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Mindfulness per Bambini e Adolescenti

Mindfulness

Il recente decennio ha visto un’impennata nell’uso di interventi che insegnano abilità di mindfulness per promuovere la salute e il benessere psicologico. La mindfulness è un modo particolare di prestare attenzione, descritto da Kabat-Zinn (2003, p. 145), come “la consapevolezza che emerge attraverso il prestare attenzione di proposito, nel momento presente e senza giudizio allo svolgersi dell’esperienza”.

Per lo più, gli interventi e la ricerca sono stati intrapresi in popolazioni adulte, anche se ora c’è un crescente interesse nelle applicazioni con i bambini e gli adolescenti, con un corpo di letteratura che sta emergendo. In questo articolo esamineremo la ricerca attualmente disponibile nel campo emergente degli interventi basati sulla mindfulness, che includono pratiche fondamentali di meditazione, con bambini e adolescenti.

 

I diversi approcci

Gli approcci predominanti basati sulla mindfulness includono MBSR (mindfulness-based stress reduction), MBCT (mindfulness-based cognitive therapy), DBT (dialectic behavior therapy), e ACT (acceptance and commitment therapy).

Fondamentale per questi approcci è un focus sullo sviluppo della consapevolezza; tuttavia i metodi per insegnare le abilità di consapevolezza variano. MBSR e MBCT usano pratiche regolari di meditazione per sviluppare le abilità di mindfulness, mentre la DBT insegna tecniche di mindfulness descritte come “versioni psicologiche e comportamentali delle abilità di meditazione”.

 

L’MBSR

E’ stato originariamente sviluppato alla fine degli anni ’70 come un intervento di gruppo di 8 settimane, per persone che sperimentavano una serie di problemi medici tra cui il dolore cronico, all’interno di un centro medico universitario (Kabat-Zinn 1990).

L’MBSR è stato poi incorporato nell’MBCT, come un adattamento per prevenire le ricadute negli adulti con depressione precedente (Segal et al. 2002).

MBSR e MBCT includono una serie di pratiche di meditazione mindfulness tratte dal buddismo (Baer 2003; Dryden and Still 2006; Kabat-Zinn 1990).

 

Un approfondimento

MBSR e MBCT sono programmi di apprendimento esperienziale che includono sessioni settimanali di gruppo, pratica regolare a casa, e pratiche classiche di mindfulness (scansione del corpo, meditazioni in posizione seduta, movimento e camminata), e pratiche informali di mindfulness (portare intenzionalmente la consapevolezza nelle attività della vita quotidiana, ad esempio, fare la doccia, mangiare, fare giardinaggio, fare shopping).

Le sessioni di gruppo includono pratiche di meditazione guidate, indagini condotte dall’insegnante, discussione delle esperienze e psico-educazione. MBCT include un’ulteriore psico-educazione ed esercizi specifici per la depressione, mentre il contenuto di entrambi MBSR/MBCT è adattabile alle caratteristiche specifiche dei partecipanti al gruppo (ad esempio, per l’ansia, i disturbi alimentari, ecc.).

 

I progressi nella mindfulness

Sebbene gli interventi basati sulla mindfulness siano in uso da più di 20 anni, è solo recentemente che la mindfulness è stata esaminata come un intervento psicologico, con sforzi per stabilire un consenso sulla definizione operativa, gli elementi e i processi coinvolti (Bishop et al. 2004; Shapiro et al. 2006).

Inoltre, ci sono stati concomitanti progressi nello sviluppo di strumenti per misurare gli aspetti della mindfulness, che è un’ovvia necessità per la ricerca empirica (Baer et al. 2006; Feldman et al. 2007).

 

Il processo della piena attenzione

Tre elementi primari sono stati proposti come componenti del processo di mindfulness: atteggiamento, attenzione e intenzione (Shapiro et al. 2006).

La pratica della Mindfulness si basa sul non giudizio, l’accettazione, la fiducia, la pazienza, il non sforzarsi, la curiosità e la gentilezza. (Bishop et al. 2004; Kabat- Zinn 1990; Shapiro et al. 2006).

 

L’attenzione

Essa comprende l’attenzione focalizzata, ampia e sostenuta, e l’abilità nello spostare il focus da uno stimolo all’altro.

Shapiro et al. (2006) propongono che gli elementi, gli atteggiamenti, l’attenzione e l’intenzione, siano aspetti simultanei e interconnessi del processo mindfulness (p. 375). Questo processo permette di sviluppare una prospettiva de-centrata sulle proprie esperienze, da una posizione non giudicante, oggettiva e non elaborativa; testimoniando pensieri, sensazioni ed emozioni come fenomeni transitori.

Questo porta potenzialmente a un cambiamento nella propria relazione con questi fenomeni, da dove si può chiaramente osservare, riconoscere e disimpegnarsi da schemi abituali o stati mentali, e iniziare a rispondere in modo più riflessivo, piuttosto che reattivo a quello che ci capita (Baer 2003; Segal et al. 2002; Shapiro et al. 2006).

 

Applicazioni cliniche

C’è una crescita significativa e continua nella ricerca empirica che indaga l’efficacia degli interventi MBSR e MBCT con popolazioni adulte cliniche e non cliniche. Gli studi clinici di MBSR con gli adulti includono la gestione del dolore cronico, lo stress, l’ansia, la psoriasi, i disturbi alimentari, la fibromialgia, l’abuso di sostanze e i pazienti oncologici (Baer 2003; Bishop 2002; Grossman et al. 2004; Ivanovski and Malhi 2007; Shigaki et al. 2006).

MBCT è stato inizialmente sviluppato come un approccio per prevenire le ricadute nella depressione (Segal et al. 2002; Teasdale et al. 2000), anche se ora è stato adattato per trattare il disturbo d’ansia generalizzato (Evans et al. 2007), i disturbi dell’umore (Ree and Craigie 2007), e con i malati di cancro e chi li assiste (Foley et al. 2007).

 

Approcci basati sulla Mindfulness con bambini e adolescenti

C’è evidenza di un crescente interesse nell’applicazione di approcci basati sulla mindfulness con bambini e adolescenti, sia in ambito privato che pubblico. Gli esempi includono interventi di mindfulness nella gestione del dolore con gli adolescenti (Thompson and Gauntlett-Gilbert 2008) e MBCT per la prevenzione delle ricadute depressive con gli adolescenti (Allen 2006).

 

La Terapia Cognitiva basata sulla Mindfulness per Bambini Ansiosi (MBCT-C)

La Terapia Cognitiva basata sulla Mindfulness per Bambini Ansiosi (MBCT-C)

 

Metodi

Gli articoli inclusi nella seguente revisione sono stati selezionati a partire da banche dati elettroniche, come PsychINFO, PSYarticles, BioMed Central e altri.

I termini di ricerca includevano ”mindfulness”, ”meditazione” ”MBCT”, ”MBSR”, ”bambini”, ”adolescenti”, ”giovani”, ”famiglie” e ”scuole”. Infine, sono stati inclusi quindici studi che soddisfavano i criteri di inclusione.

 

Approcci basati sulla mindfulness con i bambini in età prescolare

Campione non clinico

Smalley et al. hanno condotto un studio controllato randomizzato su un campione non clinico di 44 bambini (4-5 anni) in un centro universitario per la prima infanzia. L’intervento è stato di 8 settimane (due volte alla settimana), con pratiche di consapevolezza MAPs. Le MAPs sono programmi di gruppo strutturati, basati sui modelli cardine MBSR/MBCT, e includono meditazioni da seduti, movimento e body scan, con la guida di esperti. (Zylowska et al. 2007).

Le testimonianze dei genitori e degli insegnanti sul funzionamento esecutivo (EF), le abilità sociali e il temperamento dopo il trattamento hanno indicato miglioramenti significativi in alcuni domini di EF. Lo studio fornisce un’indicazione preliminare: i bambini piccoli possono partecipare a pratiche di meditazione mindfulness in un contesto di gruppo e ottenere dei risultati significativi.

Campioni clinici

Ott (2002) riporta il caso studio di una bambina di 9 anni con reflusso gastroesofageo, alla quale ha insegnato pratiche di meditazione mindfulness (body scan, mindful eating e camminata) in un ambiente ospedaliero ambulatoriale.

Sono riportati cambiamenti nei sintomi fisici, nei farmaci e nella qualità del sonno, ma sono assenti dettagli sulla struttura dell’intervento o sui metodi di misurazione dei risultati.

Non è possibile trarre o generalizzare le conclusioni da questo studio, a causa della mancanza di dati e metodi riportati, e la presenza di variabili potenzialmente confondenti (ad esempio, gli effetti dei farmaci, il passare del tempo, l’attenzione individuale, l’assenza di un gruppo di controllo, ecc), tuttavia, lo studio suggerisce che l’intervento è stato ben tollerato dalla paziente, che ha riferito di aver generalizzato le abilità di mindfulness ad altre situazioni di vita traendone benefici.

 

Ulteriori evidenze con campioni non clinici

Napoli et al. (2005) riportano uno studio controllato randomizzato, con 228 studenti  dalla prima alla terza elementare, partecipanti all’intervento Attention Academy Program (AAP), con dodici sessioni di 45 minuti in 24 settimane.

L’AAP includeva meditazioni di mindfulness da seduti, movimento e scansione del corpo, esercizi di rilassamento, facilitati da istruttori di mindfulness esperti. Miglioramenti significativi sono stati riportati nelle misure post-trattamento di ansia, attenzione e abilità sociali.

Saltzman and Goldin (2008) riportano un intervento MBSR modificato di 8 settimane con un campione non clinico di 31 bambini. Lo studio includeva un gruppo di controllo. L’analisi preliminare ha indicato miglioramenti per i bambini nell’attenzione, nella reattività emotiva e in alcune aree della meta-cognizione, sulla base di evidenze riportate dai genitori e su misure oggettive di attenzione.

Campioni clinici

Bootzin and Stevens (2005) riportano l’uso dell’MBSR in un intervento di 6 settimane con 55 adolescenti (13-19 anni) che avevano ricevuto un trattamento per abuso di sostanze e che presentavano problemi di sonno. La componente MBSR (cinque delle sei sessioni) includeva istruzioni per la pratica della meditazione a casa. Altri componenti includevano la terapia cognitiva, l’educazione all’igiene del sonno, l’esposizione alla luce e le istruzioni per il controllo degli stimoli.

Gli autori hanno riportato riduzioni significative nella sonnolenza auto-riferita, nella preoccupazione e nel disagio circa la salute mentale  e miglioramenti significativi negli aspetti della qualità del sonno.

Campioni non clinici

In uno studio sulle tecniche di meditazione mindfulness (non identificate come MBSR), Beauchemin et al. (2008) hanno condotto un intervento  di meditazione mindfulness con 34 studenti volontari con difficoltà di apprendimento (età 13-18 anni) in un ambiente scolastico.

Gli insegnanti, in classe, hanno condotto 5-10 minuti di mindfulness ogni giorno per 5 settimane.

L’ansia autovalutata, le abilità sociali e i risultati accademici hanno tutti mostrato differenze significative dopo il test, riportando dei miglioramenti significativi rispetto al gruppo di controllo, che non aveva preso parte alle sessioni di meditazione.

 

Discussione

Gli studi inclusi nella revisione rappresentano un lavoro pionieristico. Forniscono una base per la fattibilità e l’accettabilità degli approcci basati sulla mindfulness con bambini e adolescenti.

Tuttavia, l’attuale ricerca è limitata dalla mancanza di prove empiriche sull’efficacia degli interventi. In generale, le metodologie e il disegno degli studi erano deboli (piccoli campioni, la maggior parte mancava di gruppi di controllo), limitando la successiva analisi dei dati e precludendo l’attribuzione della causalità o la generalizzazione dei risultati al di fuori dei contesti di intervento.

 

Limiti

Altre limitazioni includevano l’affidamento su misure self-report o di terze parti e l’uso di strumenti di misurazione clinica con campioni non clinici.

Oltre alle ampie questioni metodologiche, nei futuri studi di ricerca devono essere affrontate specifiche questioni pratiche relative all’intervento con i bambini e le popolazioni adolescenti. L’adattamento dei programmi MBSR/MBCT per i partecipanti più giovani richiede attenzione alle esigenze di sviluppo legate all’età (soglia di attenzione, capacità cognitive, linguaggio, fisicità, contenuti rilevanti). E alle questioni derivanti dal fatto che i bambini sono in qualche modo integrati nei loro sistemi familiari (e scolastici) oppure no.

 

Considerazioni future

L’avanzamento della ricerca empirica è vitale. Poiché è chiaro che la popolarità degli approcci basati sulla mindfulness è in aumento in tutti i gruppi di età, compresi i bambini e gli adolescenti. Nonostante l’assenza di prove empiriche dell’efficacia di questi interventi con le popolazioni più giovani.

Ora, con una ragionevole base di supporto per la fattibilità e l’accettabilità degli interventi basati sulla mindfulness con i bambini e gli adolescenti, è tempo di intraprendere un percorso più rigoroso per raccogliere prove empiriche sull’efficacia di questi interventi in popolazioni così specifiche.

Liberamente tradotto e adattato.

Fonte: Burke, C. A. (2010). Mindfulness-based approaches with children and adolescents: A preliminary review of current research in an emergent field. Journal of child and family studies, 19(2), 133-144. https://www. researchgate.net/ publication/330358657 _Mindfulness-Based_Approaches _with_Children_and_Adolescents_ A_Preliminary_Review_of_Current_ Research_in_an_Emergent_Field

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