Il genitore diventa allenatore delle emozioni del bambino

L’auto-consapevolezza emotiva è la base fondamentale

dell’intelligenza emotiva. Significa essere in grado di

scrollarsi di dosso il cattivo umore

Goleman

Sono i genitori che rappresentano per i figli una guida nel mondo delle emozioni. Pianti, rabbia e capricci possono essere l’occasione per aiutare il genitoribambino a sviluppare la sua INTELLIGENZA EMOTIVA, facoltà fondamentale per crescere sicuri di sé e felici. Tuttavia, spesso i genitori sono in difficoltà di fronte alle emozioni dei figli, in particolare di fronte a quelle riconosciute come negative: rabbia, tristezza, gelosia, …

Di fatto, qualsiasi tipo di emozione è necessaria. Ogni sentimento merita di essere vissuto ed espresso. Esso deve essere gestito nel modo migliore, ma mai represso. Anche perché questo non significa farlo sparire, ma aumentare la possibilità di trasformarlo in sintomi, reazioni psicosomatiche o comportamenti inadeguati. Per questo motivo, aiutare i bambini a esprimere le emozioni diventa centrale per il loro benessere. L’affronto e l’elaborazione delle frustrazioni in un bambino è di estrema importanza per la sua crescita. I bambini, soprattutto quando sono piccoli, hanno bisogno di una guida in grado di aiutarli ad esprimere al meglio le loro emozioni per farli diventare più consapevoli di loro stessi ed aiutarli a gestire e riconoscere i diversi stati emotivi.

Non c’è genitore che non sappia a che età il suo bambino probabilmente comincerà a muovere i primi passi o a pronunciare le prime parole. Diversamente, le tappe fondamentali del suo sviluppo emotivo sono sconosciute alla maggior parte di loro. Conoscere in quali momenti dello sviluppo emergono le emozioni dei propri figli è invece di fondamentale importanza. Molti tendono a mettere in secondo piano le emozioni, in favore dell’intelletto, senza sapere che esse sono il precursore dell’intelletto. Basti pensare alle reazioni dei bambini di 7/8 mesi. Difatti, i bambini piccoli, pur non avendo ancora sviluppato una competenza cognitiva strutturata, sono già capaci di dare significato ad una situazione o ad una persona leggendo l’emozione sul volto della madre.

Le scoperte scientifiche e gli esperimenti sull’intelligenza emotiva per i bambini hanno dimostrato che aumentare l’autoconsapevolezza, controllare più efficacemente i sentimenti negativi, conservare i pensieri positivi, essere perseveranti nonostante le frustrazioni, aumentare la capacità di essere empatici e di curarsi degli altri, di cooperare e di stabilire legami attraverso comportamenti prosociali, sono le soluzioni per sperare in un futuro sereno per i nostri figli. In particolare, l’autoconsapevolezza rappresenta l’elemento chiave dell’intelligenza emotiva. Essere consapevoli delle proprie emozioni vuol dire soprattutto mettere in parola i propri vissuti, poiché è il primo passo per padroneggiarle.

L’IMPORTANZA DI ESSERE ALLENATORI EMOTIVI

Lo studio dello psicologo John Gottman ha evidenziato come tale intelligenza non sia innata, ma si possa apprendere e gli insegnanti migliori sono proprio i genitori, dei veri e propri allenatori emotivi.

Il genitore allenatore è quel genitore che riesce sempre a mettersi nei panni del figlio, che nelle emozioni, anche negative, vede un’occasione di crescita, e che di conseguenza riesce a gestire i momenti di crisi con maggior pazienza, accettando e ascoltando tutti i sentimenti del figlio anche rabbia, tristezza, paura, senza minimizzare, sottovalutare o deridere queste emozioni. Gli studi dimostrano che i figli emotivamente allenati ottengono migliori risultati a scuola, stanno meglio in salute e stabiliscono relazioni positive con i coetanei. Hanno anche minori problemi di comportamento e riescono a riprendersi più rapidamente dopo esperienze negative. L’intelligenza emotiva permette di essere più preparati ad affrontare i rischi e le sfide della vita.

Le emozioni hanno, quindi, un ruolo centrale nello sviluppo. Imparare a conoscere le emozioni, riconoscerle, controllarle e gestirle è un obiettivo fondamentale di ogni educazione. Capita, però, che a volte i bimbi sembrano non riuscire ad esprimere quello che hanno dentro. Questo avviene, soprattutto, a seguito di momenti di particolare complessità. A causa di un lutto, di una separazione o di un cambiamento importante nella loro vita, i bimbi possono sviluppare una momentanea incapacità di tirar fuori il loro dolore. Sembra, quasi, che non riescano a mettervi parola, e che preferiscano tenere la sofferenza per sé. Ma non solo. A volte, la tendenza a tenere per sé le proprie emozioni sembra una caratteristica di personalità del bambino. L’educazione emotiva e dunque la capacità dei bambini di monitorare momento per momento i propri sentimenti è fondamentale per la comprensione di sé, altrimenti rimarrebbero alla mercé delle loro emozioni. Essere consapevoli di sé vuol dire essere consapevoli sia dei propri sentimenti che dei propri pensieri su di loro. Tuttavia, come anticipato sopra, molti genitori faticano ad esprimere le proprie emozioni, soprattutto di fronte a situazioni specifiche come lutto, malattia, separazione, …, ma anche in situazioni più semplici tendono a trattenere le lo emozioni o in alcuni casi ad esprimerle in modo eccessivo e inadeguato (scatti di ira, urla, lancio di cose, …). Inoltre, sempre più spesso si osservano bambini che sono in difficoltà nell’esprimere e gestire le proprie emozioni, così come nel riconoscere quelle degli altri esprimendo empatia. In tali situazioni i bambini si chiudono in se stessi oppure esprimono inadeguatamente i diversi stati d’animo. Laddove i genitori non intervengono in qualità di “allenatori emotivi” c’è il rischio di trovarsi, in futuro, di fronte ad un adulto incapace di gestire la frustrazione e le emozioni nel loro complesso.

COME INTERVENIRE PER SUPPORTARE I GENITORI?

Quando si parla di educazione dei figli, si è spesso portati a pensare che si tratti di una raccolta di metodi, regole e tappe da superare. Fisiologicamente nel concetti di crescita è implicita l’evoluzione, con il passaggio da una fase all’altra della vita e l’acquisizione di competenze graduali. L’errore sta nel dare una grande rilevanza all’operatività (smetti di fare questo, fai quell’altro, stimola a …), senza chiedersi il perché si arriva, o non si arriva, ad un dato punto. Senza intuire che, a quel dato punto del percorso, in famiglia, necessariamente tocca arrivarci insieme, trovando in sé risorse e risposte.

La vita familiare è la prima scuola nella quale apprendiamo insegnamenti riguardanti la vita emotiva E’ nell’intimità familiare che impariamo come dobbiamo sentirci riguardo a noi stessi e quali saranno le reazioni degli altri ai nostri sentimenti; che cosa pensare su tali sentimenti e quali alternative abbiamo per reagire; come leggere ed esprimere speranze e paure. L’educazione emozionale opera non solo attraverso le parole e le azioni, ma anche attraverso i modelli che i genitori offrono ai figli, mostrando loro come agiscono i propri sentimenti e la propria relazione coniugale. Il genitore ‘allenatore’ va oltre la semplice accettazione dell’emozione e pone dei limiti nei confronti dei comportamenti inaccettabili del figlio, aiutandolo a conoscere e regolare i sentimenti, trovando adeguate valvole di sfogo (come ad esempio la creatività) e stimolandolo al problem solving.

Come psicologa, di fronte a genitori che mi chiedono come gestire le emozioni del figlio o come aiutarlo ad esprimere al meglio le sue emozioni rispondo con il metodo del Parent Coaching. Evito di dar loro suggerimenti, ma cerco di far leva sulle loro risorse personali, sulle competenze genitoriali che possiedono affinché possano scoprire con consapevolezza quali strumenti della loro cassetta degli attrezzi utilizzare in famiglia.

Se ti interessa approfondire questa tecnica ed acquisire gli altri strumenti tipici di un percorso di Parent Coaching, ti suggerisco di partecipare al Corso Online Parent Coaching: una tecnica efficace per il sostegno alla genitorialità.

Buon lavoro
Petra

BIBLIOGRAFIA

  • Intelligenza emotiva di Daniel Goleman;
  • Intelligenza emotiva per un figlio di John Gottman;
  • Educare i figli con l’intelligenza emotiva di Salvatore Nuzzo;
  • Costruire l’intelligenza emotiva. Come potenziare l’intelligenza emotiva nei bambini di Linda Lantieri;
  • La famiglia è competente. Consapevolezza, autostima, autonomia: crescere insieme ai figli che crescono di Jesper Juul;
  • Scopri le tue pontezialità di L. Stancheri.

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