Libroterapia e resilienza

Rachele Bindi
Sono una consulente aziendale con esperienza ultradecennale in aziende di medie e grandi dimensioni: dal 2004 collaboro come libera professionista con varie società specializzate in consulenza di dir... Leggi la Bio
Libroterapia e resilienza

Occupandomi di libroterapia da ormai un decennio, ho avuto modo di applicare la metodologia in contesti molto diversi tra di loro, sia a livello gruppale che a livello individuale. La ricerca del benessere psicologico si trova a confrontarsi con lo spirito del tempo, come ci ricorda Jung nel Liber Novus, e una delle parole che più caratterizzano i nostri tempi sofferenti è «resilienza». La pandemia in corso mina la nostra capacità di affrontare e superare un periodo di difficoltà, specialmente per chi ha subito lutti o eventi traumatici, ma non solo. Possono quindi coesistere libroterapia e resilienza?

Libroterapia e resilienza

Essere resilienti non è una dote naturale, ma un portato esperienziale e come tale lo si può rafforzare mettendo in atto un corretto “allenamento”.

La libroterapia si rivela uno strumento molto utile per aiutare gli individui ad affrontare le sfide della vita, anche le più dure.

Nel mio libro dico che «Siamo fatti di storie e abbiamo bisogno di materiale narrativo creato da altri per avere spunti, nuove parole, nuove possibilità di raccontarci e di confrontarci con quelle vicende che non ci sono ancora accadute». Il nostro bagaglio di storie diventa un inventario adattivo di sopravvivenza, ci aiuta a conoscerci meglio e anche ad arricchire le nostre risorse per fronteggiare le avversità.

Ma leggere non basta: spesso il potere del libro viene presentato in maniera semplificata, con analogie al farmaco di cui si possano prevedere gli effetti terapeutici, o con l’idea che i benefici arrivino leggendo nello stesso modo in cui lo facciamo per piacere.

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Per riuscire a trarre benessere psicologico dalla lettura serve una metodologia e qualcuno che ci aiuti ad orientarci sulle letture più idonee per scavare nei significati e nelle riflessioni generate dal materiale narrativo. Non è come farsi consigliare un libro da un buon libraio: è la conoscenza delle dinamiche psicologiche che orienta il professionista e lo mette in condizione di proporre al suo lettore le storie adatte alla sua particolare esigenza.

Diventare lettori di se stessi

La libroterapia è una metodologia volta, come ben dice Regine Detambel, ad aiutare il lettore a diventare lettori di se stesso: il nostro obiettivo finale è mettere in condizione la persona di procedere da sola utilizzando il metodo di lettura e di riflessione che noi, nell’arco della relazione condivisa, le abbiamo fatto esperire.

Quando formo i colleghi all’utilizzo della metodologia nella loro pratica professionale amo sottolineare come ogni professionista possa, ed auspicabilmente debba, adattare la libroterapia alla propria visione ontologica, ai propri paradigmi di riferimento. Non c’è niente di più inefficace di uno strumento che non personalizziamo e la libroterapia permette un ampio margine di manovra al collega, soprattutto nella scelta dei materiali e sugli aspetti della narrazione su cui focalizzarsi. Per questo nel diffondersi dell’utilizzo la metodologia non si esaurisce ma tende ad arricchirsi anche nel confronto cui sono invitati tutti coloro che la applicano.

 

L’uso della libroterapia in contesti individuali e gruppali

Docente: Dr Rachele Bindi

 

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