“Strega comanda colore”: la chiave per la comunicazione

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Autore: Irene Saya
Irene Saya è una giovane psicologa neoabilitata iscritta all’Ordine del Piemonte (n. iscrizione 9396). Ha conseguito la laurea col massimo dei voti in Psicologia del Lavoro e de... Leggi la Bio
comunicazione

Comunicare significa “mettere in comune” ed è un aspetto determinante e fondamentale sia nella nostra vita privata sia in quella professionale. La comunicazione, infatti, ci permette di:

  • interagire con gli altri;
  • trasmettere informazioni ed emozioni;
  • produrre e coordinare le azioni;
  • conoscere ed interpretare la realtà;
  • presentare un’immagine di noi;
  • creare e modificare le relazioni

Definizione di comunicazione

La comunicazione è quindi un processo, che potremmo definire come uno “scambio interattivo tra almeno due partecipanti, che hanno reciprocamente intenzione e consapevolezza comunicativa e che condividono un determinato significato sulla base di sistemi simbolici e di segnalazione convenzionali stabiliti dalla cultura di riferimento” (Luigi Anolli).

Ciò significa che sono indispensabili almeno due persone, un messaggio da trasmettere e dunque un canale attraverso cui farlo usando una modalità condivisa che permetta di comprendersi. Semplice, no? No, non lo è affatto.

Quante volte si verificano delle incomprensioni o non ci si capisce assolutamente pur parlando nella stessa lingua? Quante volte un superiore o un collega hanno inteso diversamente quello che stavi dicendo mentre parlavi? Probabilmente sarà successo e capiterà nuovamente.

Comunicare è complesso e frequentemente si creano dei fraintendimenti dovuti al fatto che ciascuno di noi è diverso dall’altro anche nelle modalità comunicative.

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Ognuno ha il proprio stile comunicativo esattamente come ciascuno ha il proprio stile cognitivo (“modalità di elaborazione dell’informazione che la persona adotta in modo prevalente, che permane nel tempo e si generalizza a compiti diversi” Boscolo, 1981; modo di pensare preferito, ossia una propensione ad analizzare la realtà secondo i criteri ritenuti più funzionali e comodi Sternberg, 1998).

Il Whole Brain Model

Ciascuno di noi possiede anche una modalità caratteristica di attivazione delle funzioni cognitive. Semplificando, si può spiegare tramite il raggruppamento in quattro aree distinte cui corrispondono altrettante caratterizzazioni o modi di pensare:

  • Logico, ovvero analitico e basato su dati concreti e quantitativi, orientato al risultato;
  • Organizzatore, caratterizzato dall’implementazione di procedure e da un approccio strutturato;
  • Comunicatore, affettivo-emozionale, orientato alle relazioni;
  • Visionario, dotato di creatività ed intuito, aperto al cambiamento.

Il dominio di uno dei quattro stili di pensiero determina lo sviluppo delle preferenze di pensiero che a loro volta definiscono i nostri interessi, le nostre scelte e promuovono lo sviluppo delle competenze.

Ciascuno di noi appartiene ad uno dei quattro quadranti e questo spiega la ragione per cui ci sono persone con cui comunichiamo facilmente ed altre con le quali avviene il contrario. Questa è la sintesi del Whole Brain Model di Herrmann, frutto delle teorie della modularità delle funzioni cognitive (basate sulle specializzazioni ben documentate della corteccia cerebrale e dei sistemi limbici) e sulle ricerca in merito alle caratteristiche funzionali degli emisferi destro e sinistro del cervello di Sperry, Ornstein, Mintzberg e Gazzaniga.

Quale è il tuo colore?

Nel Whole Brain Model a ciascun quadrante, ovvero ad ogni stile di pensiero, è associato un colore :

  • Blu, stile logico-razionale(“logico”);
  • Giallo, stile espressivo-intuitivo(“visionario”);
  • Verde, stile direttivo-pragmatico (“organizzatore”);
  • Rosso, stile affettivo-emozionale (“comunicatore”)

Hermann ha coniato il concetto di Whole Brain Thinking per evidenziare l’importanza della flessibilità che deriva dall’uso di tutti e quattro gli stili di pensiero, che non costituiscono più prerogative immutabili. Infatti, possono essere coltivati e sviluppati per avere una capacità cognitiva a tutto tondo che permetta non solo di cogliere le sfumature che altrimenti andrebbero perse adottando solamente un approccio, bensì anche di dialogare e confrontarsi in modo efficace con coloro che adottano un approccio cognitivo diverso, quando non addirittura diametralmente opposto, al nostro.

Lo strumento

Per individuare il proprio stile, dunque comunicare efficacemente, si può utilizzare il test HBDI

Bibliografia

Tulli, F. (2012). Strumenti per le organizzazioni, 1-172.

Pirri, P., Cariani, D. e Cesari, L., (2017). Persone a colori

Sitografia

https://www.stateofmind.it/2021/03/stili-cognitivi-apprendimento/

https://www.marsalaoggi.it/whole-brain-model-cose-e-come-funziona/

https://www.blog-sviluppopersonale.it/2018/11/28/comunicazione-preferenze-individuali-hbdi/

http://www.lidimatematici.it/blog/2018/11/07/pensare-a-colori-il-modello-cognitivo-di-ned-hermman/

https://www.corsielavoro.it/articoli/risorse-umane/pensare-a-colori/

https://www.pmi.it/impresa/business-e-project-management/articolo/8451/project-manager-perche-leggere-the-whole-brain-business-book.html

https://herrmann.com.au/hbdi/

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