Conosci il ruolo dei genitori nel modello delle 5C del calcio?

Autore: Sergio Costa
Sono uno psicologo di Roma specializzato nella psicologia dello sport, grazie a diversi Master e Corsi sulle tematiche dell'integrazione ... Leggi la Bio
modello delle 5c

In che modo si uniscono ruolo dei genitori, modello delle 5C e sport?

Quando adeguatamente strutturato, lo sport è stato identificato da ricercatori e professionisti come un contesto ottimale per consentire ai giovani di sviluppare abilità fisiche, psicosociali ed emotive necessarie per funzionare con successo nella società (Gould & Carson, 2008; Holt et al., 2017).

Approccio positivo e sviluppo psicosociale

L’approccio positivo allo sviluppo giovanile si concentra sui punti di forza dei giovani atleti, piuttosto che sulle loro carenze, e si pensa che lo sviluppo avvenga attraverso relazioni bidirezionali tra gli individui e i loro contesti di vita nel tempo (Holt, 2016). Le abilità di vita sono definite come le risorse personali, le caratteristiche e le abilità psicosociali che possono essere sviluppate e/o perfezionate nello sport e trasferite poi in altri contesti, come ad esempio a scuola, a casa, nell’arte (Gould & Carson, 2008).

Tuttavia, indipendentemente dal fatto che un programma sia basato o meno su un approccio positivo, lo sviluppo psicosociale dei giovani atleti richiede un approccio intenzionale e proattivo da parte di tutte le parti interessate allo sport, ad es. organizzazioni, allenatori e genitori (Holt et al., 2017).

Lo sviluppo psicosociale si riferisce alle abilità e alle risorse psicologiche (ad esempio, il controllo delle proprie emozioni) e sociali (come lo sviluppo di relazioni), nonché agli attributi motivazionali, autoregolatori e interpersonali che servono per lo sviluppo dell’atleta (Harwood et al., 2015).

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Il modello delle 5C

Ma cosa succede all’interno di contesti sportivi giovanili competitivi? L’elevate aspettative e l’enfasi sulle prestazioni possono contrastare ed entrare in conflitto con lo sviluppo psicosociale dei giovani atleti?

Nel 2008 Harwood propone, quindi, il modello delle 5C (Commitment/Impegno, Communication/Comunicazione, Concentration/Concentrazione, Control/Controllo and Confidence/Fiducia) per poter sviluppare caratteristiche psicosociali all’interno di contesti calcistici giovanili.

I suoi primi studi sul campo utilizzavano l’allenatore come veicolo per influenzare lo sviluppo psicosociale dei giovani atleti (Harwood, 2008; Harwood et al., 2015). Ma successivamente tale approccio si è allargato anche agli altri agenti sociali all’interno dello stesso sistema, come ad esempio i genitori (Holt et al., 2017; Pierce et al., 2017).

Modello delle 5C: socializzazione, coinvolgimento e incoraggiamento

Il ruolo di un genitore sportivo può essere definito attraverso la sua socializzazione e coinvolgimento, sia che si tratti di ruoli diretti (ad esempio, iscrivere il proprio figlio allo sport) o di supporto (ad esempio, fornire mezzi di trasporto, incoraggiare; Evans et al., 2016; Knight et al., 2016). Tuttavia, il tipo di coinvolgimento dei genitori può cambiare riguardo a ciò di cui il bambino ha bisogno in contesti e momenti diversi (Knight, Little, et al., 2016; Knight & Holt, 2014).

Dal lavoro di Kramers e colleghi (2022) si evidenzia come i genitori forniscono incoraggiamento e feedback in base ai bisogni di sviluppo del loro bambino. Mentre alcuni genitori fornivano feedback durante la partita, altri lo facevano all’interno di contesti privati, come a casa o in macchina (Knight et al., 2016). Inoltre, alcuni genitori lasciavano intenzionalmente che il loro bambino iniziasse la conversazione quando si sentiva pronto a parlare (cioè, di persona o tramite SMS), consentendogli di provare sentimenti di autonomia (Holt et al., 2021).

Modello delle 5C: comunicazione

Inoltre, i genitori hanno discusso di come la mancanza di comunicazione con gli allenatori fosse una barriera che, a volte, impediva la loro capacità di supportare lo sviluppo del modello delle 5C del loro bambino.

L’accesso limitato alle informazioni, la regolarità e la coerenza della comunicazione con gli allenatori è un fattore di stress prevalente per i genitori di calcio, in particolare quelli nuovi in ​​un programma d’élite (Harwood et al., 2010). Infatti, i genitori hanno espresso il desiderio di capire quali fossero le aspettative degli allenatori per il loro bambino in termini di obiettivi psicosociali in modo tale che potessero lavorare in tandem con loro e non perdere opportunità di rinforzo in altri contesti.

Migliorare il coinvolgimento e la fiducia

Per concludere, i ricercatori sottolineano che quando i genitori e gli allenatori sviluppano relazioni aperte e oneste si può migliorare la qualità del coinvolgimento nello sport dei loro figli e aumentare la loro fiducia negli allenatori (Knight & Holt, 2014).

Inoltre, rafforzare la relazione genitore-allenatore può anche aiutare a chiarire i ruoli dei genitori stessi all’interno del programma e ad attenuare eventuali linee di comunicazione deboli o incoerenti che possono portare a confusione, interpretazioni errate e pressione.

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Sergio Costa

Psicologo dello Sport

PhD in Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche

Preparatore Mentale FIT

https://www.sergiocostapsicologosport.com/

 

BIBLIOGRAFIA

Evans, M. B., Allan, V., Vierimaa, M., & Cot ^ e, J. (2016). Sport parent roles in fostering positive youth development. In S. Dagkas & L. Burrows (Eds.), Families, young people, physical activity and health: Critical perspectives (pp. 228–240). Routledge.

Gould, D., & Carson, S. (2008). Life skills development through sport: Current status and future directions. International Review of Sport and Exercise Psychology, 1(1), 58–78.

Harwood, C. G. (2008). Developmental consulting in a professional football academy: The 5Cs coaching efficacy program. The Sport Psychologist, 22(1), 109–133.

Harwood, C., Drew, A., & Knight, C. J. (2010). Parental stressors in professional youth football academies: A qualitative investigation of specialising stage parents. Qualitative Research in Sport and Exercise, 2(1), 39–55.

Harwood, C. G., & Anderson, R. (2015). Coaching psychological skills in youth football: Developing the 5Cs. Bennion-Kearney.

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Holt, N. L. (Ed.). (2016). Positive youth development through sport (2nd ed.). Routledge.

Holt, N. L., Neely, K. C., Slater, L. G., Camire, M., Cote, J., Fraser-Thomas, J., MacDonald, D., Strachan, L., & Tamminen, K. A. (2017). A grounded theory of positive youth development through sport based on results from a qualitative meta-study. International Review of Sport and Exercise Psychology, 10(1), 1–49.

Holt, N. L., Jørgensen, H., & Deal, C. J. (2021). How do sport parents engage in autonomy-supportive parenting in the family home setting? A theoretically informed qualitative analysis. Journal of Sport & Exercise Psychology, 43(1), 61–70.

Knight, C. J., Dorsch, T. E., Osai, K. V., Haderlie, K. L., & Sellars, P. A. (2016). Influences on parental involvement in youth sport. Sport, Exercise, and Performance Psychology, 5(2), 161–178.

Knight, C. J., & Holt, N. L. (2014). Parenting in youth tennis: Understanding and enhancing children’s experiences. Psychology of Sport and Exercise, 15(2), 155–164.

Kramers, S., Thrower, S. N., Steptoe, K. & Harwood, C. G. (2022) Parental strategies for supporting children’s psychosocial development within and beyond elite sport, Journal of Applied Sport Psychology.

Pierce, S., Gould, D., & Camire, M. (2017). Definition and model of life skills transfer. International Review of Sport and Exercise Psychology, 10(1), 186–211.

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