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Le Regressioni Nel Sonno Dei Bambini Di Due Anni

Biancamaria Acito
Sono una psicologa e psicoterapia sistemico- relazionale e mediatrice familiare dal 2014. Da molti anni lavoro a Parma nell’ambito delle difficoltà di ap...
sonno dei bambini

Perché a due anni il sonno dei bambini presenta regressioni?

Si sente spesso parlare dei “terribili due anni” (i più noti “terrible two”), perché i genitori si ritrovano ad affrontare, a volte in modo improvviso e inaspettato, una serie di “capricci” da parte del proprio bambino che li destabilizza e disorienta.

Oltre a ciò, molto di frequente si rilevano importanti ripercussioni sul sonno dei bambini, soprattutto quello notturno. Bambini che dormivano tranquillamente da soli nella propria cameretta tutta la notte, iniziano a svegliarsi e a pretendere di essere accolti nel lettone. Oppure, altri che si addormentavano in autonomia nel proprio lettino, richiedono improvvisamente la presenza del genitore accanto a loro e faticano a lasciarsi andare al sonno.

Questi passi indietro così marcati possono indurre molta preoccupazione nei genitori, che spesso vanno in confusione e iniziano a mettere in campo i tentativi più disparati pur di ritrovare l’equilibrio perduto.

 

Ma perché questo accade e cosa si può fare per gestire il sonno dei bambini in modo più efficace?

In primo luogo, per i genitori è importante sapere che si tratta di una tappa evolutiva molto importante e non a caso le parole più usate dai bambini di quell’età sono “no”, “io” e “faccio da solo”, che richiamano il bisogno di affermare la propria identità e autonomia: a due anni, infatti, il bambino raggiunge l’apice del processo di separazione / individuazione dalla mamma iniziato intorno a sei mesi e  ha necessità, in un certo senso, di opporsi ai genitori per affermare la propria individualità.

Nello stesso tempo, come nelle altre fase di sviluppo e forse anche di più, avverte l’esigenza di sentirsi protetto dai genitori e di sentire che esistono dei limiti (che danno sicurezza). È proprio questa ambivalenza fra il bisogno di autonomia e quello di protezione / rassicurazione che può essere all’origine delle regressioni del sonno dei bambini: hanno ancora più necessità del solito di sapere che troveranno un porto sicuro se si sentiranno impauriti o in balia degli eventi.

Per i genitori l’ambivalenza può risultare difficile da tollerare: è un alternarsi di “vai via” e “aiutami” e possono fare fatica a capire come mai lo stesso bambino che a volte quasi li respinge quando cercano di aiutarlo ad infilarsi le scarpe, la sera è così impaurito all’idea di essere lasciato da solo nella propria stanza (come accadeva fino a pochi giorni prima).

 

Cosa fare allora?

È importante mostrarsi pazienti di fronte alle regressioni e ricordare che si può trattare di una fase che, come tutte le fasi, può essere passeggera. Potrebbe essere d’aiuto essere più consapevoli del difficile percorso che stanno vivendo i loro figli. I bambini, infatti, sanno che stanno crescendo e desiderano conquistare sempre maggiori autonomie, ma crescere fa anche paura: in un certo senso, probabilmente, si stanno chiedendo “Quando sarò grande…mamma e papà mi vorranno ancora bene? Anche allora sarò il loro bimbo da proteggere?”.

Del resto, crescere comporta conoscere il  mondo, ma si tratta di un mondo del tutto nuovo per loro, che li attrae molto…e allo stesso tempo li spaventa, perché non sanno bene cosa aspettarsi e potrebbero esserci pericoli nascosti da tutte le parti!

Tuttavia, se la regressione si protrae nel tempo (ad esempio, se va avanti da più di un mese), potrebbe essere utile rivolgersi ad uno psicologo consulente del sonno dei bambini. E’ infatti possibile che si siano innescate altre dinamiche e che la situazione richieda un intervento mirato.

Dott.ssa Biancamaria Acito

 

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