Il Sistema Sportivo Giovanile: i 3 sottosistemi integrati

Autore: Sergio Costa
Sono uno psicologo di Roma specializzato nella psicologia dello sport, grazie a diversi Master e Corsi sulle tematiche dell'integrazione ... Leggi la Bio
Sport

Nel presente articolo, approfondisco il lavoro di Dorsch e colleghi (2020), i quali hanno cercato di estendere i contributi passati per creare un’integrazione teorica del sistema sportivo giovanile (García Bengoechea, 2002). In particolar modo gli autori hanno sottolineato quanto gli aspetti prossimali (ad es. pressione e supporto dei genitori, modello e differenziazione tra fratelli, confronto e aspettative sociali tra pari, relazioni con l’allenatore e leadership) e distali (come la cultura e gli standard organizzativi, le infrastrutture e l’accesso della comunità, le tradizioni e i valori sociali) possono essere studiati in modo più integrato, individuando 3 sottosistemi del sistema sportivo giovanile:

  1. la famiglia;
  2. la squadra;
  3. l’ambiente.

La famiglia

E’ considerato il sottosistema più prossimale, e in molti casi il più saliente, per quanto riguarda i comportamenti, gli atteggiamenti, le esperienze e gli esiti degli atleti, specialmente nei primi anni di partecipazione allo sport (Côté, 1999), e ha dimostrato di avere impatti duraturi nel tempo (Dixon et al., 2008).

All’interno della famiglia due sono i membri principali che hanno il potenziale di influenzare ed essere influenzati dagli atleti nello sport giovanile:

  • i genitori, che ricoprono molteplici ruoli e che possono essere influenzati da diversi fattori, hanno descritto di sentirsi mal equipaggiati per interagire in modo ottimale con i propri figli nello sport giovanile (Harwood e Knight, 2015). Di conseguenza, è stato dimostrato che i genitori: (a) cercano l’aiuto della famiglia allargata, degli amici e dei membri della comunità per soddisfare le esigenze di tempo dello sport giovanile (Burgess et al., 2016), (b) attingono alle conoscenze professionali e interpersonali degli allenatori per iniziare a comprendere le esigenze dei propri figli e gli aspetti tecnici dello sport (Knight e Holt, 2014), e (c) incoraggiano i propri figli a modellare i fratelli e a costruire relazioni con i coetanei per gestire le esigenze fisiche ed emotive dello sport (Knight e Holt, 2014). È importante, quindi, riconoscere che i genitori sono parte integrante del sottosistema familiare e del più ampio sistema sportivo giovanile (Teques et al., 2018);
  • i fratelli e le sorelle che sebbene abbiano attributi in comune con molte relazioni interpersonali, possiedono anche caratteristiche uniche e un’importanza evolutiva (Cicirelli, 1995). Ad esempio, la relazione tra fratelli è spesso caratterizzata da competizione e/o cooperazione, differenziazione, confronto sociale ed esperienze di compassione (Furman & Buhrmester, 1985). La potenziale profondità e le varie esperienze di questa relazione possono essere importanti per i ruoli che i fratelli giocano nel plasmare lo sviluppo sociale, emotivo e cognitivo dell’altro (Yeh & Lempers, 2004). Inoltre, i fratelli possono essere importanti dal punto di vista dello sviluppo in tandem con altri agenti sociali come genitori e coetanei (Fagan & Najman, 2005).

La squadra

E’ la seconda componente del sistema sportivo giovanile, che è considerata prossimale all’atleta e diventa particolarmente importante durante l’adolescenza, quando si passa a contesti sportivi meno diretti dai genitori (Côté, 1999).

All’interno del sottosistema della squadra troviamo due elementi che possono influenzare o essere influenzati dagli atleti:

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  • il gruppo di pari che funge da importante riferimento per il confronto sociale, trascorrendo lunghi periodi di tempo insieme e svolgendo varie funzioni relazionali, con un potere relativamente uguale rispetto a genitori, allenatori e altri adulti (Smith et al., 2019). Infatti, lo sport può favorire la coltivazione e l’espressione di amicizie (Weiss & Stuntz, 2004), nonché l’identità (Bruner et al., 2017) e l’accettazione sociale (Weiss & Duncan, 1992). Tuttavia, allo stesso tempo, i contesti sportivi ad alta natura competitiva possono sfidare lo sviluppo di relazioni autentiche (Adams & Carr, 2019), introdurre conflitti tra pari che devono essere gestiti (Holt et al., 2012);
  • gli allenatori che mostrano un’associazione tra i loro comportamenti efficaci e i risultati degli atleti come divertimento, competenza, perseveranza, lavoro di squadra e iniziativa (Álvarez et al., 2009; Coatsworth & Conroy, 2009; Erickson & Côté, 2016; Pelletier et al., 2001). Côté e Gilbert (2009) hanno proposto una definizione concisa, ma completa, dell’efficacia del coaching, che può essere considerata come l’applicazione coerente della conoscenza professionale, interpersonale e intrapersonale utilizzata dagli allenatori per migliorare la competenza, la fiducia, la connessione e il carattere degli atleti in specifici contesti. È importante sottolineare che il coaching richiede interazioni coerenti con gli altri membri dei diversi sottosistemi della famiglia e della squadra (ad es. genitori, fratelli, coetanei e altri allenatori).

L’ambiente

La terza componente del sistema sportivo giovanile è il sottosistema ambientale, considerato lontano rispetto all’atleta, ma che riflette la progettazione e l’erogazione dello sport giovanile, nonché le norme associate e i significati attribuiti alla partecipazione sportiva, ed è composto da:

  • le organizzazioni che sono l’entità (ad es. accademie, club, scuole, enti comunali, imprese a scopo di lucro e non) che progettano e offrono sport ai giovani (Wagstaff, 2017; 2019). Molte organizzazioni cercano di fornire linea guida riguardo ai loro obiettivi, valori e standard culturali per indirizzare gli atleti all’interno del percorso sportivo. Negli ultimi anni vi è stato un focus sui principi dello sport sicuro legati alla prevenzione e all’abuso di sostanze (Johnson et al., 2020; Mountjoy et al., 2020), svolgendo un ruolo fondamentale all’interno di questo sistema complesso;
  • le comunità che stabiliscono e rafforzano le norme associate alla partecipazione allo sport fornendo supporto a livello di gruppo e promuovendo un senso di appartenenza tra gli individui.  In termini di ambiente fisico, le comunità più piccole offrono ai giovani più spazio per l’attività fisica non organizzata e lo sport con i coetanei, nonché un maggiore coinvolgimento da parte di genitori, fratelli, coetanei e allenatori (Balish & Côté, 2014). Mentre, le comunità più grandi spesso forniscono ai giovani maggiore accessibilità, esposizione, tipi di attività e opportunità competitive (Grieve & Sherry, 2012; Surya et al., 2012). Infine, la dimensione di una comunità ha il potenziale per influenzare il valore attribuito alle norme sociali positive (ad esempio, tutoraggio propositivo, comportamento prosociale, educazione dei figli in comune) e i modi in cui genitori, allenatori e organizzazioni progettano e praticano lo sport (Balish & Côté, 2014; Turnnidge et al., 2014);
  • le società che modellano i significati che gli individui, le persone e i contesti che li circondano danno allo sport giovanile e che integrano quei significati nelle norme per la partecipazione e progettazione sportiva (Bowers & Green, 2013). Ad esempio, nelle società caratterizzate da disuguaglianze socio-economiche, gli sport per i giovani provenienti da famiglie più ricche tendono a concentrarsi sulle competenze e sulle opportunità future (ad es., università e/o partecipazione professionale), mentre i programmi per i giovani provenienti da famiglie a basso reddito tendono a concentrarsi sul controllo e sulla riduzione del deficit personale (Coakley, 2002; Whitley et al., 2019). È importante riconoscere che il significato percepito dello sport giovanile nelle società dipende dalle credenze popolari sulla connessione tra il coinvolgimento sportivo e lo sviluppo psicosociale degli atleti, l’accettazione sociale e il raggiungimento del successo educativo e lavorativo; tuttavia, questi valori e tradizioni possono essere espressi in modi positivi o negativi a seconda della natura inclusiva o esclusiva dello sport nella società in questione.

Conclusioni

Secondo gli autori (Dorsch et al., 2020), si può sostenere che lo sport giovanile stia diventando frammentato, con poca continuità tra organizzazioni, comunità e società.

Inoltre, sembra che quando i mezzi di sussistenza degli adulti che controllano e allenano gli sport giovanili dipendono dalle quote pagate dalle famiglie, i programmi vengano organizzati e commercializzati per soddisfare gli obiettivi dei genitori paganti, piuttosto che i bisogni di sviluppo complessivi dei giovani (Coakley, 2002, 2010; Hyman, 2012).

 

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Sergio Costa

Psicologo dello Sport

PhD in Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche

Preparatore Mentale FIT

https://www.sergiocostapsicologosport.com/

BIBLIOGRAFIA

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