedito, purché ne abbia le competenze e adoperi ogni cautela :).

  2. Gentilissima Stella, sono Patrizia provo a spiegarle in che posizione mi trovo: laureata in pedagogia ind psicologico vecchio ordinamento, master in peacekkeping, counselor esistenziale a mediazione espressivo-corporea (triennale) con tirocinio in oncologia ( iscr. registro Isue di Napoli)e ulteriore formazione in counseling integrato (psicosomatico), danzaterapeuta metodo trasmuda (arti danza meditazione etc) 4 anni di formazione e diplomanda alla scuola di form quadriennale di danzaterapia integrata (approccio antropologico) con iscr all’APID e due tirocini in corso di cui uno in psichiatria.
    Ora per anni ho sono stata manager imprenditrice gestendo due società nel campo dellas elezione e gestione Hr, mi trovo dopo anni di studi a far chiarezza sul futuro della mia professione.Non sono una psicologa per la sfortuna di essermi laureata a torino in un momento in cui non c’era psicologia…e poi ..no comment. Sicuramente tutta la mia profonda preparazione con un percorso lunghissimo di crescita personale e non solo di formazione (oltre all’analisi personale junghiana di oltre 18 anni) mi mette nella condizione di poter lavorare sia nell’ambito delle professioni d’aiuto sia in quello della crescita professionale gestendo gruppi di età diverse, normodotati e non. Considerato quanto scrive non mi sento di far parte di quella schiera di professionisti neppure laureati che hanno fatto qualche w.e. e sono counselor , coach o cosa altro.Per operare con le mie competenze occorre aprire la partita iva (a gennaio) ma in quale veste? C’è l’ipotesi che l’isue a cui sono iscritta che fa parte della colap possa ottenere il riconoscimento come albo… in che modo mi consiglia di procedere sia dal punto di vista fiscale, sia da quello burocratico? La ringrazio anticipatamente per l’attenzione. Cordiali saluti. P.M.

    • Salve Patrizia, il tuo percorso professionale e umano è molto ricco e ti ha consentito di sviluppare conoscenze, competenze e sensibilità personale. Se però percepisci che manca qualcosa, che hai ancora obiettivi da realizzare e che vuoi dedicarti alla psicologia, può essere utile una consulenza di orientamento professionale, per fare un bilsncio delle sue competenze e individuare le strade più opportune da percorrere. Questo corso è riservato soltanto a Psicologi (o studenti di psicologia, laureandi in psicologia, ecc). Non potrei darti, né in questa sede, né in altre, indicazioni fiscali poiché occorre un commercialista. Mi sembra di capire però che chiedi di regolarizzare la tua posizione, cercando un inquadramento fiscal-burocratico nell’ambito delle professioni d’aiuto e di empowerment, in virtù del tuo ricco percorso formativo, pur non essendo psicologa. Capisco la tua motivazione, l’interesse e le indubbie potenzialità, però personalmente, per una mia posizione ideologica non per forza condivisibile, sinceramente sono contraria alla proliferazione di pseudo-titoli e figure che a vario titolo, con varie porovenienze (pur rispettabili) e anche a volte con vari escamotage dialettico-linguistici, per non dire veri e propri sofismi, “si occupano di benessere”, ad un inquadramento in una “professione d’aiuto” e simili tipo couselor, coach, consulenti esistenziali, ecc e amenità varie. Indubbiamente ci sono counselor e coah sensibilissimi e competenti e ne ho conosciuti anche molti di persona. La max parte di loro però alla fine ha preferito poi iscriversi a Psicologia e fare tutto il percorso “ufficiale” (laurea 3+2, anno di tirocinio, esame di stato, iscrizione all’albo).

      • Perchè è vero che formalmente non ci sono problemi, infatti come dicevo in questo campo operano moltissimi soggetti che non sono laureati in psico, e formalmente è consentito, quindi sono perfettamente in regola…però resta comunque un campo “psico”, in cui, secondo un punto di vista puramente personale, sarebbe opportuna almeno la laurea triennale in psico (per le cosette basic), che dà cmq un’ottima formazione che consente di fare cose basic in ambito benessere, come dottori in psicologia. Ci sono delle persone bravissime in arredamento di interni, rendering in 3d, ecc, anche più brave di alcuni architetti, però un conto fare un rendering per se stessi, un conto mettersi sul mercato con titoli “alternativi” rischiando un po’ di scimmiottare gli architetti…tanto vale che facciano il percorso ufficiale e si formalizzino come già la legge prevede.

  3. Ho un piccolo dubbio che vorrei esporre

    Premetto che non sono psicoterapeuta, sono semplicemente un laureato in psicologia, ma leggendo i possibili campi di attività dello psicologo del “benessere” ho come l’impressione che anche per lavorare in questi campi sia necessaria la psicoterapia, non per una questione legale o di abilitazione, ma semplicemente perchè dietro questi bisogni (come ad esempio la capacità di gestire il peso corporeo o il miglioramento della relazione genitori-figli) si possono celare delle problematiche che uno psicoterapeuta generalmente dovrebbe saper cogliere e risolvere (o almento gestire alla meglio).

    faccio un esempio per chiarire: se una persona esprime il bisogno di imparare a gestire il proprio peso corporeo, potrebbe esprimerlo perchè senta che ha un problema nel gestirlo. E se ha un problema nel gestirlo, questo può essere dovuto ipoteticamente al fatto che ha delle insoddisfazioni nella vita oppure perchè è una persona che ha vissuto in un ambiente familiare con scarso rispetto delle regole.

    Per tornare al dubbio posto: come si fa quindi a lavorare sul “benessere” se sono presenti dei possibili elementi di “malessere” che ostacolano il raggiungimento AUTONOMO del benessere e che possono essere rimossi solo con una formazione in psicoterapia? grazie per la risposta

    • Salve Armo, grazie per aver condiviso le tue riflessioni e osservazioni, che denotano scrupolo e sensibilità nello svolgere questa professione e quindi fanno di te un ottimo psicologo. Concordo che spesso anche persone che vogliono fare un training sulla comunicazione efficace, partecipare a un seminario di crescita personale, ecc, in realtà nascondano problemi più gravi e su cui è opportuno intervenire su un altro livello o che richiedano una psicoterapia. Infatti in questi casi si fa un invio a uno psicoterapeuta. Non concordo però nel ritenere che per lavorare in ambito benessere, per il solo fatto che possono presentarsi dei casi che celano ulteriori problematiche…bisogna essere terapeuti o avere le competenze da psicoterapeuta. La scuola di psicoterapia non è la panacea di tutto e la figura dello psicologo non è inferiore o manchevole rispetto a quella dello psicoterapeuta. E’ una figura diversa ed ha le conoscenze e le competenze per operare benissimo, con scrupolo e sensibilità, in ambito benessere. E se non ha le conoscenze e le competenze, NON è detto che la via per acquisire quel tipo di conoscenze e competenze utili in quei campi debba essere la scuola di psicoterapia o debbano essere gli strumenti psicoterapeuti. Anzi può capitare che applicando modelli e procedure psicoterapeutiche in casi che richiedono la psicoterapia si rischia di patologizzare anche difficoltà “fisiologiche” o che richiederebbero “solo” un sostegno o altri tipi di intervento non psicoterapeutico. Le stesse difficoltà a cui fai riferimento…sono spessissimo affrontabili con strumenti psciologici. Ci sono migliaia di modelli di intervento di tipo psicologico (NON psicoterapeutico), di teorie di riferimento, di strumenti, ecc. E’ un vero e proprio universo, immenso, ed efficace e che non ha nulla di meno o nulla da invidiare rispetto all’universo della psicoterapia..solo che spesso è meno conosciuto, meno diffuso, meno utilizzato, meno valorizzato rispetto alla psicoterapia, che viene a volte percepita e simbolizzata come la panacea che risolve tutti i problemi di competenza, di opportunità di lavoro, ecc. Pensa anche a tutti i meccanismi di psicologia cognitiva e sociale che sono, a volte, dietro questa simbolizzazione emozionale della psicoterapia come panacea: euristica della rappresentatività, della disponibilità, dell’ancoraggio, oppure i meccanismi di ancoraggio e di oggettivazione alla base delle rappresentazioni sociali (vedi ricerca di Moscovici sulla rappresentazione della psicoanalisi nella società francese nel 1900). La formazione in psicoterapia è eccellente, su questo non si discute…ma lo psicologo è una figura che può operare benissimo in moltissimi campi, con competenza e scrupolo, senza passare attraverso la spec in psicoterapia. perché sono 2 strade diverse. La psicologia non merita di essere appiattita e ricondotta alla psicoterapia

  4. Ciao, è molto interessante ciò che scrivi. Volevo chiederti se in futuro, o addirittura sul corso on line, ci sarà la possibilità di approfondire le varie aree di applicazione della psicologia del benessere… grazie…

    • Salve Federico, sì è possibile. In questo corso faremo sia una panoramica degli aspetti della professione di psico e poi ci soffermeremo sulle nicchie del benessere che negli ultimi tempi reggono bene alla crisi e offrono opportunità di inserimento. Quindi procederemo un po’ a imbuto…per approfondire le nicchie è necessario contestualizzarle prima nell’ambito della libera professione, delle strategie di avvio, ecc, poi acquisita questa base si può pensare a corsi specifici sulle varie nicchie, magari proprio su quelle che in questo corso riscuoteranno più interesse da parte dei partecipanti e in cui loro inizieranno a cimentarsi. E’ una proposta interessante che sicuramente verrà tenuta in considerazione 🙂

  5. Maria Lucia Marcia23/10/2013 at 06:21Rispondi

    Buon giorno,
    Le chiedo come viene calendarizzato il corso? Tutti i giorni?
    Possiamo visionare le lezioni autonomamente, quando vogliamo noi?
    Grazie.
    Buon lavoro.
    M. L. Marcia

    • Salve Maria Lucia, il corso è on-line, senza nessun vincolo di orario, poiché si svolge su una piattaforma e-learning, dove puoi accedere 24 ore su 24. E’ come un sito riservato, avrai la tua username e password, quindi potrai fare login quando i è più comodo in base ai tuoi orari e disponibilità di tempo. Troverai ogni settimana nuove lezioni sotto forma di dispense scaricabili sul tuo pc ed esercitazioni ed un forum a cui partecipare e in cui discuteremo degli argomenti delle dispense e di quali strategie attuare per avviarsi. La piattaforma si apre il 5 novembre fino al 2 dicembre, c’è un incontro live (senza webcam), non obbligatorio, sotto forma di webinar, pensato come “palestra virtuale” in cui chi vuole può fare una breve simulazione come psicologo del benessere. Per qualsiasi info resto a disposizione.

  6. L’idea del corso online è molto buona. Io sono psicoterapeuta e da alcuni anni mi occupo più di psicologia positiva che di patologia, quindi anche di “psicologia del benessere”. Sia per un mio interesse personale che per coincidenze mi sono spostata su questo settore. Come giustamente dici, è un’area in crescita, ma che è stata occupata da non-psicologi (councellors, coaches,ma anche altro), per fare un esempio io ho una conoscente che con il reiki e i massaggi interviene in quest’area! io credo di non essere stata capace a “vendermi”, però credo anche che le altre figure “professionali”, tipo la conoscente di cui sopra ci abbiano scavalcati anche perchè hanno un tariffario scandaloso, anche solo 5/10 euro a seduta! Ben venga quindi un aiuto per promuoverci in questo campo.

  7. Buongiorno,
    Sono Anna e sto seguendo il corso; purtroppo ieri non ho potuto seguire il webinar come devo fare per sapere i contenuti ed eventualmente per ricevere il materiale? Grazie e a risentirci

  8. Anna ho caircato le slide in piattaforma 🙂

  9. Ciao Stella, mi chiamo Serena ho 31 anni, sono psicologo clinico, specializzanda al terzo anno di psicoterapia sistemica, e sono estetista. Ho un centro estetico e da poco ho avuto una idea che vorrei mettere in pratica: lavorare come psicologo all’interno del mio centro estetico. Ho conosciuto la psicologia del benessere da poco e credo che sia la soluzione per me. Ma ho molti dubbi sulla formazione da effettuare e sulle modifiche da fare al centro stesso quindi sull’organizzazione dello stesso. Per quanto riguarda la formazione mi conviene fare un master sulla Psicologia del benessere oppure effettuare corsi pratici sulle tecniche che scelgo di applicare con i clienti? (tecniche di rilassamento, autotreining, bioenergetica, yoga ecc). Insomma cosa scegliere di fare anche in base a ciò che mi darebbe più riscontri in base a ciò che la società oggi richiede? Ho molti dubbi e spero che tu mi possa aiutare. Grazie per la tua attenzione. Cordiali saluti

  10. Buongiorno, sono una studentessa di Scienze e tecniche psicologiche che sta vorrebbe laurearsi a luglio a Genova.
    Le scrivo perché volevo qualche informazione da lei riguardante la specialistica. A me piacerebbe molto occuparmi di questo ambito ma non saprei bene dove fare la magistrale o se addirittura servano di più i master in questo campo piuttosto che una magistrale. I due anni di magistrali li farei a prescindere però vorrei fare qualcosa sempre collegato alla psicologia del benessere. Le ha qualche consiglio da darmi?
    Grazie in anticipo
    Rebecca

  11. Salve Rebecca, la psicologia del benessere non è un “titolo” che viene rilasciato da corsi, master, ecc, ma un ambito, in cui si lavora principalmente da liberi professionisti. Quindi occorre una buona base universitaria, ma non serve che il biennio magistrale si chiami esattamente “psicologia del benessere” e anche se così fosse, sarebbe soltanto un’etichetta, che poi ciascun ateneo può riempire come preferisce. L’etichetta di per sé non implica che effettivamente all’università si tratti la psicologia del benessere effettiva così come viene effettivamente richiesta sul mercato. Quindi la magistrale migliore non è quella che si chiama in un modo o nell’altro o ha alcuni esami chiamati in un modo o in un altro, ma quella che ti da una buona base di cultura psicologica e in questo senso tutte la forniscono. Anche i corsi privati, possono usare questa etichetta, ma ciascuno può intenderla a modo suo, magari in modi che a te non piacciono. Parti infatti dai tuoi interessi: c’è un argomento in particolare che ti appassiona, in ambito non strettamente clinico? Una volta abilitata, per lavorare nell’ambito, occorre acquisire abilità più trasversali, su come circoscrivere un argomento non clinico, partendo anche dai tuoi interessi, attitudini, esperienze, ecc, poi individuare un servizio che possa essere utile alle persone e farlo conoscere. Su questi aspetti trasversali trovi anche articoli e corsi proprio su questo sito. Esempio:mettiamo che ti interessa l’autostima. Sul mercato ci sono già tanti servizi sull’autostima, quindi occorre circoscriverla ulteriormente, ad esempio l’autostima femminile. Anche in questo caso, ci sono già molti operatori, è un campo affollato. Mettiamo però che ti interessi anche dell’infanzia, perché magari hai fatto il liceo pedagogico, hai lavorato come baby-sitter, hai studiato bene il metodo montessoriano, hai aperto un blog sui giochi per bambini. Ecco che puoi unire queste passioni e occuparti di autostima dei bambini. E’ un campo in cui non c’è ancora un operatore, è un campo che interessa alle mamme e che può essere utile. Quindi, unendo la tua passione, la tua esperienza, la tua base di conoscenze psicologiche, le abilità trasversali per impostare un servizio e farlo conoscere a chi può trarne utilità, ecco che lavori nel’ambito del benessere. Ora ho semplificato, essendo solo la risposta a un commento, quindi sarebbe impossibile esaurire tutto l’argomento, ma di base, è un po’ così.

  12. Ciao Stella, volevo sapere se mi sai dire se c’è qualche riferimento sul tariffario di uno psicologo del benessere. Nel tariffario generale degli psicologi c’è qualcosa sulla Psicologia della Salute, ma si tratta di un indirizzo diverso. Ad esempio, per un corso online di crescita personale di 5-6 mesi, quanto potrebbe chiedere uno psicologo del benessere? Grazie.

    • Ciao Pamela, puoi basarti sulla sezione “Consulenza e sostegno”, che contiene la voce “3. Seduta di consulenza e/o sostegno al gruppo (max 12 partecipanti)”, da 15 a 45 euro, visto che “consulenza” è un termine generico e può includere anche un’attività di questo tipo, oppure sulla sezione “Psicologia della salute”, che include la voce “Corso di sensibilizzazione e di informazione sui corretti stili di vita ecc”, da 45 a 165 all’ora per max 20 persone. Ovviamente il tariffario, oggi ridenominato Nomenclatore, non è vincolante, è solo un orientamento comune, una base se sei all’inizio e vuoi farti un’idea su un range di costi. Poi però i costi dipendono da tante variabili, ad esempio dal tuo contesto (metropoli, paesino, ecc?), dai tuoi partecipanti, da quante ore e attività include, perché “6 mesi” è un indicatore generico: in 6 mesi quante attività fai, quante ore, quanti incontri, ecc? Inoltre, dipende anche dalla tua esperienza, da quanto impatta questo corso sulla salute dei partecipanti, da quanto costa anche a te, come tempo, come impegno e come tasse (in base al tuo regime fiscale, le tasse possono raggiungere anche il 50% e più di quanto fatturi). Secondo me, se è il primo corso che organizzi, servirà anche un po’ per tarare il tutto, e non sempre i primi anni di attività vanno in pareggio (vale per tutte le attività). Potresti iniziare pensando ai vantaggi concreti che ottengono i tuoi partecipanti: quanto valgono quei vantaggi? Suggerisco dipartire da questa domanda, perché ha una doppia valenza, sia di quantificare la possibile tariffa, sia di focalizzare i miglioramenti concreti che aiuti a raggiungere e che quindi potrai scrivere su canali attraverso cui fai conoscere il tuo corso, perché sono un elemento importante nella scelta di partecipare a un corso, spesso più della tariffa in sé, e devono essere comunicati in modo molto concreto e chiaro, così che possano comprendere che non si tratta per loro di una spesa, ma di un vero investimento sulla salute e sul benessere.

  13. Buongiorno, mi chiamo Edoardo e sono uno psicologo abilitato da meno di un mese. Mi piace molto questo campo di studi, ho fatto un master in Counseling da poco e vorrei formarmi al meglio nella Psicologia del Benessere prima di aprire la partita iva. Il mio dubbio riguarda la possibilità concreta di pubblicizzarmi al meglio. Mi spiego: ho aperto un blog l’anno scorso che si chiama “Psicologia Pratica” e dopo un po di tempo sono stato contattato da uno psicologo che ha registrato il marchio “Psicologia Pratica” e mi invitava a non utilizzare più quell’unione di parole, pena le vie legali…quindi il mio blog attualmente è in standby. Ora, ho cercato su google “Psicologia del Benessere” e risulta un marchio registrato. Quindi se faccio i corsi da voi di Psicologia del Benessere posso utilizzare la dicitura nei servizi offerti “Psicologia del Benessere” o rischio denunce? Chi mi può dare delle garanzie? Praticamente per noi psicologi appena abilitati è un percorso ad ostacoli, è pieno di marchi registrati che utilizzano la parola “psicologia”. Ma è giusto?

  14. Salve Edoardo, dal punto di vista giuridico non potrei aiutarti, meglio consultare un avvocato. Se però il marchio “Psicologia Pratica” è stato registrato, è giusto, oltre che d’obbligo, rispettare questa proprietà intellettuale. Lo stesso faranno gli altri verso il tuo lavoro intellettuale e il tuo marchio: ne troverai uno e lo registrerai, e gli altri lo rispetteranno, come è giusto che sia nei tuoi confronti e nello sforzo che farai. Dal punto di vista della comunicazione, il naming è effettivamente molto complesso, c’è tutta una “scienza” sul naming, e molti materiali consultabili online per aiutarsi. E’ importante scegliere il nome giusto e spesso trovarlo richiede molto tempo e una chiarificazione di una serie di passaggi preliminari, come l’identificazione del problema specifico di cui ti occupi, delle persone a cui ti rivolgi, del tuo modo specifico di approcciare al quel problema. La psicologia del benessere è una settore in cui tutti gli psicologi possono lavorare, anzi il codice deontologico, all’art. 3, dichiara che promuovere il benessere è l’obiettivo primario dello psicologo. Per lavorarci efficacemente, hai già un’ottima base, potrà essere utile sia approfondire aspetti trasversali, di “marketing”(ma questo termine è da intendere come costruire di relazioni e offrire valore e competenze), sia più specifici, inerenti i possibili servizi di promozione di benessere che puoi offrire. Infatti secondo me il primo passo è proprio circoscrivere un servizio molto focalizzato.Poi occorrerà ricostruire il percorso che il tuo potenziale cliente fa per risolvere il suoproblema o siddisfare il suo bisogno,così da capire quali siano i canali attraverso cui puoi farti conoscere e apprezzare e individuare il nome giusto e originale con cui racchiudere i tuoi servizi, un nome che sia in sintonia con le persone a cui ti rivolgi. Su questo portale formazionecontinuainpsicologia,ci sono diversi corsi specifici che sono nati proprio da queste esigenze, per individuare i servizi spcifici da offrire, che spesso l’università non approfondisce ma che il mercato richiede, per progettare i propri servizi, per farli arrivare alle persone che ne possono beneficiare. In bocca allupo!

  15. Buongiorno Stella, sono psicologa da poco abilitata e sono interessata a lavorare in questo campo, ma in realtà come ci si propone? ovvero senza un corso di specializzazione, cosa si può offrire per poter lavorare in questo campo e soprattutto dove.
    Palestre? centri estetici?
    Grazie per la disponibilità

  16. Salve, sono una studentessa di psicologia volevo chiederle quanto spazio é presente nell’ ambito organizzativo e aziendale per lo psicologo del benessere. Quanto é ricercata questa figura? Con eventuali master aggiuntivi potrebbe esercitare anche recruiting oltre che career counselling, formazione del personale e assessment?

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