Terapia per i Disturbi d’Ansia

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terapia per disturbi d'ansia

In alcuni casi, i farmaci hanno un ruolo nel trattamento dei disturbi d’ansia. Ma per molti, la terapia – da sola o in combinazione con i farmaci – è l’opzione terapeutica più efficace.

Il motivo è che la terapia, a differenza dei farmaci, fornisce gli strumenti per gestire l’ansia da soli, ora e in futuro, senza effetti collaterali. Diverse tecniche terapeutiche sono state sviluppate per trattare l’ansia e si sono evolute nel tempo da approcci psicoanalitici alle più recenti terapie cognitive comportamentali.

Comprensione dei disturbi d’ansia

Secondo il National Institute of Mental Health (NIMH), circa il 19% degli adulti statunitensi e il 31% degli adolescenti tra i 13 e i 18 anni soffre di ansia ogni anno. Esistono diversi tipi principali di disturbi d’ansia che possono essere trattati con approcci terapeutici, tra cui:

  • Attacchi di panico
  • Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)
  • Fobie
  • Disturbo d’ansia generalizzato (DAG)
  • Disturbo d’ansia sociale (SAD)
  • Disturbo post-traumatico da stress (PTSD)

Indipendentemente dal disturbo specifico, i processi sottostanti che li guidano seguono spesso uno schema simile. Le persone affette da ansia tendono a reagire a pensieri, sentimenti e situazioni spiacevoli in modo più estremo e possono cercare di gestire queste reazioni evitando i fattori scatenanti. Purtroppo, questo tipo di evitamento serve solo a rafforzare le paure e le preoccupazioni. La maggior parte dei moderni tipi di terapia affronta il pensiero negativo e l’elusione per aiutare a gestire l’ansia.

 

Tipi di terapia per i disturbi d’ansia

L’obiettivo di tutti gli approcci terapeutici è quello di aiutare a capire perché si provano determinate sensazioni ed emozioni, quali sono i fattori scatenanti e come poter cambiare la reazione ad essi. Alcuni tipi di terapia insegnano anche tecniche pratiche volte a ridefinire il pensiero negativo e a cambiare i comportamenti.

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I disturbi d’ansia differiscono notevolmente, per cui la terapia è personalizzata in base ai sintomi specifici e alla diagnosi. Può essere condotta in un ambiente individuale, familiare, di coppia o di gruppo. Quanto spesso sono previsti gli incontri con il terapeuta e per quanto tempo dipende dai sintomi specifici e dalla diagnosi.

Psichiatri, psicologi e altri professionisti della salute mentale utilizzano diversi tipi di terapia dell’ansia. La scelta della terapia dipende anche dalla diagnosi e dalla gravità dei sintomi.

 

Terapia cognitivo-comportamentale

La terapia cognitivo comportamentale (CBT) è la terapia più utilizzata per i disturbi d’ansia. La ricerca l’ha trovata efficace nel trattamento di SAD, DAG, fobie e disturbi di panico, tra le altre condizioni.

La premessa della CBT è che i pensieri – non la situazione attuale – influiscono su sentimenti e comportamenti. Quindi, l’obiettivo della CBT è quello di identificare e comprendere il pensiero negativo e i modelli di comportamento inefficaci e di sostituirli con pensieri più realistici e con azioni e meccanismi di reazione più efficaci.

Durante questo processo, il terapeuta si comporta come un coach che insegna strategie utili. Per esempio, un paziente potrebbe fare un sacco di pensieri “in bianco e nero”, in cui dà per scontato che le cose siano tutte cattive o tutte buone. Invece, sostituirebbe quei pensieri con la percezione più realistica che ci sono molte sfumature di grigio nel mezzo.

Ci vuole pratica per usare queste strategie. Una volta che il paziente inizia a riconoscere la propria ansia e i propri fattori scatenanti, può imparare ad applicare le abilità di coping che apprende nella CBT per gestire la paura, il panico e la preoccupazione.

 

Terapia dell’esposizione

La terapia dell’esposizione è uno dei metodi CBT più comuni utilizzati per trattare una varietà di disturbi d’ansia, tra cui fobie specifiche, SAD e PTSD. La premessa di base della terapia di esposizione è che se si ha paura di qualcosa, il modo migliore per affrontarla è faccia-a-faccia.

Durante la terapia di esposizione, il terapeuta introduce lentamente il paziente a oggetti o situazioni che producono ansia. Questo viene spesso fatto utilizzando una tecnica nota come “desensibilizzazione sistematica”, che prevede tre fasi:

  1. Rilassamento. Il terapeuta insegnerà un addestramento al rilassamento per combattere l’ansia. Esempi di allenamento al rilassamento sono il rilassamento muscolare progressivo, la respirazione profonda, la meditazione e le immagini guidate.
  2. Elenco. L’obiettivo è creare un elenco dei trigger che provocano l’ansia nel paziente, classificandoli in termini di intensità.
  3. Esponi. In questa fase finale, si lavorerà gradualmente attraverso gli oggetti o situazioni che provocano ansia, utilizzando le tecniche di rilassamento quando necessario.

Ci sono diversi modi in cui lo psicologo può scegliere di esporre il paziente ai suoi stimoli ansiosi. Ecco i più comuni:

  • Esposizione immaginativa. In questo tipo di esposizione, il paziente è istruito a immaginare vividamente il suo oggetto o la sua situazione ansiogena.
  • Esposizione in vivo. In questo metodo, il paziente affronterà il suo oggetto o la sua situazione ansiogena nella vita reale. Quindi, con questo tipo di esposizione, una persona con ansia sociale potrebbe essere istruita a tenere un discorso davanti a un pubblico.
  • Esposizione alla realtà virtuale. In alcuni casi, la realtà virtuale può essere utilizzata quando l’esposizione in vivo non è possibile. La terapia della realtà virtuale utilizza la tecnologia per combinare elementi di esposizione in vivo e immagini. Questo metodo si è dimostrato particolarmente utile per i soldati e per altri che vivono con il PTSD.

 

Terapia dialettico-comportamentale

La terapia dialettico-comportamentale (DBT) è un tipo di CBT molto efficace. Originariamente usata per trattare il disturbo della personalità borderline (BPD), la DBT è ora utilizzata per trattare una varietà di condizioni, tra cui l’ansia.

La DBT si concentra sull’aiutare a sviluppare quella che sembra una prospettiva “dialettica” (opposta), l’accettazione e il cambiamento. Durante il trattamento con la DBT, si impara ad accettare l’ansia mentre si lavora attivamente per cambiarla. È simile all’idea di amare se stessi così come si è, pur cercando di cambiare se stessi in meglio.

Il trattamento DBT insegna quattro potenti capacità:

  • La consapevolezza. Connettersi con il momento presente e notare i pensieri che passano (come l’ansia) senza esserne governati.
  • Tolleranza al dolore. Gestire l’ansia di fronte a una situazione di stress.
  • Efficacia interpersonale. Imparare a dire di no, o a chiedere ciò di cui si ha bisogno.
  • Regolamentazione delle emozioni. Gestire l’ansia prima che vada fuori controllo.

 

Terapia dell’accettazione e dell’impegno

La terapia dell’accettazione e dell’impegno (ACT) è un’altra forma di terapia che si è dimostrata efficace per una varietà di disturbi d’ansia. L’ACT consiste nell’identificare i valori nella vita e quindi nell’agire in modo corrispondente ai propri valori.

➡️ Vuoi approfondire questo tipo di terapia? Leggi: “La terapia ACT per i disturbi d’ansia” ⬅️

 

Arte Terapia

L’arte-terapia è una terapia non verbale, orientata all’esperienza. Si tratta di utilizzare l’arte visiva (come la pittura, il disegno, la scultura) per esprimere ed elaborare le emozioni o di utilizzare l’arte per praticare la consapevolezza e il rilassamento. Anche se può essere fornita come terapia a sé stante, è comunemente usata in combinazione con altri metodi di trattamento come la CBT.

Essendo una forma più recente di terapia, sono necessarie ulteriori ricerche per confermare la sua efficacia nel ridurre i sintomi dell’ansia.

 

Terapia psicoanalitica

Secondo questo modello freudiano, i sintomi dell’ansia riflettono i conflitti inconsci. Lo scopo della terapia psicoanalitica è quello di risolverli. In psicoanalisi, il terapeuta esamina insieme al paziente i pensieri, le paure e i desideri per capire meglio come il paziente si vede e per ridurre la sua ansia. Questa è una delle forme di trattamento più intensive.

I termini “psicoanalisi” e “terapia psicodinamica” sono spesso usati in modo intercambiabile, ma la psicoanalisi è in realtà un sottoinsieme della terapia psicodinamica.

 

Terapia interpersonale

La terapia interpersonale (IPT) si concentra sui ruoli sociali e sulle relazioni. Nell’IPT, il paziente lavora con il terapeuta per identificare eventuali problemi interpersonali, come il dolore irrisolto, i conflitti con la famiglia o gli amici, i cambiamenti nel lavoro o nei ruoli sociali e i problemi relativi agli altri. Il paziente apprende quindi modi sani di esprimere le emozioni e di migliorare la comunicazione con gli altri.

Anche se originariamente sviluppato per curare la depressione maggiore, l’IPT può essere utilizzato se l’ansia è legata principalmente alle relazioni con altre persone, come nel caso della SAD.

 

Cosa aspettarsi dalla terapia per i disturbi d’ansia

Un malinteso comune sulla terapia è che si inizia subito a sentirsi meglio. A volte questo è il caso. Ma il più delle volte ci si sente peggio prima di cominciare a sentirsi meglio. Sorprendentemente, sentirsi peggio è spesso un segno di progresso. E se ci pensate, ha senso.

Quando si prende la decisione di entrare in terapia, spesso è perché non si è riusciti a superare l’ansia da soli. La terapia consiste nell’esplorare l’ansia e le ragioni che la determinano in modo più profondo e significativo. Questo può causare un picco temporaneo nell’ansia.

La terapia non dovrebbe mai essere considerata come una soluzione rapida. È un processo unico per ogni individuo.

È importante capire che, anche se il processo non sarà sempre piacevole, alla fine ne varrà la pena.

Articolo liberamente tradotto e adattato. Fonte: Verywellmind.com

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