Una metamorfosi chiamata adolescenza: quando il bruco diventa una farfalla

Non lo riconosco più! Ogni giorno un litigio! Non siamo mai d’accordo! Queste sono alcune delle tipiche affermazioni di genitori che si trovano alle prese con preadolescenza e adolescenza.

Un momento delicato dello sviluppo, una fase del ciclo vitale in cui l’identità personale è chiamata ad affrontare importanti trasformazioni sul piano dell’immagine del sé, del rapporto con i genitori, del rapporto con gli altri, dell’identità di genere in connessione alla maturazione sessuale. Nella ricerca di emozioni e sensazioni nuove, i ragazzi possono sperimentare sentimenti e vissuti contrastanti: impulsività (che li spinge a raggiungere la massima gratificazione nel tempo più breve possibile), insicurezza, desiderio di trasgredire le regole per affermare la propria autonomia e indipendenza dai genitori, emulazione dei coetanei. Una fase di crescita che coinvolge tutta la famiglia.

I rapidi e consistenti cambiamenti causano una fase di disequilibrio in cui tutto viene rimesso in discussione. Si potrebbe osservare che cambiamenti così rapidi non sono caratteristici esclusivamente di questa fase della vita, per esempio nell’infanzia l’evoluzione somatica e mentale raggiungono ritmi particolarmente elevati, ma in adolescenza, il ragazzo o la ragazza sono spettatori consapevoli delle mutazioni che li riguardano e sono perciò impegnati in un difficile processo di attribuzione di senso a quello che sta loro accadendo.

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Oggi, l’adolescenza suscita, più che in ogni altro momento storico, una crescente attenzione da parte del mondo degli adulti. Il mestiere di genitori di figli adolescenti sembra più faticoso e insostenibile di quello di un minatore. Vanno di moda libri e trasmissioni televisive sul tema, segno che la “piaga” dei figli indolenti, refrattari a ogni regola o forma di educazione è al suo apice storico.

I genitori possono vedere i propri figli come costantemente arrabbiati, infelici, non motivati, facilmente irritabili. Tali atteggiamenti, però, possono rappresentare ed esprimere una grande varietà di stati d’animo e vissuti. I ragazzi possono, effettivamente, sfidare i propri genitori e gli adulti di riferimento per verificare quanto essi si dimostrano in grado di accettarli e reggere le loro nuove e diversificate esigenze. Il ruolo dei genitori viene, così, costantemente sollecitato, tra la necessità di mantenere fermezza e chiarezza e il bisogno di elasticità.

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L’adolescente a volte preferisce celarsi dietro la maschera della sicurezza e piuttosto che manifestare il suo bisogno di dipendenza, si mostra polemico e schivo, ostenta le sue certezze in modo plateale e finge di vivere con disinvoltura situazioni ed esperienze delle quali nulla conosce.

Così l’adolescente avverte il lutto per il proprio io bambino e un lutto genera sempre insicurezza, paura, a cui possono seguire depressione o violenza a gradi di manifestazione diversa.

Sebbene sia difficile adattarsi ai cambiamenti che sembrano verificarsi in modo così rapido, è necessario non dare per scontato che un nuovo comportamento si riveli di certo negativo. È un’importante fase del percorso evolutivo, nuova e sconosciuta anche per i ragazzi: solo sperimentandosi e sentendosi sostenuti potranno assumere in modo consapevole la loro nuova identità.

I COMPITI DI SVILUPPO IN ADOLESCENZA

I problemi che gli adolescenti si trovano ad affrontare sono della medesima natura di quelli che si incontrano lungo l’intero arco del ciclo di vita. Si tratta dei COMPITI DI SVILUPPO che investono diverse sfere: biologica, cognitiva e socio-relazionale.

Tali compiti devono essere risolti nei tempi e nei modi corretti al fine di sostenere un’adeguata maturazione.

I passi fondamentali sono:

  • l’accettazione del proprio corpo in mutazione
  • l’acquisizione di un’identità personale
  • il consolidamento di un’identità sessuale e di genere
  • l’instaurare relazioni nuove e più mature con coetanei di entrambi i sessi
  • la formazione di sistemi motivazionali, valori e progettualità

QUANDO UNA NORMALE CRISI SI TRASFORMA IN UN DISAGIO

Esistono alcune specifiche problematiche legate all’adolescenza con conseguenti effetti sulla salute dei ragazzi: l’uso e abuso di sostanze, dipendenza dalla Rete, disturbi del comportamento alimentare. Esistono alcuni segnali che evidenziano la presenza o lo sviluppo di un disagio:

  • Difficoltà ad affermare la propria personalità;
  • Eccessiva conflittualità con i genitori;
  • Disfunzioni nell’alimentazione;
  • Difficoltà a riconoscere con chiarezza i propri obiettivi di vita;
  • Problemi scolastici;
  • Isolamento rispetto al gruppo dei coetanei;
  • Dubbi sulla propria identità sessuale;
  • Angosce e paure;
  • Ossessioni;
  • Somatizzazioni;
  • Eccessiva rabbia e aggressività.

I figli di quest’epoca hanno necessità, ora più che mai, di rispecchiarsi negli adulti di riferimento e di farsi affascinare da modelli positivi e propositivi, al fine di interiorizzare gradualmente sicurezza ed autonomia, regole e autostima, desideri e intraprendenza. Gli adulti, di contro, hanno il dovere di offrire tali opportunità, diffondendo come un contagio entusiasmo e alimentando prospettive, attraverso un’educazione alle emozioni. Solamente così i ragazzi saranno in grado di misurarsi con l’immenso, rimanendo con gusto e passione dentro i confini dell’immenso. Senza alcun pericolo di perdersi.

Bibliografia

Coleman J.C. (1983), La natura dell’adolescenza, Il Mulino, Bologna.

Gramigna A. (2003), Manuale di Pedagogia Sociale, Armando Editore, Roma.

Mariani U., Schiralli R. ( 2011), Nuovi adolescenti, nuovi disagi, Oscar Mondadori Saggi, Milano.

Sanavio E., Cornoldi C. (2001), Psicologia clinica, Il Mulino Manuali, Bologna.

 

 

 

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