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Una verità che nessuno ti dirà mai: tu sei in grado di auto-regolarti con il cibo

Psicologa, psicoterapeuta cognitivo comportamentale, giornalista. Membro del Center for Mindful Eating, istituzione fondata da Jean Kristeller e colleghi per la diffusione della cultura e del...
tu sei in grado di auto-regolarti con il cibo

Il Set Point

Esiste una teoria, denominata del Set Point, secondo cui in ogni persona si trova un sistema di controllo incorporato che determina la quantità di grasso adeguata che il proprio organismo deve possedere per essere in salute.

Questo sistema è regolato dall’ipotalamo e determina il suo punto di settaggio, in termini di peso corporeo, in base a fattori genetici e comportamentali, come le abitudini alimentari e il movimento fisico. L’ipotalamo, a prescindere da quali siano le nostre intenzioni e aspettative, talvolta patologiche, esegue di fatto un lavoro egregio. A meno che non vi siano patologie organiche, infatti, come mutazioni genetiche che impediscono la sintesi della leptina (gene OB), condizioni che per la loro frequenza riguardano solo una piccola parte della popolazione, il nostro corpo è organizzato per la sopravvivenza e la salute e, dunque, regola autonomamente e in maniera perfetta l’assunzione e il dispendio calorico. È ciò che nella mindful eating ricade sotto la definizione di “saggezza interiore”, una saggezza che è naturalmente presente in tutti noi e che trova ampio spazio nella letteratura scientifica basata su studi che utilizzano campioni di neonati ancora non condizionati da diete e ideali di bellezza, i quali dimostrano di essere perfettamente in grado di auto-regolarsi.

Quando si parla di Set Point, ad ogni modo, non si fa riferimento ad un numero preciso sulla bilancia al quale il nostro ipotalamo tende a riportarci. Si tratta, piuttosto di un range di peso che risulta essere salutare per il nostro organismo, all’interno del quale il nostro sistema interno di auto-controllo tende a ricondurci. Ci si può muovere all’interno di quel range ed essere comunque normopeso, similmente a quanto accade nel momento in cui calcoliamo il nostro indice di massa corporea.

 

Ansie e resistenze dei clienti e come la mindful eating vi risponde

Una delle ansie più frequenti e invalidanti per le persone abituate alle restrizioni alimentari e alle diete dimagranti, è quella di perdere il controllo e abbuffarsi se dovesse decidere di affidarsi ai propri segnali interni di fame e sazietà per cominciare o smettere di mangiare. Consapevole di tali resistenze presenti in questo tipo di utenza, Jean Kristeller, ideatrice del protocollo di mindful eating (MB-EAT), procede gradualmente nell’affrontare ansie come questa, attraverso pratiche sia formali che informali, che prevedono in molti casi l’utilizzo di cibi e bevande.

Nonostante la saggezza innata con cui tutti noi nasciamo, però, non di rado i nostri clienti ci presentano la pretesa di aderire a canoni di bellezza acquisiti in maniera arbitraria dall’esterno, che non risultano affatto sani e che talvolta significherebbero un rischio serio per la loro salute. Questo tipo di pretesa caratterizza una di quelle prigionie che rendono le persone infelici e perpetuamente insoddisfatte del proprio corpo. L’approccio della mindfulness e della mindful eating è inverso: cominciamo con il considerare le meraviglie del nostro corpo, ad essere grati alla vita per avere due gambe, due braccia, degli occhi, delle orecchie, delle mani. Si impara a trattarsi bene, ad amarsi e a nutrirsi in maniera adeguata per il valore intrinseco che il nostro corpo possiede. Se trattiamo bene il nostro corpo, nutrendolo adeguatamente, con cura, amore e gentilezza, se gli permettiamo di muoversi e di fare esperienze sensoriali, questi riacquista forza, salute e bellezza, perché un corpo sano è inevitabilmente un corpo bello. I clienti possono manifestare diverse altre resistenze nei confronti degli esercizi proposti nel protocollo, poiché temono che il modo in cui sono creati alcuni prodotti ricchi in zuccheri, sali e grassi rendano molto difficile la possibilità di ritornare ad una originaria consapevolezza. Pochi, però, sanno che, per quanto attraenti possano essere i cibi, non esiste prova dell’esistenza di una food addiction determinata da cibi o additivi alimentari e che siamo in grado di sviluppare le competenze necessarie per fruire sia della saggezza interiore che di quella esterna (approfondita nel protocollo della Kristeller) per poter ritornare a trattarci con amore anche da un punto di vista alimentare.

 

Come imparare il protocollo di mindful eating

Il corso di mindful eating proposto da FCP è rivolto a psicologi, anche non specializzati in psicoterapia e anche al loro primo approccio a pratiche basate sulla mindfulness. Si tratta di un corso esperienziale, che chiede agli allievi di impegnarsi nelle pratiche giornaliere per nove settimane. Il protocollo può essere utilizzato, dopo attenta valutazione, anche con adolescenti e l’unica controindicazione al suo utilizzo, come per gran parte dei percorsi basati sulla mindfulness, è la presenza, anche latente, di patologia psicotica.

Se vuoi approfondire il programma del corso, visita la pagina:

 

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Infine, se intendi saperne di più sull’argomento, ti suggerisco l’articolo Mindful Eating: cos’è e a cosa serve

Clicca qui: Mindful Eating: cos’è e a cosa serve

Per approfondimenti:

  • Jan Chozen Bays (2021) Mindful eating. Per riscoprire una sana e gioiosa relazione con il cibo. Nuova ediz. ED-Enrico Damiani Editore
  • Kristeller, J. (2020) La gioia di mezzo biscotto, RP Publishing
  • Montesarchio, T. (2017) Mindful eating. Una metodologia innovativa per regolare il rapporto con il cibo, EPC Ed.
  • Müller MJ, Bosy-Westphal A, Heymsfield SB. Is there evidence for a set point that regulates human body weight?. F1000 Med Rep. 2010;2:59. Published 2010 Aug 9. doi:10.3410/M2-59

 

 

Teresa Montesarchio
Psicologa, Psicoterapeuta TCC
Lifetime Member The Centre for Mindful Eating

 

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One thought on “Una verità che nessuno ti dirà mai: tu sei in grado di auto-regolarti con il cibo

  • Roberta Zugno says:

    Buongiorno,
    Volevo avere una conferma. Il corso abilita all’utilizzo della mindfullness eating con i pazienti? Posso poi utilizzare le tecniche il seduta?
    Credo di aver capito di si. Ma vorrei una conferma. Ci sarà anche un riconoscimento o certificato che abilita all’uso della mindfullness eating?
    Grazie mille

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