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La costruzione di un racconto metaforico

Luana Morgilli
Luana Morgilli è psicologa, psicoterapeuta sistemico-relazionale ed EMDR. Da diversi anni lavoro in ambito sportivo attraverso interventi formativi e informativi per corsi rivolti a tecnici di div...
La metafora

Per una migliore fruizione, si consiglia la lettura del precedente articolo: L’uso del linguaggio metaforico e il contesto sportivo

Nel precedente articolo abbiamo visto come l’utilizzo del linguaggio metaforico e della metafora permette di creare comunicazioni dense di carica espressiva ed emotiva.

La metafora è un importante strumento per veicolare il cambiamento poiché stimola la persona o il gruppo a contemplare diversi punti di vista, a integrare cognizioni e affetti, a realizzare una rielaborazione in chiave simbolica dell’esperienza e permette anche di ottimizzare i tempi con cui poter lavorare con questa molteplicità di aspetti.

 

Le differenti tipologie di metafora

Per capire meglio le possibili modalità di intervento attraverso questa modalità facciamo riferimento a Barker (1985), che identificò ben sette diverse tipologie di metafore utilizzate e utilizzabili dagli psicologi. La sua suddivisione considera:

  1. Racconti lunghi (fiabe/favole) intesi ad affrontare tutti gli aspetti di situazioni complesse;
  2. Aneddoti e racconti brevi intesi a raggiungere obiettivi specifici e circoscritti;
  3. Analogie, similitudini e frasi metaforiche che illustrano e/o sottolineano punti specifici;
  4. Metafore di relazione;
  5. Compiti con significati metaforici;
  6. Oggetti metaforici, ovvero che rappresentano qualcosa di diverso da quello che sono;
  7. Metafore artistiche, ovvero disegni/sculture/etc. che rappresentano altri oggetti.

Come possono essere utili queste metafore?

Tutte queste forme possono essere utilizzate per lavorare con il cliente, anche in ambito sportivo, sulla costruzione e ricostruzione della propria storia e dell’eventuale situazione problematica, mettendo a fuoco anche aspetti lasciati in secondo piano. Inoltre permette di illustrare le emozioni, facilitando la definizione di aspetti difficili da definire.

Ma soprattutto l’utilizzo di storie, aneddoti e analogie permette di attivare il cambiamento attraverso la condivisione di diverse possibilità di visione e di azione e l’identificazione di risorse da sviluppare e potenziare per realizzare i propri obiettivi.

Gordon e i 4 punti della metafora

Qualsiasi sia il tipo di utilizzo della metafora che si scelga nel proprio lavoro, è importante porre attenzione ai punti individuati da Gordon (1978) per la costruzione di un messaggio metaforico realmente efficace:

  1. Individuare l’obiettivo del cliente, il problema da risolvere o, come più spesso richiesto in ambito sportivo, la risorsa da sviluppare. Considerando sempre qualcosa di realistico e realizzabile.
  2. Stabilire l’isomorfismo tra la storia reale e il racconto che costruiremo in relazione ai personaggi, alle caratteristiche dei ruoli e delle sfide da affrontare.
  3. Individuare una possibile soluzione metaforica, che si avvicini all’obiettivo del cliente e rappresenti la possibilità di un lieto fine nella storia.
  4. Fare attenzione a calibrare e ricalibrare la storia in base ai nuovi modelli acquisiti.
  5. Utilizzare la riconfigurazione, ovvero prendere un’esperienza precedente, indesiderata e rimodellarla come valida e potenzialmente utile.

Le 3 fasi

Per poter costruire un racconto o una metafora che rimandano in modo efficace i contenuti al cliente è necessario soffermarsi su 3 fasi:

la prima consiste nel raccogliere le informazioni necessarie su aspetti quali l’individuazione di persone significative coinvolte e i loro rapporti personali (componenti di una squadra, tecnici, preparatore fisico, etc); individuare eventi caratteristici; individuare quali cambiamenti ottenere e quello che è stato fatto in passato e non ha funzionato.

Una volta raccolte le informazioni si potrà procedere alla costruzione della metafora attraverso la scelta del contesto, la creazione dei personaggi e dell’intreccio (in isomorfismo con la realtà), e alla predisposizione della soluzione ovvero del risultato desiderato, che va a riconfigurare la situazione originaria.

Infine, grande attenzione deve essere attribuita alla fase del racconto. È fondamentale proporlo solo nel momento in cui è pronto, prendendosi il tempo necessario, senza variare stile o affrettarsi. Va posta attenzione alle cose importanti da sottolineare e trasmettere al cliente, senza perdersi in fronzoli e prestando massima attenzione sia al linguaggio verbale che a quello paraverbale e non verbale sia proprio che dell’interlocutore, e quindi alle sue reazioni.

Per concludere

La metafora rappresenta quindi un vero e proprio strumento per pensare che aiuta a recuperare la capacità di prendersi sul serio con leggerezza e, soprattutto, di contemplare diversi punti di vista.

Quando ci si trova di fronte ad una difficoltà da affrontare, spesso l’ostacolo più grande non è il problema in sé, ma la resistenza nel cambiare punto di vista sul problema ovvero nel trasformare la difficoltà in opportunità di crescita.

L’uso di metafore, narrazioni, gioco e, in generale, della creatività stimola la capacità di adattamento alle situazioni, al cambiamento e alla ricerca di soluzioni alternative, e per questo può risultare particolarmente utile ed efficace nell’ambito sportivo.

 

Per approfondire il tema dell’uso della metafora nello sport e con lo sport, segui il corso:

Il modello sistemico relazionale applicato all’ambito sportivo

Il modello sistemico relazionale applicato all’ambito sportivo

 

Dott.ssa Luana Morgilli

Psicologa dello sport

Psicoterapeuta sistemico-relazionale e EMDR

 

Bibliografia

Barker, P. (1985). L’uso della metafora in psicoterapia. Roma: Astrolabio Ubaldini Editore.

Gordon, D. (1978). Metafore terapeutiche. Roma: Astrolabio Ubaldini Editore.

Watzlawick, P., BeavinJ.H., Jackson, D.D. (1971). Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi delle patologie e dei paradossi. Roma: Astrolabio Ubaldini Editore.

Watzlawick, P., Weakland,H. J., Fisch, R. (1974) Change: sulla formazione e la soluzione dei problemi. Roma: Astrolabio Ubaldini Editore.

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