La Guarigione è nel Corpo: l’Embodiment riparativo

Cathy A. Malchiodi, PhD, ATR-BC, LPCC, LPAT, REAT, è un'arteterapeuta espressiva e arteterapeuta che ha trascorso oltre 30 anni lavorando con persone con stress traumatico e studiando come le arti su...
embodiment

Embodiment” (traducibile come “incarnazione”) è un termine onnipresente nel campo della salute mentale. La sua definizione più elementare si riferisce a una forma tangibile o visibile di un’idea, qualità o sentimento. È la personificazione, l’incarnazione o la manifestazione di un modo di essere o di una caratteristica, come “lei è l’incarnazione della speranza” o “la loro performance musicale incarna gioia ed entusiasmo”.

 

L’embodiment nella psicoterapia contemporanea

Nella psicoterapia contemporanea il termine embodiment ha assunto un significato leggermente diverso. Molti terapeuti hanno ormai familiarità con l’idea che “il corpo accusa il colpo” (Bessel van der Kolk). “I nostri problemi sono nei nostri tessuti” (autore sconosciuto) è un’altra frase spesso usata dagli educatori somatici e dai professionisti del corpo (yoga, massaggio e altri) per descrivere l’importanza della consapevolezza fisica.

 

Queste idee hanno influenzato la definizione di incarnazione e quelle che sono diventate note come pratiche incarnate, in particolare nel campo dello stress traumatico. Queste pratiche sottolineano l’importanza di osservare e notare il proprio felt sense interno. L’incarnazione implica che il focus centrale per la riparazione, la trasformazione e il recupero emotivo sia diventare consapevoli del nostro essere fisico attraverso i sensi. È un modo per includere il corpo come focus per la salute e il benessere attraverso l’auto-apprezzamento e l’auto-accettazione di ciò che percepiamo e sentiamo fisicamente nel momento presente (Cathy Malchiodi, 2020).

Questa prospettiva propone anche che l’embodiment non sia solo un evento occasionale ma una pratica continua per stabilire una relazione con il proprio corpo. Coinvolge vari approcci di consapevolezza mente-corpo (come la Psicoterapia Sensomotoria o i campi della terapia artistica espressiva o della danza, per esempio) per focalizzare l’attenzione su come il proprio corpo risponde e si sente nel momento presente.

La consapevolezza basata sul corpo è una forma di “intelligenza somatica” che aumenta la comprensione di un individuo delle connessioni tra esterocezione (sensazioni esterne) e interocezione (la sensazione significativa interna).

 

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Trauma e sé disincarnato

Concentrarsi sulle sensazioni interne del corpo è angosciante per molti sopravvissuti a traumi, in particolare per coloro che hanno subito violenza interpersonale, traumi complessi o stress post-traumatico. Spesso sperimentano una disconnessione tra le sensazioni esterne e il loro felt sense interno. Ciò è particolarmente vero nella dissociazione correlata allo stress post-traumatico. Per questo motivo, introdurre la pratica incarnata a individui con stress traumatico può essere complicato.

Quando il trauma è particolarmente grave o cronico, gli individui riferiscono di essere “senza radicamento”, incapaci di identificare le emozioni e disconnessi dagli altri. Le sensazioni opprimenti dello stress traumatico provocano una sensazione di insicurezza nel proprio corpo e una mancanza di agency e di confini per prevenire ulteriori traumi. Gli individui riferiscono di sentirsi “troppo” (sopraffatti e attivati) o “troppo poco” (intorpiditi, ritirati o letargici), stati corpo-mente che rendono difficile e spesso scomoda la focalizzazione somatica. I momenti incarnati possono anche evocare stati emotivi come vergogna, senso di colpa o dolore, rendendo difficile la consapevolezza del corpo.

 

 

Mancanza di embodiment e ritorno al corpo

Queste esperienze riflettono un “sé disincarnato”. Molti individui con stress traumatico osservano quanto velocemente possono perdere la sensazione di embodiment quando tentano di concentrarsi sulle sensazioni del proprio corpo. Assume molte forme, tra cui l’incapacità di concentrarsi, l’agitazione o l’irrequietezza, la razionalizzazione o il superamento dei propri limiti fisici, tutte strategie per distrarsi da sensazioni spiacevoli. Per altri, l’esperienza della dissociazione prende il sopravvento per riuscire ad allontanarsi da ciò che è doloroso o emotivamente straziante.

Queste risposte, una volta riconosciute, possono diventare un punto di partenza per un impegno graduale nella consapevolezza somatica. Comprendere che la tendenza a disincarnarsi è una normale risposta di sopravvivenza quando sorgono sentimenti spiacevoli è un primo passo importante nell’embodiment, soprattutto quando si tratta di stress traumatico. Una volta che gli individui iniziano a identificare le sensazioni spiacevoli che naturalmente si traducono in ritiro, evitamento o attivazione, diventa possibile il processo di introduzione di momenti incarnati.

 

Coltivare l’embodiment riparativo

Quando lavoro con individui sfidati o attivati da approcci incarnati, cerco di aiutarli a conoscere l’embodiment da una prospettiva diversa. La mia collega Amber Elizabeth Gray, una terapista della danza/movimento, ha coniato la frase “diritto di incarnarsi”. Questa frase implica che ognuno di noi ha il diritto di abitare il proprio corpo con sicurezza, autonomia e gioia, curiosità e vivacità.

Quando si introduce il concetto di embodiment, è anche essenziale spiegare che la consapevolezza somatica non riguarda solo l’identificazione del disagio. Si tratta anche di sfruttare la capacità del nostro corpo come risorsa positiva quando siamo angosciati. Io lo chiamo “embodiment riparativo“, un cambiamento somatico che ci aiuta a concentrarci su ciò che i nostri corpi possono sperimentare per contrastare l’attivazione e il ritiro.

 

 

L’espansione delle capacità

In contrasto con l’aiutare gli individui ad aumentare la tolleranza per le sensazioni somatiche scomode, l’embodiment riparativo reindirizza l’attenzione all’espansione della capacità.

A differenza di altre terapie somatiche, l’embodiment riparativo è ciò che mettiamo al centro nella terapia artistica espressiva. Il nucleo degli approcci espressivi si fonda sulla partecipazione attiva a nuove esperienze che riconquistano gli individui con curiosità, giocosità, efficacia e piacere (Malchiodi, 2022). In altre parole, l’embodiment non è definita solo come lo sviluppo della consapevolezza fisica ma anche come un’espansione della capacità di abitare il proprio corpo e la propria mente in modi calmanti, rinvigorenti e rigeneranti.

 

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L’embodiment come pratica

L’embodiment è un processo di scoperta di sé somatica. È anche una pratica che si rafforza attraverso la ripetizione, sia in presenza di un terapeuta che da soli, come forma di cura di sé. Le pratiche incarnate aiutano a recuperare la capacità di riconoscere e rilasciare il disagio.

Forse ancora più importante, l’embodiment introduce possibilità di consapevolezza somatica rigenerante: la capacità del corpo di risvegliare e recuperare la sensazione significativa delle esperienze positive che rendono la vita degna di essere vissuta.

 

Articolo liberamente tradotto e adattato. Fonte: “The Body Holds the Healing“, by Cathy Malchiodi on PsychologyToday.com

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