Trattare l’Insonnia senza Farmaci con un Protocollo Psicologico breve

Gloria Ragno
Autore: Gloria Ragno
Psicologa Clinica laureta con Lode nel 2010 presso Università Milano-Bicocca e Psicoterapeuta ad indirizzo Integrato, specializzata a pieni voti presso l’Istituto per lo Studio e la Ricerca sui Dis... Leggi la Bio
Trattare l’Insonnia senza Farmaci con un Protocollo Psicologico breve

La terapia cognitivo comportamentale per l’insonnia, Protocollo Breve CBT-I, è un intervento multimodale che unisce diverse tecniche, sia cognitive sia comportamentali, per modificare le idee e le attitudini errate riguardo al sonno. Le varie tecniche, combinate tra loro, hanno lo scopo di insegnare in breve tempo, circa 8 colloqui tra Diagnosi ed Trattamento, alcune strategie per controllare il proprio sonno, eliminando abitudini e pensieri disfunzionali.

Ad esempio, l’igiene del sonno consiste in una lista di buone regole riguardo l’orario in cui ci si corica e ci si sveglia, l’areazione e la luminosità della stanza, il numero e la durata dei sonnellini diurni consentiti, ecc.

Il controllo dello stimolo prevede che la persona trascorra il tempo in cui è sveglio altrove rispetto alla stanza da letto, per non associare quel luogo, dedicato solo al sonno, a stati di attività, come lo sforzo di addormentarsi.

Come agisce la terapia cognitiva:

La terapia cognitiva invece affronta i pensieri e le credenze disfunzionali che interferiscono col sonno, come ad esempio le aspettative riguardo al numero di ore totali che si vogliono passare dormendo.
L’efficacia di questo trattamento è ampiamente dimostrato negli studi scientifici, e i progressi che porta sono mantenuti a lungo, anche dopo 2 anni, al contrario delle terapie farmacologiche, spesso mal tollerate per i pesanti effetti collaterali.

La CBT per l’insonnia quindi porta miglioramenti significativi nel sonno e nella qualità della vita, ed ha un buon rapporto costo-beneficio. La letteratura dimostra che questi cambiamenti sono duraturi e progressivi nel tempo, e non si limitano alla durata della terapia. Nonostante all’inizio richieda un grande investimento di tempo e di sforzo da parte del paziente, che deve essere attivo partecipante del lavoro, la terapia cognitivo comportamentale per l’insonnia è ben accettata ed è preferita ad approcci farmacologici, come dimostrato dalle alte percentuali di soddisfazione per il trattamento riportate dai pazienti studiati.

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La Teoria della pratica: 

L’approccio teorico alla base del Protocollo CBT-I che meglio spiega eziogenesi, insorgenza e mantenimento dell’insonnia è chiamato Modello delle 3 P.

Nel Disturbo infatti co-occorrono fattori definiti:

  • Predisponenti: di natura organica e familiare;
  • Precipitanti: gli eventi particolarmente stressogeni che slatentizzano il problema;
  • Perpetuanti: comportamenti e pensieri disfuzionali sonno-correlati che mantengono attivo il disturbo.

Con il Protocollo CBT-I ed il suo pacchetto di Test diagnostici (Sci, Isi, Dbas-16, IS9 e di Tecniche mirate è possibile individuare questi fattori e costruire il Piano di Trattamento più efficace ed indicato per quel dato paziente.

Acquisire uno Strumento scientificamente valido, privo di effetti collaterali e gradito per la sua brevità rappresenta certamente oggi una importante risorsa per i clinici ed un’opportunità in più per affrontare una sintomatologia invalidante ed ingombrante per i pazienti.

Gloria Ragno

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