Le influenze degli stili genitoriali nello sport

Autore: Sergio Costa
Sono uno psicologo di Roma specializzato nella psicologia dello sport, grazie a diversi Master e Corsi sulle tematiche dell'integrazione ... Leggi la Bio
stili genitoriali

Dalle teorie motivazionali agli stili genitoriali

Le teorie motivazionali aiutano la nostra comprensione delle relazioni genitore-atleta differenziando le influenze di numerose caratteristiche. Ad esempio:

  • convinzioni dei genitori sulla competenza dei loro figli;
  • aspettative sui successi sportivi;
  • percezioni dei genitori sui propri comportamenti (ad es., cosa dicono di fare);
  • comportamenti effettivi (ad es., cosa veramente fanno).

Inoltre, forniscono anche quadri adeguati per confrontare i comportamenti genitoriali effettivi e percepiti e il successivo impatto che le percezioni degli atleti hanno sugli esiti psicosociali risultanti.

È all’interno di questo contesto che troviamo gli stili genitoriali, cioè gli atteggiamenti e i valori globali dei genitori.

Le tipologie di stili genitoriali secondo Baumrind

La tipologia più nota di stili genitoriali è stata sviluppata da Baumrind (1971a, 1971b), che li ha differenziati in base al grado di controllo o autorità di un genitore sul proprio figlio.

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Egli ha distinto i seguenti stili genitoriali:

  1. autoritario, che dà valore all’obbedienza, cerca di mantenere il figlio in un ruolo subordinato e limita l’autonomia;
  2. permissivo, che accetta i desideri del figlio ma non è un agente attivo nel plasmare il comportamento futuro del figlio;
  3. autorevole, che attribuisce valore all’autonomia e all’ostinazione del proprio figlio, ma può esercitare un fermo controllo quando necessario.

Questa tipologia è stata successivamente ampliata in un costrutto bidimensionale. Tale costrutto è basato su esigenza e reattività, che tiene conto dei continui cambiamenti richiesti dai genitori per adattarsi alle capacità e agli stati del bambino (Baumrind, 1991; Maccoby, 1992). Quattro stili genitoriali risultavano da questa tipologia bidirezionale:

  1. autoritario, cioè esigente e non responsivo;
  2. autorevole, esigente e reattivo;
  3. indulgente, cioè non esigente e reattivo;
  4. rifiutante, non esigente e non reattivo.

Le tipologie di stili genitoriali secondo Grolnick

Più recentemente, Grolnick (2003) ha proposto un costrutto tridimensionale degli stili genitoriali. Esso si basa sulla teoria dell’autodeterminazione (Ryan & Deci, 2017) e sulla definizione di stile genitoriale come una costellazione di atteggiamenti (Darling & Steinberg, 1993), attraverso il concetto di autonomia, coinvolgimento e struttura.

Il sostegno all’autonomia valorizza la partecipazione attiva di un bambino e la risoluzione indipendente dei problemi. Il coinvolgimento è la misura in cui il genitore è interessato e partecipa attivamente alla vita del figlio. La struttura rappresenta il modo in cui i genitori forniscono linee guida, aspettative e regole chiare e coerenti per i comportamenti dei loro figli (Grolnick, 2003).

Studi sugli stili genitoriali

Nello sport la tipologia di stili genitoriali di Baumrind è stata esaminata in pochi studi (Holt et al., 2009; Sapieja et al., 2011; Wright et al., 2019). Questi studi hanno evidenziato che, rispetto ai genitori autoritari, quelli autorevoli influenzano positivamente gli esiti psicologici e i comportamenti dei giovani atleti, con una maggiore soddisfazione nel gioco.

Gli stili genitoriali di Grolnick (2003), invece, sono stati studiati qualitativamente nel contesto dello sport giovanile. Ad esempio, Holt et al. (2009) hanno mostrato che i genitori che supportano l’autonomia avevano maggiori probabilità di leggere gli stati d’animo del loro bambino (ad esempio, capire cosa vuole e cosa sente), si impegnano in una comunicazione aperta bidirezionale, dimostrando influenze reciproche tra bambini e genitori, nonchè mostrando una maggiore coerenza tra le pratiche genitoriali. Questa ricerca ha fornito alcuni importanti spunti sulla genitorialità sportiva, in particolare, che la qualità del supporto dei genitori (come essere sensibili ai bisogni dei bambini) e la generazione di un clima emotivo comprensivo possono avere un impatto (positivo o negativo) sulla qualità delle relazioni genitore-atleta (Holt et al., 2009; Knight & Holt, 2014). Tuttavia, come hanno concluso Keegan e colleghi (2014), è quasi impossibile stabilire una corrispondenza diretta tra i comportamenti dei genitori e la motivazione degli atleti, piuttosto c’è un effetto moderazione dovuto ai numerosi fattori contestuali, intrapersonali e interpersonali.

La positività dei genitori

Nonostante tale difficoltà, è stato proposto che la positività dei genitori sia l’unico tema coerente legato all’aumento della motivazione degli atleti (Keegan et al., 2010). Tale positività include feedback positivi, affetti positivi, incoraggiamento o collaborazione/supporto. Di conseguenza, le teorie motivazionali e gli stili genitoriali aumentano la nostra comprensione delle relazioni genitore-atleta mettendo in evidenza che le elevate convinzioni dei genitori sulle competenze dei loro figli e le alte aspettative per il successo sportivo, insieme al supporto e agli atteggiamenti positivi, possono influenzare l’autopercezione degli atleti, la motivazione e il divertimento nello sport.

Inoltre, si dimostra che le relazioni genitore-atleta caratterizzate da sostegno all’autonomia e supporto reattivo, insieme ai genitori che si sforzano di comprendere il proprio figlio, hanno maggiori probabilità di portare risultati positivi per i propri figli nello sport, sempre a patto che i figli percepiscano tali tipi di comportamenti.

 

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Sergio Costa

Psicologo dello Sport

PhD in Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche

Preparatore Mentale FIT

https://www.sergiocostapsicologosport.com/

 

BIBLIOGRAFIA

Baumrind, D. (1971a). Current patterns of parental authority. Developmental Psychology, 4(1), 1–103.

Baumrind, D. (1971b). Harmonious parents and their preschool children. Developmental Psychology, 4(1), 99–102.

Baumrind, D. (1991). The influence of parenting style on adolescent competence and substance use. The Journal of Early Adolescence, 11, 56–95.

Darling, N., & Steinberg, L. (1993). Parenting style as context: An integrative model. Psychological Bulletin, 113(3), 487–496.

Grolnick, W. S. (2003). The psychology of parental control: How well-meant parenting backfires. Psychology Press.

Holt, N. L., Tamminen, K. A., Black, D. E., Mandigo, J. L., & Fox, K. R. (2009). Youth sport parenting styles and practices. Journal of Sport and Exercise Psychology, 31, 37–59.

Holt, N. L., & Knight, C. J. (2014). Parenting in youth sport: From research to practice. Routledge.

Keegan, R. J., Spray, C., Harwood, C., & Lavallee, D. (2010). The motivational atmosphere in youth sport: Coach, parent, and peer influences on motivation in specializing sport participants. Journal of Applied Sport Psychology, 22(1), 87–105.

Keegan, R. J., Harwood, C. G., Spray, C. M., & Lavallee, D. (2014). A qualitative investigation of the motivational climate in elite sport. Psychology of Sport and Exercise, 15(1), 97–107

Maccoby, E. E. (1992). The role of parents in the socialization of children: An historical overview. Developmental Psychology, 28(6), 1006–1017.

Ryan, R. M., & Deci, E. L. (2017). Self-determination theory: Basic psychological needs in motivation, development, and wellness. Guilford Publications.

Sapieja, K. M., Dunn, J. G. H., & Hoit, N. L. (2011). Perfectionism and perceptions of parenting styies in male youth soccer. Journal of Sport & Exercise Psychology, 33, 20–39.

Wright, E., Chase, M. A., Horn, T. S., & Vealey, R. S. (2019). United States parents’ perfectionism, parenting styles and perceptions of specialization in youth sport. Psychology of Sport and Exercise, 45, 101571.

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